Dormire di più durante il week end fa davvero recuperare il sonno perso?

Dormire circa un’ora e 26 minuti in più nei giorni liberi rispetto a quelli lavorativi è stato associato a probabilità più basse di avere l’ipertensione. La differenza osservata arriva a circa il 9% nel punto in cui l’associazione risulta più favorevole. Quindi sì, il sonno recuperato nel weekend potrebbe avere qualche vantaggio.
La ricerca è stata presentata all’ESC Congress 2026 della European Society of Cardiology da Nawon Lee, della Korea University College of Medicine di Seul. È uno studio preliminare presentato a un congresso, quindi i risultati non equivalgono ancora a quelli di un lavoro completo sottoposto a revisione scientifica e pubblicato su una rivista.
I ricercatori hanno analizzato i dati di quasi 41mila adulti coreani raccolti tra il 2016 e il 2023 attraverso la Korea National Health and Nutrition Examination Survey, l’indagine nazionale che comprende visite, questionari e informazioni su malattie croniche, attività fisica e altri comportamenti legati alla salute.
Circa 86 minuti in più nei giorni liberi
Il calcolo è piuttosto semplice: il cosiddetto weekend catch-up sleep indica quanto si dorme in più nei giorni non lavorativi rispetto a quelli di lavoro. Chi recuperava sonno nei giorni liberi mostrava complessivamente probabilità di ipertensione inferiori rispetto a chi non lo faceva. Nel modello utilizzato dai ricercatori, l’associazione più favorevole si collocava intorno a 1,44 ore di sonno aggiuntivo, cioè circa un’ora e 26 minuti, associate a probabilità di ipertensione più basse di circa il 9%.
Il lavoro presentato all’ESC si concentra anche sull’attività fisica. Tra i partecipanti classificati come fisicamente inattivi, recuperare sonno nei giorni liberi era associato a circa il 6,9% di probabilità in meno di avere ipertensione.
Un dato interessante proprio perché sonno e movimento non vivono in compartimenti stagni. Le persone che dormono di più nel weekend possono differire da quelle che non lo fanno per orari di lavoro, alimentazione, stress, condizioni economiche, stato di salute e parecchie altre variabili.
C’è poi la spiegazione fisiologica più intuitiva. Durante un sonno normale e riposante pressione arteriosa e frequenza cardiaca tendono a diminuire. Dormire poco o male può interferire con questo recupero notturno e mantenere più attivi i sistemi coinvolti nella risposta allo stress. Recuperare una parte del sonno perso potrebbe quindi alleggerire temporaneamente quel carico. Il meccanismo, nel caso specifico di questo studio, resta comunque da chiarire.
Recuperare nel weekend non rende innocue cinque notti corte
Gli stessi risultati non suggeriscono di tagliare volontariamente il sonno dal lunedì al venerdì contando sul letto della domenica. Il weekend catch-up sleep esiste proprio perché durante la settimana molte persone accumulano un debito di sonno. Recuperarne una parte può essere meglio che continuare ad accumularlo, ma non rende equivalenti cinque notti troppo brevi e due mattinate senza sveglia.
Anche perché dormire molto più a lungo nei giorni liberi può spostare parecchio gli orari abituali e il ritmo sonno-veglia. Più sonno, insomma, non significa automaticamente più beneficio in qualsiasi quantità. La parte interessante della ricerca è più modesta e probabilmente anche più utile: in questo campione coreano, un recupero moderato del sonno nei giorni liberi era associato a una minore prevalenza di ipertensione, con il valore più favorevole intorno a un’ora e mezza.
Per sapere se quei 86 minuti abbiano davvero un effetto protettivo serviranno studi prospettici e, possibilmente, misure del sonno più precise. Nel frattempo la sveglia del sabato può forse perdere qualche minuto di autorità.
