Cinque Terre, niente infradito sui sentieri: multe fino a 2.500 euro per chi non rispetta le regole

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Le Cinque Terre continuano a essere una delle destinazioni più amate dell’estate italiana. I cinque borghi affacciati sul mare, incastonati tra scogliere e vigneti terrazzati, attirano ogni anno milioni di visitatori desiderosi di esplorare paesaggi spettacolari e percorsi panoramici. Tuttavia, chi programma un’escursione lungo i sentieri del Parco Nazionale deve prestare attenzione anche all’abbigliamento, in particolare alle calzature.

Dal 2019, infatti, il parco ha introdotto un regolamento che vieta l’accesso ai sentieri a chi indossa infradito, ciabatte e altre scarpe considerate inadatte alla percorrenza dei tracciati escursionistici. La misura non è legata a ragioni estetiche, ma nasce da esigenze di sicurezza. I percorsi che collegano i borghi attraversano tratti caratterizzati da forti dislivelli, scalinate in pietra, terreni sconnessi e superfici che possono diventare scivolose a causa dell’umidità e della vicinanza al mare.

Le infradito, progettate per il relax in spiaggia o per brevi passeggiate in contesti urbani, non garantiscono il sostegno necessario al piede e alla caviglia. In condizioni di terreno irregolare aumentano il rischio di scivolate, distorsioni e cadute. Un incidente lungo i sentieri può inoltre comportare l’intervento dei soccorsi, con conseguenze che vanno oltre il singolo escursionista e coinvolgono l’intera organizzazione del parco.

Il regolamento

Per scoraggiare comportamenti ritenuti pericolosi, il regolamento prevede sanzioni amministrative che possono variare da 50 a 2.500 euro. L’importo dipende dalla gravità della situazione e dal livello di rischio del tratto percorso. I controlli vengono effettuati dal personale incaricato e dalle guardie del parco, che possono anche impedire l’accesso ai sentieri a chi non dispone di calzature adeguate.

La norma riguarda esclusivamente i percorsi escursionistici. Passeggiare in infradito tra le vie di Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola o Riomaggiore non costituisce alcuna violazione. Il divieto entra in vigore soltanto nei tratti segnalati e gestiti dal Parco Nazionale delle Cinque Terre.
Per affrontare i sentieri non è necessario indossare scarponi da montagna professionali.

Sono sufficienti scarpe chiuse con una buona aderenza al terreno, dotate di suola antiscivolo e capaci di offrire stabilità durante la camminata. Scarpe da trekking leggere, modelli da trail running o semplici sneaker con suola scolpita rappresentano soluzioni generalmente adeguate per la maggior parte degli itinerari.

Non accade solo alla Cinque Terre

Il caso delle Cinque Terre non è isolato. In diversi Paesi europei le infradito sono oggetto di limitazioni in contesti differenti. In Spagna e Grecia, ad esempio, possono comportare sanzioni se utilizzate durante la guida di un veicolo, poiché considerate un potenziale ostacolo al corretto controllo dei pedali. Anche in Francia le autorità possono contestarne l’uso qualora venga ritenuto incompatibile con una guida sicura.

L’attenzione all’abbigliamento si estende anche ad altri luoghi pubblici e culturali. Teatri prestigiosi, siti religiosi e musei adottano spesso regole specifiche per l’accesso, escludendo in alcuni casi le calzature da spiaggia o imponendo un abbigliamento considerato più appropriato al contesto.

Per chi visita le Cinque Terre, la soluzione più semplice resta quella di distinguere i momenti di relax da quelli dedicati alle escursioni. Le infradito possono essere perfette per il mare e per passeggiare nei borghi, ma quando si decide di affrontare uno dei celebri sentieri che si snodano tra costa e colline è indispensabile indossare scarpe adatte. Un piccolo accorgimento che consente di evitare multe salate e, soprattutto, di vivere l’esperienza in totale sicurezza.

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Autore articolo: Marco Crisciotti