Dopo il grande caldo, arrivano i temporali: scatta l’allerta meteo in 13 Regioni

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Tra lunedì 17 e martedì 18 agosto 2026 il quadro meteorologico sull’Italia cambia sensibilmente, con una fase più instabile che interessa numerose regioni e porta con sé il rischio di temporali, piogge localmente intense e criticità idrogeologiche e idrauliche.

La Protezione Civile ha segnalato una diffusa allerta gialla, corrispondente a ordinaria criticità, che coinvolge ampi settori del Nord, del Centro e del Sud. Il rischio più esteso è quello legato ai temporali, mentre in alcune aree viene indicata attenzione anche per possibili fenomeni di natura idrogeologica.

Arrivano i temporali, allerta gialla dal Nord al Sud

L’allerta gialla per rischio temporali interessa un numero particolarmente elevato di territori. Al Nord sono coinvolti ampi settori della Lombardia, dalle pianure alle Prealpi e alle aree alpine, comprese Valchiavenna, Valtellina, Valcamonica, Orobie bergamasche, Lario, Prealpi varesine e orientali, oltre al Nodo Idraulico di Milano e a diverse zone della pianura. Situazione di attenzione anche in Emilia-Romagna, dove l’allerta riguarda numerose aree tra Piacentino, Parmense, Reggiano, Modenese, Bolognese, Ferrarese e Romagna, comprendendo territori di montagna, collina, pianura e costa.

Molto esteso anche il quadro di allerta in Veneto, dalle Dolomiti alle Prealpi fino alle pianure e alle coste. Interessati, tra gli altri, Agordino, Cadore, Comelico, Valbelluna, Feltrino, Alpago, Prealpi trevigiane e vicentine, alta pianura, pianura centrale e orientale, Polesine e settori costieri. Allerta gialla per temporali inoltre su entrambe le province autonome del Trentino-Alto Adige.

Centro Italia sotto osservazione

Al Centro, la Toscana è tra le regioni maggiormente coinvolte. L’allerta interessa Lunigiana, Versilia, Garfagnana, bacino del Serchio, costa settentrionale, Etruria, Valdelsa e Valdera, Valdarno inferiore, area fiorentina, Mugello e Val di Sieve.

In Umbria sono coinvolte tutte le principali zone indicate dal sistema di allertamento regionale: Alto e Medio Tevere, Chiascio-Topino, Trasimeno-Nestore, Nera-Corno e Chiani-Paglia.

Nelle Marche l’allerta interessa i diversi comparti regionali, mentre in Abruzzo l’attenzione è rivolta alla Marsica, ai bacini Tordino-Vomano, Alto Sangro, Pescara e Aterno. Nel Lazio sono sotto allerta soprattutto il bacino del Liri, l’Aniene e l’Appennino di Rieti.

Instabilità anche al Sud e rischio idraulico in Calabria

La fase temporalesca raggiunge anche il Mezzogiorno. In Molise sono interessate le zone Frentani-Sannio-Matese e Alto Volturno-Medio Sangro. In Basilicata l’allerta comprende tutte le aree indicate come Basi-A1, Basi-A2, Basi-B, Basi-C e Basi-D.

In Puglia l’attenzione riguarda il Gargano e le Tremiti, il Tavoliere, il Basso Fortore, il Sub-Appennino Dauno, il Basso Ofanto e diversi settori della Puglia centrale, sia adriatica sia bradanica. Particolarmente estesa l’allerta in Calabria, dove risultano coinvolti praticamente tutti i principali versanti regionali, sia ionici sia tirrenici, dal settore settentrionale fino a quello meridionale. Proprio la Calabria presenta un quadro più articolato. Oltre all’allerta gialla per temporali, la Protezione Civile segnala ordinaria criticità per rischio idraulico sui diversi versanti regionali. Questo significa che le precipitazioni, soprattutto se concentrate in brevi periodi e particolarmente intense, potrebbero determinare innalzamenti dei corsi d’acqua minori e criticità localizzate nelle aree più vulnerabili.

Sempre in Calabria è prevista anche allerta gialla per rischio idrogeologico, legata alla possibilità di effetti al suolo come ruscellamenti, accumuli d’acqua e locali fenomeni di instabilità.

L’ordinaria criticità per rischio idrogeologico non riguarda soltanto la Calabria. L’allerta gialla interessa anche il Molise, nelle aree Frentani-Sannio-Matese e Alto Volturno-Medio Sangro, oltre a numerosi settori della Toscana, tra cui Lunigiana, Versilia, Garfagnana, bacino del Serchio, Valdarno, Mugello ed Etruria. Coinvolte inoltre entrambe le province autonome del Trentino-Alto Adige, Bolzano e Trento.

Il cambiamento più netto arriverà intorno al 20 agosoto, quando le temperature dovrebbero crollare anche di circa 8°C.

Fonte: Protezione Civile 

 

Autore articolo: Rosita Cipolla