Cosmos, l’internet delle blockchain

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Nella sezione Mercato della nostra App sono presenti molte criptovalute, ognuna con le sue peculiarità e la sua storia. Oggi ti raccontiamo Cosmos, un progetto nato con un obiettivo molto ambizioso: creare una sorta di “Internet delle blockchain”.

L’idea alla base di Cosmos è semplice da raccontare, ma complessa da realizzare: permettere a blockchain diverse di comunicare tra loro, scambiando dati e token in modo fluido. In un settore in cui molte reti funzionano ancora come ecosistemi separati, Cosmos prova quindi a rispondere a uno dei temi centrali del Web3: l’interoperabilità.

Le origini di Cosmos

Le radici di Cosmos risalgono al lavoro di Jae Kwon, che nel 2014 introdusse Tendermint, un protocollo di consenso pensato per rendere le blockchain più efficienti e adatte a nuovi casi d’uso. Il progetto ha poi preso forma negli anni successivi, anche grazie a una raccolta fondi avvenuta nel 2017. Il momento più importante arriva però nel marzo 2019, con il lancio della mainnet di Cosmos Hub: la prima blockchain dell’ecosistema Cosmos e il punto di partenza della sua visione interchain.

Fin dall’inizio, Cosmos non si è proposto come una singola blockchain destinata a fare tutto, ma come un insieme di strumenti per costruire blockchain indipendenti, capaci però di dialogare tra loro.

Cos’è Cosmos?

Cosmos è un ecosistema di blockchain interoperabili. Il suo obiettivo è permettere a reti diverse, chiamate anche “zone”, di mantenere la propria autonomia, ma allo stesso tempo comunicare e trasferire valore attraverso un’infrastruttura comune.

Al centro di questo ecosistema c’è Cosmos Hub, la blockchain principale del progetto. Il suo token nativo è ATOM, utilizzato per partecipare al funzionamento della rete tramite staking, per contribuire alla sicurezza del protocollo e per votare sulle proposte di governance.

In questo senso, Cosmos si distingue da altri progetti perché non punta soltanto a ospitare applicazioni decentralizzate su una singola rete, ma a offrire un modello in cui più blockchain specializzate possano coesistere e interagire.

Come funziona la rete?

La tecnologia di Cosmos si basa su tre elementi principali: il motore di consenso, il Cosmos SDK e il protocollo IBC.

Il primo elemento è Tendermint, oggi evoluto nell’ecosistema anche attraverso CometBFT: una tecnologia di consenso Byzantine Fault Tolerant, pensata per permettere a più nodi di raggiungere un accordo sullo stato della rete in modo sicuro e coerente.

Il secondo elemento è il Cosmos SDK, un framework modulare che consente agli sviluppatori di creare blockchain personalizzate. Invece di costruire tutto da zero, chi sviluppa può utilizzare moduli già pronti, ad esempio per governance, commissioni, account, staking o trasferimenti, adattandoli alle esigenze del proprio progetto.

Il terzo elemento è l’Inter-Blockchain Communication protocol, più noto come IBC. È il protocollo che permette a blockchain diverse di “parlarsi”, trasferendo token, dati e messaggi. È proprio IBC a rendere concreta l’idea di Cosmos come rete di blockchain interconnesse.

Questa impostazione rende Cosmos particolarmente interessante per tutti quei casi in cui una singola blockchain generalista può non essere sufficiente: alcune applicazioni possono infatti preferire una propria rete dedicata, con regole, prestazioni e governance specifiche, pur restando collegate a un ecosistema più ampio.

Uno sguardo al mercato

Sul mercato, Cosmos si presenta come un progetto di dimensioni intermedie nel panorama crypto. ATOM ha oggi una capitalizzazione intorno a 1 miliardo di dollari e si colloca indicativamente tra la 50ª e la 70ª posizione tra le criptovalute per market cap, a seconda della piattaforma di rilevazione. I volumi di scambio giornalieri si muovono nell’ordine di alcune decine di milioni di dollari, un livello che indica una presenza ancora rilevante sul mercato, pur distante dai principali asset del settore.

Rispetto alle grandi blockchain alternative, Cosmos non compete soltanto sul valore del singolo token, ma anche sulla dimensione del suo ecosistema. La rete è infatti collegata a diverse blockchain costruite con tecnologie Cosmos, alcune delle quali hanno sviluppato mercati e community autonome. Questo rende ATOM un asset particolare: non rappresenta l’intero valore dell’ecosistema Cosmos, ma il token del Cosmos Hub, cioè una delle reti centrali dell’infrastruttura. La sfida di mercato resta quindi rafforzare il ruolo di ATOM all’interno di un ecosistema ampio, ma frammentato, trasformando l’interoperabilità in maggiore domanda, liquidità e utilizzo del token.

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Autore articolo: Conio Team