Cornetto vegano al bar: cosa c’è davvero dentro (e perché non è più sano)

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Alzi la mano chi, davanti al bancone del bar, ha scelto il cornetto vegano convinto di fare la scelta più sana. Magari siete intolleranti al lattosio, magari avete abbracciato uno stile di vita plant-based, o magari — ed è il caso più comune — pensavate semplicemente di tenervi un po’ più leggeri. Nessun giudizio: è un ragionamento che fanno in molti.

Il punto è che vegano non significa automaticamente più sano, e il cornetto industriale che trovate in pasticceria o al bar è uno degli esempi più lampanti di questo equivoco. Andiamo a vedere perché, ingrediente per ingrediente.

Cosa contiene davvero il cornetto vegano?

Prendiamo come esempio l’etichetta di un cornetto vegano senza farcitura di uno dei marchi più diffusi nella ristorazione:

  • Farina di FRUMENTO,
  • margarina vegetale (olio vegetale (girasole), grasso vegetale (karitè), acqua, sale, emulsionante: E471;
  • succo di limone concentrato),
  • acqua,
  • zucchero,
  • farina di FRUMENTO integrale macinata a pietra 2%,
  • lievito di birra,
  • farina di teff 1%,
  • glutine di FRUMENTO,
  • lievito naturale (contiene FRUMENTO),
  • emulsionanti: E322 da girasole, E471, E472e
  • sale,
  • crusca di FRUMENTO,
  • estratto di malto da ORZO,
  • aroma naturale,
  • agente di trattamento della farina: E300.

Se poi aggiungiamo una farcitura all’albicocca, entrano in gioco anche:

farcitura all’albicocca 11,5% (zucchero, purea di albicocca 40%, sciroppo di glucosio-fruttosio, gelificante: E440; acidificante: E330; succo di limone concentrato, aromi)

Cosa ci dice davvero questa etichetta?

La lista parla già da sola, ma proviamo a tradurla per chi non è abituato a decifrare le etichette alimentari — e sono ancora in tanti, nonostante la crescente attenzione verso quello che mettiamo nel piatto.

1. La lista degli ingredienti è lunghissima. Per un semplice cornetto, trovare oltre quindici voci — molte delle quali sigle — non è esattamente il segnale di un prodotto minimalista e genuino. Le ricerche più recenti in campo nutrizionale continuano a sottolineare come la lunghezza della lista degli ingredienti sia uno degli indicatori più intuitivi del grado di ultra-processazione di un alimento.

2. La margarina e i grassi vegetali. Al posto del burro troviamo margarina vegetale con olio di girasole e grasso di karitè. Attenzione: l’assenza di grassi animali non equivale a leggerezza. Si tratta comunque di grassi raffinati, e la margarina — anche nelle versioni moderne senza grassi idrogenati — rimane un prodotto industriale. (Leggi anche: Margarina senza grassi idrogenati: fa male lo stesso alla salute?)

3. L’integrale? Solo il 2%. Se scegliete il cornetto vegano anche perché vi sembra più “integrale” o ricco di fibre, fate attenzione: la farina di frumento integrale rappresenta appena il 2% del prodotto. Meno dello zucchero, che compare molto prima nella lista (ricordate: gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di quantità).

4. Emulsionanti e additivi. E471, E472e, E322: sono emulsionanti comunemente usati nell’industria alimentare. Studi recenti — tra cui alcune ricerche pubblicate su Nature e Cell Host & Microbe — hanno acceso i riflettori sul possibile impatto di certi emulsionanti sul microbiota intestinale, anche se il dibattito scientifico è ancora aperto e le quantità nei singoli prodotti restano generalmente basse.

5. La farcitura è quasi tutta zucchero. Sciroppo di glucosio-fruttosio, zucchero, aromi: la farcitura industriale ha ben poco a che fare con la frutta vera. E lo sciroppo di glucosio-fruttosio, in particolare, è uno degli ingredienti su cui la ricerca nutrizionale degli ultimi anni ha acceso più di un campanello d’allarme.

Vegano non è sinonimo di sano: il punto

Il mercato dei prodotti vegani è cresciuto enormemente negli ultimi anni, e con esso anche una certa tendenza al health washing: l’idea, spesso alimentata dal marketing, che tutto ciò che è plant-based sia automaticamente migliore per la salute. Non è così, e i nutrizionisti lo ripetono ormai da tempo.

Un cornetto vegano industriale rimane un prodotto ultra-processato, ricco di zuccheri e grassi raffinati, con un profilo nutrizionale molto simile — se non identico — a quello del cornetto tradizionale. La differenza è nell’origine degli ingredienti, non nella qualità complessiva del prodotto.

Se scegliete il cornetto vegano per ragioni etiche o per un’intolleranza, benissimo: è una scelta legittima e rispettabile. Ma se lo fate pensando di fare un favore alla vostra salute, vale la pena sapere cosa c’è davvero dentro.

La vera alternativa? Un cornetto fatto in casa o da una buona pasticceria artigianale, vegana o no, con pochi ingredienti di qualità. Oppure una colazione diversa, magari meno instagrammabile ma decisamente più nutriente.

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Autore articolo: Francesca Biagioli