Di mattina lezioni, il pomeriggio biblioteca, coworking e attività per famiglie: questa scuola green piemontese apre la porte al quartiere

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Non soltanto aule, corridoi e campanelle. A Settimo Torinese è appena nata una scuola pubblica pensata per continuare a vivere anche quando le lezioni finiscono. Nel quartiere Borgo Nuovo è stato infatti inaugurato il nuovo complesso scolastico Rita Levi-Montalcini e Margherita Hack, un edificio che ospita una scuola dell’infanzia e una primaria ma che, dalle 16.30 in poi, apre le sue porte all’intero quartiere.

Biblioteca, spazi di coworking, sale per incontri e proiezioni, una palestra-auditorium e servizi rivolti alle famiglie: il progetto prova così a ribaltare una delle immagini più consolidate della scuola italiana, quella di un edificio che vive soltanto durante l’orario scolastico e poi si svuota.

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Una nuova struttura che non nasce, quindi, solo come contenitore per la didattica, ma come vero civic center, come lo definisce lo stesso Comune di Settimo Torinese, un luogo pubblico destinato a rimanere accessibile anche oltre l’orario delle lezioni. Una scelta particolarmente significativa in un quartiere di circa 12mila abitanti, dove una scuola può diventare qualcosa di più di una somma di classi: un presidio culturale di prossimità.

Dal pomeriggio saranno infatti disponibili una biblioteca, uno spazio per il coworking, sale riunioni e per le proiezioni e una palestra-auditorium da circa 300 posti, divisibile in due ambienti. Alcuni locali al piano terra saranno inoltre destinati a servizi per la genitorialità, l’occupazione femminile e la salute mentale giovanile.

Due scuole dedicate a due grandi scienziate

Il complesso occupa l’ex area mercatale di via Fantina e si estende su un’area di oltre 11mila metri quadrati. Al suo interno trovano posto la scuola dell’infanzia Rita Levi-Montalcini, destinata a 114 bambine e bambini, e la scuola primaria Margherita Hack, che potrà accogliere 257 alunne e alunni.

Le due intitolazioni non sono casuali. Due scienziate, due donne che hanno trasformato la curiosità in metodo e la conoscenza in uno strumento di libertà: una scelta simbolica che dialoga bene con un edificio costruito attorno all’idea di esplorazione e apprendimento.

Il complesso dispone di 20 aule modulari, 15 per la primaria e cinque per l’infanzia, oltre a otto laboratori dedicati a discipline come STEM, musica, arte e lingue.

scuola di Settimo Torinese

@Comune di Settimo Torinese

Le pareti mobili permettono inoltre di modificare gli spazi, unendo le classi e adattando gli ambienti alle diverse attività. È una piccola rivoluzione rispetto alla classica aula rettangolare con banchi rivolti verso una cattedra: qui è l’architettura stessa a provare ad adattarsi alla didattica, e non viceversa.

Tra gli ambienti più particolari c’è una stanza Snoezelen, uno spazio multisensoriale in cui luci, suoni, materiali e altri stimoli vengono modulati per creare un ambiente protetto e controllato. È stata pensata in particolare come spazio di decompressione per bambini e ragazzi con disturbi dello spettro autistico, ma non sarà confinata all’uso scolastico: anche questo ambiente potrà essere utilizzato dalla cittadinanza.

L’attenzione all’accessibilità passa anche attraverso la Comunicazione Aumentativa Alternativa, utilizzata nella segnaletica e negli spazi per rendere l’edificio più facilmente comprensibile alle persone con difficoltà comunicative.

C’è poi un orto didattico, altro elemento che sposta l’apprendimento fuori dall’aula e restituisce valore educativo agli spazi esterni.

Dal vecchio edificio energivoro a una scuola NZEB

Il nuovo complesso prende il posto della precedente scuola degli anni Settanta, descritta dal Comune come particolarmente energivora e oggi demolita. Il nuovo edificio è stato progettato secondo standard NZEB, Nearly Zero Energy Building, vale a dire con consumi energetici estremamente ridotti, con sistemi di ventilazione meccanica controllata, schermature per limitare il surriscaldamento e soluzioni passive per migliorare il comfort interno.

Per decenni abbiamo costruito scuole come edifici separati dalla città: cancelli, recinzioni, orari precisi, spazi che dopo il suono dell’ultima campanella rimangono inutilizzati. Qui si prova a fare il contrario: la scuola diventa biblioteca, auditorium, luogo di incontro, servizio per le famiglie, spazio in cui fermarsi anche senza essere studenti o insegnanti. Un edificio pubblico che non chiede al quartiere di restare fuori, ma prova a diventare parte della sua vita quotidiana.

Fonte: Comune di Settimo Torinese

Autore articolo: Germana Carillo