Clarity Act e Fed alimentano la pressione sul prezzo di Bitcoin, giù del 4%

Bitcoin ha perso il 4% nelle contrattazioni statunitensi prima di stabilizzarsi intorno a 75.900 dollari nella mattinata londinese di mercoledì. Il calo arriva in un momento delicato per il settore: la mancata approvazione di una normativa chiave sulle criptovalute negli Stati Uniti si è aggiunta all’attesa per la decisione della Federal Reserve sui tassi, mettendo sotto pressione il prezzo di Bitcoin e l’intero comparto digitale.
Punti chiave
- Bitcoin è sceso del 4% nel trading USA, stabilizzandosi poi intorno a 75.900 dollari alle 8 del mattino a Londra.
- Il Clarity Act, provvedimento chiave sulla regolamentazione crypto, non ha superato il voto al Senato statunitense.
- I mercati prezzano una probabilità dell’86%-87% di un rialzo dei tassi di 25 punti base da parte della Federal Reserve il 16 settembre.
- Gli ETF spot su Bitcoin quotati negli USA hanno registrato circa 463 milioni di dollari di uscite nette nell’ultima settimana.
- Gli analisti individuano in 76.000 e 83.000 dollari i livelli chiave per capire la direzione futura del prezzo.
Il rallentamento della normativa USA frena il sentiment sulle criptovalute
Il mancato via libera a un provvedimento normativo di riferimento per il settore ha colpito la fiducia degli operatori proprio a poche ore da un possibile aumento dei tassi da parte della Federal Reserve. Nello specifico, il Clarity Act non ha superato il voto al Senato, un esito che secondo le fonti di mercato ha contribuito ad ammaccare il sentiment dell’industria crypto in un momento già teso.
La combinazione tra incertezza regolatoria e prospettive di politica monetaria più restrittiva ha creato le condizioni per una nuova ondata di vendite. È un esempio concreto di come le decisioni di Washington sulle regole del gioco possano tradursi in movimenti di prezzo immediati, ben prima che qualsiasi legge entri effettivamente in vigore.
Movimenti recenti del prezzo di Bitcoin e reazione del mercato
Il mercato più ampio delle criptovalute si è mostrato debole dopo i cali marcati registrati negli Stati Uniti, con Bitcoin che ha guidato il movimento al ribasso prima di trovare un punto di appoggio nelle ore europee.
Calo del 4% di Bitcoin nel trading USA
Prima della flessione, Bitcoin si era mantenuto vicino ai 77.000 dollari, con gli investitori che avevano già iniziato a ridurre l’esposizione al rischio in vista della decisione della Fed del 16 settembre. Nicolai Søndergaard, senior research analyst di Nansen, ha descritto il comportamento dei trader come un’attesa prudente più che una fuga dal mercato: “Gli investitori non si stanno precipitando verso l’uscita, ma non stanno nemmeno rincorrendo il rischio; restano sui principali asset e aspettano che la Fed scopra le carte.”
Anche i flussi sugli ETF spot su Bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno confermato questa cautela: la scorsa settimana si sono registrate uscite nette per circa 463 milioni di dollari, secondo Lacie Zhang, analista di Bitget Wallet, mentre un altro report ha quantificato il dato in 462,7 milioni di dollari. Nello stesso periodo, i fondi spot su Ethereum hanno invece attratto 196,9 milioni di dollari, segno di una rotazione parziale della domanda piuttosto che di un disimpegno totale dal settore.
Stabilizzazione del prezzo a Londra
Dopo il calo del 4%, Bitcoin si è stabilizzato attorno ai 75.900 dollari nelle contrattazioni londinesi, un livello vicino alla soglia di supporto di 76.000 dollari individuata dagli analisti. Secondo Søndergaard, per considerare valido un movimento direzionale servirebbe una rottura netta sopra circa 83.000 dollari o sotto 76.000 dollari, sostenuta da volumi spot consistenti: “Per ora il mercato appare ancora laterale. Vorrei vedere una rottura netta sopra circa 83.000 dollari o sotto 76.000, sostenuta da forti volumi spot, prima di trattarla come un vero movimento direzionale.”
Anche gli analisti di Bitfinex hanno individuato un range simile, ipotizzando che la decisione della Fed possa generare abbastanza volatilità da far testare a Bitcoin la liquidità vicino sia a 82.000 che a 76.000 dollari, senza necessariamente produrre una direzione chiara e univoca.
Il possibile aumento dei tassi della Federal Reserve aumenta la pressione sul mercato
I future sui tassi d’interesse collocano intorno all’86%-87% la probabilità di un rialzo di 25 punti base da parte della Federal Reserve, secondo Zhang e Jeff Ko, chief analyst di ViaBTC. Entrambi ritengono che la decisione in sé sia già stata in gran parte assorbita dal mercato, lasciando come principali fonti di rischio il comunicato di politica monetaria, le nuove proiezioni economiche e la conferenza stampa del presidente della Fed, Kevin Warsh.
Zhang ha osservato che una sorpresa restrittiva potrebbe spingere più in alto i rendimenti reali e quelli dei Treasury a due anni, aumentando la pressione su Bitcoin e sugli altri asset che non generano rendimento. Al contrario, una scelta di mantenere i tassi fermi, o segnali che indichino un solo rialzo come sufficiente, potrebbe produrre l’effetto opposto sul mercato.
Ko ha collegato il cambiamento delle aspettative sui tassi al dato sull’indice dei prezzi al consumo diffuso la settimana precedente negli Stati Uniti: l’inflazione headline è salita dello 0,4% su base mensile e del 3,4% su base annua, con la benzina responsabile di oltre un terzo dell’aumento mensile. L’inflazione core è cresciuta dello 0,3% mese su mese, un decimo di punto sopra il consenso. Prima della pubblicazione del dato sull’inflazione, i future collocavano la probabilità di un rialzo di un quarto di punto tra il 65% e il 70%, secondo Ko.
Sull’orientamento della banca centrale, Ko ha aggiunto: “Nel complesso penso che un rialzo comprerebbe credibilità per un nuovo presidente la cui funzione di reazione è ancora in fase di verifica. La domanda più interessante è se si tratti di una mossa isolata di cautela o dell’inizio di un nuovo ciclo, e i dot plot risponderanno a questo interrogativo più chiaramente della decisione stessa.” Secondo l’analista, i rendimenti dei Treasury a lungo termine potrebbero fornire un segnale più utile delle sole aspettative sui tassi dopo l’annuncio.
FAQ
Cosa ha causato la recente pressione su Bitcoin e sulle criptovalute?
La pressione è dovuta al mancato via libera degli Stati Uniti a un provvedimento normativo chiave sulle criptovalute e all’attesa per un possibile rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.
Come ha reagito il prezzo di Bitcoin nelle ultime sessioni di trading?
Bitcoin è sceso del 4% nelle contrattazioni statunitensi, per poi stabilizzarsi intorno a 75.900 dollari nel trading londinese.
Qual è la situazione del mercato più ampio delle criptovalute in questo contesto?
Il mercato più ampio delle criptovalute si è mostrato debole, con cali marcati registrati negli Stati Uniti.
Perché la decisione della Federal Reserve è importante per il mercato delle criptovalute?
Il possibile rialzo dei tassi della Federal Reserve sta esercitando una pressione al ribasso sulle criptovalute a causa dell’incertezza e del rischio che ne derivano.
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