Circle congela USDC su 16 wallet: bufera sulle stablecoin centralizzate

Nella settimana in cui Circle congela USDC su 16 indirizzi aziendali, la vicenda ha acceso un duro confronto nella community crypto sulla natura dei stablecoin centralizzati.
Il congelamento di 16 wallet aziendali
All’inizio della settimana, Circle ha bloccato 16 wallet collegati a exchange crypto, casinò online e attività di cambio valuta estere. I conti risultavano operativi, con migliaia di transazioni in entrata e in uscita.
L’onchain investigator ZachXBT è stato il primo a segnalare l’evento, notando come le realtà colpite sembrassero del tutto scollegate tra loro per settore, giurisdizione e operatività.
Secondo quanto ricostruito, il blocco degli indirizzi è stato effettuato senza alcun preavviso pubblico né comunicazione trasparente ai soggetti coinvolti, alimentando ulteriore tensione nel dibattito sulle stablecoin.
Un caso legato a una causa civile sigillata
ZachXBT ha collegato il congelamento a una causa civile negli Stati Uniti, pendente presso un tribunale di New York e attualmente sotto sigillo. Proprio per questo nessuna motivazione formale sarebbe stata fornita ai titolari dei wallet.
“Il caso civile di New York è sigillato e non hanno fornito assolutamente ALCUNA base per congelare tutti questi indirizzi aziendali”, ha scritto l’investigatore su X, criticando duramente la procedura.
Ha aggiunto che, a suo giudizio, chiunque disponga di strumenti onchain di base avrebbe potuto verificare in pochi minuti che si trattava di indirizzi attivi appartenenti a imprese, vista la mole di transazioni e l’operatività continuativa.
Le critiche di ZachXBT alla gestione di Circle
L’investigatore ha definito l’azione di Circle una delle più gravi viste nella sua attività. “Nei miei oltre 5 anni di indagini, potrebbe essere il singolo congelamento più incompetente che abbia mai visto”, ha dichiarato.
Secondo lui, l’assenza di una giustificazione comunicata ai soggetti colpiti, unita al carattere eterogeneo delle attività coinvolte, rende il caso particolarmente preoccupante dal punto di vista operativo e legale.
Al momento della pubblicazione delle prime ricostruzioni, Circle non aveva risposto alle richieste di commento inviate da diversi media internazionali, mantenendo il massimo riserbo sull’intera vicenda.
Circle congela USDC: un primo wallet viene sbloccato
Mercoledì, la società ha sbloccato uno dei 16 indirizzi colpiti. Il wallet, identificato onchain come “0x61f…e543”, è riconducibile alla piattaforma Goated.com, attiva nel settore online.
Secondo i dati di Arkham, al momento dello sblocco l’indirizzo deteneva 130.966 USDC. Si tratta di una somma relativamente modesta rispetto alla capitalizzazione complessiva della stablecoin, ma significativa per l’operatività di una singola azienda.
ZachXBT ha affermato di aspettarsi che ulteriori wallet possano essere sbloccati “nel prossimo futuro”, lasciando intendere che il processo di revisione interna da parte di Circle sia ancora in corso.
Il controllo sulle stablecoin finisce sotto i riflettori
L’episodio ha riacceso il dibattito sul funzionamento delle stablecoin gestite da soggetti privati. A differenza del contante o di asset crypto completamente decentralizzati, i token emessi da società come Circle possono essere congelati in qualunque momento.
Per molti osservatori questo potere di intervento è uno strumento di conformità normativa. Tuttavia, il caso recente mostra come un congelamento massivo, privo di spiegazioni pubbliche, possa mettere a rischio la fiducia degli utenti aziendali.
Alcuni protagonisti del settore hanno colto l’occasione per ricordare che, in scenari estremi, gli emittenti mantengono un controllo sostanziale sui fondi denominati in stablecoin, in contrasto con la narrativa di pieno possesso associata alle criptovalute tradizionali.
Le reazioni della community crypto
La ricercatrice di sicurezza di MetaMask Taylor Monahan ha commentato su X: “Non è il primo blocco sbagliato che fanno. E non sarà l’ultimo. Nessuna accountability. Nessuna responsabilità. Nessun rimedio”.
Anche Mert Mumtaz, fondatore del provider di nodi RPC Helius, ha espresso preoccupazione: “Questo è il vostro decimo promemoria che le stablecoin emesse centralmente non sono davvero vostre; possono essere congelate, a differenza del contante”.
Inoltre, tali critiche si inseriscono in un discorso più ampio sulla natura ibrida di queste risorse digitali, spesso percepite come cash digitale ma sottoposte a forti poteri discrezionali da parte degli emittenti.
Il legame con il quadro regolatorio GENIUS
Jean Rausis, cofondatore della piattaforma di trading decentralizzato Smardex, ha collegato l’episodio al quadro normativo in via di definizione. Secondo lui, il disegno di legge sulla stablecoin regolamentata GENIUS prepara il terreno alla nascita di una valuta digitale di banca centrale gestita privatamente.
A suo avviso, le stablecoin centralizzate conferiscono agli emittenti capacità di sorveglianza finanziaria e di congelamento dei beni paragonabili a quelle di una classica CBDC, pur mantenendo una veste formale di iniziativa privata.
Già nel maggio 2025, l’ex parlamentare statunitense Marjorie Taylor Greene aveva definito le stablecoin regolamentate dal disegno di legge GENIUS un “cavallo di Troia per la CBDC”, anticipando parte del dibattito odierno.
Implicazioni per gli utenti di stablecoin
Nel complesso, il caso mostra come il rischio di blocco improvviso non riguardi solo soggetti sospetti, ma possa toccare anche imprese attive e dotate di elevato volume transazionale.
Inoltre, l’assenza di spiegazioni immediate e di un chiaro canale di ricorso evidenzia un possibile squilibrio tra esigenze di compliance e tutela operativa degli utilizzatori professionali.
Alla data di mercoledì, Circle aveva sbloccato un wallet, mentre ZachXBT ritiene probabile che altri indirizzi vengano ripristinati a breve. La discussione sui margini di intervento degli emittenti di stablecoin, però, appare destinata a proseguire a lungo.
