Cane salvato dopo 16 giorni dal terremoto in Venezuela: l’emozionante abbraccio con il suo amico umano (che non ha smesso di cercarlo)

A più di due settimane dalla devastante sequenza di terremoti che il 24 giugno ha sconvolto il Venezuela, le speranze di trovare sopravvissuti sembravano ormai azzerate. Eppure, nel cuore dello Stato di La Guaira, le squadre di emergenza hanno firmato un vero e proprio miracolo biologico estraendo vivo Aquiles, un cane di razza bulldog francese. L’animale era rimasto intrappolato per ben sedici giorni nel collasso strutturale dell’edificio residenziale Punta Brisas, situato nella località costiera di Macuto.
La straordinaria operazione è stata documentata attraverso un video virale diffuso sulle piattaforme social, che mostra il cagnolino mentre riceve le prime cure mediche di emergenza e un’immediata idratazione. Nonostante l’assenza prolungata di sostentamento e le condizioni estreme della prigionia, Aquiles è apparso incredibilmente vigile e cosciente agli occhi dei veterinari presenti sul sito del disastro. Il tempestivo intervento dei soccorritori e dei medici ha permesso di stabilizzare i suoi parametri vitali prima di procedere alla sua restituzione.
La tenacia dei soccorritori e l’abbraccio del proprietario
Il felice esito di questa vicenda si deve in gran parte alla determinazione del proprietario di Aquiles e alla dedizione dei soccorritori, che hanno rifiutato l’idea di arrendersi. Subito dopo la tragedia del 24 giugno, il proprietario del bulldog francese aveva lanciato una campagna incessante sui social network per chiedere aiuto nelle ricerche, convinto che il suo compagno a quattro zampe potesse essere ancora vivo.
La gioia del ricongiungimento ha ripagato i drammatici giorni di attesa. Proprio per questo i membri del team di soccorso hanno confermato la volontà di rimanere operativi nelle aree colpite, nonostante le enormi difficoltà logistiche. La promessa è quella di continuare a setacciare ogni cumulo di cemento alla ricerca di qualunque ulteriore traccia di vita.
Una speranza nel dramma degli oltre 4.000 morti
Il salvataggio di Aquiles rappresenta una luce di speranza in un contesto altrimenti catastrofico per il Paese. I dati ufficiali aggiornati indicano infatti che il bilancio totale delle vittime causate dal doppio sisma è salito a 4.561 morti, configurando questa calamità come la terza tragedia naturale più complessa del secolo per il Venezuela.
I satelliti della NASA hanno persino registrato spostamenti del terreno fino a 60 centimetri nell’area tra Caracas e La Guaira. Nel frattempo il governo guidato dalla presidente incaricata Delcy Rodríguez sta pianificando la ricostruzione infrastrutturale tramite la Gran Misión Venezuela Renace guidata da Jacqueline Faría.
