Catturata la lucertola velenosa che ha terrorizzato per settimane un paesino nel Padovano (ed è merito del fiuto di una cagnolina)

Per oltre un mese la tranquillità di Barbona, un piccolo comune nella campagna padovana, è rimasta sospesa a causa di una presenza inquietante. Un esemplare di Heloderma horridum, rettile originario del Messico noto per il suo morso velenoso e le dimensioni imponenti, vagava indisturbato tra i terreni agricoli. Capace di sfiorare i 90 centimetri di lunghezza, questo predatore di uova e piccoli animali ha dimostrato una straordinaria capacità di adattamento, resistendo a lungo senza acqua e cibo. Ogni avvistamento da parte dei residenti si trasformava sistematicamente in un nulla di fatto: l’animale spariva tra la vegetazione prima dell’arrivo dei soccorsi, alimentando la preoccupazione di tutta la comunità locale.
Il fiuto di Stella risolve l’enigma
A spezzare un inseguimento che sembrava infinito non sono stati gli strumenti tecnologici, ma l’istinto infallibile di Stella, una cagnolina di fattoria. Notando qualcosa di anomalo nell’aia dell’azienda agricola di famiglia, il quadrupede ha iniziato ad abbaiare con insistenza verso una catasta di materiale metallico. L’atteggiamento ostinato della cagnolina ha spinto i suoi proprietari a verificare da vicino.
Sollevando alcune assi di ferro, le persone si sono trovate davanti il grande rettile incastrato nel suo nascondiglio temporaneo. La pronta chiamata al sindaco Francesco Peotta ha messo in moto la macchina dei soccorsi: le forze dell’ordine sono intervenute d’urgenza mettendo l’esemplare in sicurezza ed evitando conseguenze drammatiche per la popolazione.
La corsa contro il tempo prima del letargo
La tempistica della cattura si è rivelata fondamentale per la gestione dell’emergenza. Con l’approssimarsi delle stagioni fredde, l’animale avrebbe infatti cercato una tana profonda dove entrare in letargo, rendendo quasi impossibile il suo rintracciamento fino alla primavera successiva. Oltre al concreto pericolo per la sicurezza umana dovuto al veleno, l’animale rischiava di rimanere schiacciato durante i normali lavori agricoli con i macchinari nei campi o di finire investito lungo le strade della zona. Il felice epilogo non cancella però la gravità dell’origine di questa vicenda, riconducibile alla gestione scellerata di specie non autoctone sul territorio nazionale.
Tutti i rischi degli animali esotici fuori dal loro habitat
Eventi come quello di Barbona portano alla luce una piaga strutturale: il commercio irresponsabile e la successiva detenzione impropria di fauna selvatica. Introdurre animali pericolosi in contesti estranei costituisce una minaccia biologica ed ecologica devastante. Negli ambienti domestici questi esemplari subiscono un fortissimo stress ambientale che ne altera il comportamento, esponendo le persone a morsi fulminei e infezioni gravissime. L’ennesimo abbandono di una specie protetta dimostra la necessità di sanzioni più severe per chi scambia creature complesse e potenzialmente letali per semplici oggetti da esibire.
