Coppette e assorbenti riutilizzabili saranno gratis in Francia: ecco chi ne avrà diritto

Dopo anni di attesa, la misura diventa finalmente realtà: in Francia il costo di coppette e assorbenti riutilizzabili sarà rimborsato.
L’annuncio è arrivato dal governo nelle scorse ore, confermando che il provvedimento – approvato già tre anni fa – entrerà in vigore con l’inizio dell’autunno. Il rimborso riguarderà le donne sotto i 26 anni e le persone in condizioni economiche fragili, per un totale di circa 6,7 milioni di beneficiarie.
Ne abbiamo parlato qui: Coppette e assorbenti riutilizzabili gratis se hai meno di 25 anni, la storica decisione della Francia contro la povertà mestruale
L’obiettivo è chiaro: contrastare la cosiddetta “povertà mestruale”, sostenere il potere d’acquisto e allo stesso tempo incentivare l’uso di prodotti riutilizzabili, più sostenibili dal punto di vista ambientale.
La precarietà mestruale non è una fatalità, ma un’ingiustizia a cui dobbiamo rispondere con determinazione – ha dichiarato la ministra della Salute Stéphanie Rist.
Sulla stessa linea anche la ministra delegata per l’Uguaglianza tra donne e uomini, Aurore Bergé, che ha sottolineato come l’accesso ai prodotti per l’igiene intima sia “una questione di salute e dignità”: nessuna donna o ragazza dovrebbe essere costretta a rinunciarvi.
Il rimborso riguarderà prodotti riutilizzabili come coppette mestruali e slip assorbenti, acquistabili in farmacia.
La misura era già prevista nel bilancio della sicurezza sociale per il 2024, approvato a fine 2023, ma la sua applicazione era rimasta bloccata a causa della mancata pubblicazione del decreto attuativo. Un ritardo che aveva sollevato critiche da parte di associazioni femministe e produttori di soluzioni sostenibili.
Ora, però, il passo è ufficiale. E rappresenta un segnale importante: affrontare la povertà mestruale non è solo una questione economica, ma anche sociale, sanitaria e ambientale.
E in Italia?
Qui non esiste ancora una misura strutturale paragonabile. Negli ultimi anni ci sono stati alcuni passi avanti, ma limitati:
- IVA ridotta: nel 2023 l’IVA su alcuni prodotti mestruali è stata abbassata al 5%, ma non riguarda tutti i prodotti (e in alcuni casi è stata poi rialzata)
- Bonus locali: alcune regioni e comuni hanno sperimentato distribuzioni gratuite o agevolazioni, ma in modo discontinuo
- Scuole e università: iniziative sporadiche (distributori gratuiti), spesso grazie a progetti pilota o associazioni
Il risultato è un sistema a macchia di leopardo, senza una strategia nazionale.
Un altro divario importante riguarda l’ambiente: mentre la Francia punta esplicitamente sui prodotti riutilizzabili, in Italia il tema resta quasi assente nelle politiche pubbliche. Eppure, qui si giocherebbe una doppia partita: meno rifiuti (assorbenti usa e getta = tonnellate di plastica ogni anno) e un maggiore risparmio nel lungo periodo
In Italia, la questione resta ancora vista come un tema “secondario”, delegato a iniziative locali o emergenziali. Mentre Parigi introduce un sistema che prova a risolvere il problema alla radice, l’Italia continua a muoversi per piccoli interventi, con il rischio è che la “povertà mestruale” resti invisibile e soprattutto irrisolta.
Fonte: Governo Francese
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