Dalla fast fashion al beauty: SheGlam, il brand di cosmesi di Shein, arriva nei negozi italiani (ma ne avevamo bisogno?)

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C’era davvero bisogno di un altro grande marchio low cost nel settore della cosmesi? La risposta, almeno sul mercato, sembra essere sì. E così arriva anche in Italia Sheglam – il brand beauty nato nel 2019 come costola cosmetica del colosso della fast fashion Shein – che sembra essere pronto a invadere i nostri scaffali.

Non è infatti un debutto in sordina ma un vero e proprio inserimento capillare in circa 850 punti vendita nella fase di lancio, con l’obiettivo di superare i 1.600 negozi entro fine 2026. A supportare e accompagnare questo processo di ingresso e distribuzione sul mercato italiano c’è Total Brand (Gruppo Wlam), che affianca il marchio nella costruzione della rete commerciale e nella penetrazione nella grande distribuzione.

Prima tappa importante, Tigotà e OVS, catene che non lasciano dubbi sull’intenzione del brand di arrivare ovunque e in poco tempo, ma Sheglam si trova già anche in altri negozi in Italia.

 

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Il beauty low cost come la fast fashion

Il modello di SheGlam è quello che trasforma il trucco in un prodotto da collezioni “instagrammabili”, con packaging curati, prezzi stracciati, e una macchina marketing costruita su creator e viralità TikTok. Il risultato è un brand perfettamente calibrato sullo scenario attuale: ciò che oggi fa numeri sui social, domani è già superato dal lancio successivo.

È esattamente la stessa logica che ha reso Shein uno dei player più discussi e più controversi della moda globale. Solo che qui non si parla di vestiti, ma di prodotti che entrano a diretto contatto con la pelle.

SheGlam assicura però che i suoi prodotti sono conformi ai più severi standard internazionali di sicurezza, qualità e regolamentazione, incluso il Regolamento Cosmetico Europeo (CE) 1223/2009 e le normative FDA statunitensi. Il brand dichiara inoltre che le formulazioni sono interamente cruelty-free, certificate Leaping Bunny, in gran parte vegane e sviluppate seguendo una blacklist di ingredienti particolarmente rigorosa.

SheGlam si presenta comunque con una narrazione precisa: democratizzare il beauty, renderlo accessibile a tutte. Un messaggio potente, che fa leva su un bisogno reale. Ma c’è una differenza sottile e importante tra rendere qualcosa accessibile e spingere verso un consumo sempre più rapido e sempre meno consapevole.

L’arrivo di SheGlam in Italia non è solo il debutto di un nuovo brand. È un segnale di come anche il settore beauty stia seguendo sempre più da vicino le orme della fast fashion: produzione accelerata, cicli brevissimi, consumatori incoraggiati a comprare oggi ciò che sarà “fuori moda” domani.

E come già accaduto con i vestiti, prima o poi ci si ritrova a fare i conti con quello che resta: prodotti inutilizzati in fondo a un cassetto, packaging che finisce in discarica, e la sensazione strana di aver comprato tanto senza aver davvero scelto nulla.

La vera domanda non è solo quanto costa un rossetto da pochi euro, ma quale modello di consumo stiamo normalizzando. Perché il prezzo visibile è solo una parte del conto finale, quello che paghiamo davvero è molto più difficile da leggere sull’etichetta.

Fonte: Ansa

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Autore articolo: Francesca Biagioli