Droghe e giovani, non solo cannabis: aumenta l’uso di sostanze pesanti e gioco d’azzardo

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Sempre più giovani consumano sostanze stupefacenti pesanti. La cannabis è ancora la sostanza più consumata, ma risulta in lieve calo rispetto all’aumento di cocaina e nuove e più potenti sostanze psicoattive come gli oppioidi sintetici.

Il Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze ha presentato il Rapporto 2026 e da questo emergono i fenomeni di consumo delle sostanze, ma anche dipendenze comportamentali come l’uso delle tecnologie digitali e il gioco d’azzardo.

Droghe e comportamenti: il dipartimento cambia nome

Prima di entrare nel dettaglio del consumo di sostanze da parte dei giovani, è importante capire il cambiamento presente nell’analisi del 2026. Si tratta di un cambiamento profondo che parte dal nome del dipartimento che da “politiche antidroga” diventa “Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze”.

Questo passaggio è inserito nell’introduzione del rapporto, sottolineando l’importanza di un cambio non solo di denominazione, ma di uno sguardo multidisciplinare nell’approccio che vuole leggere la complessità delle vulnerabilità in senso più ampio, connettendo le forme di dipendenza dalle sostanze stupefacenti e le dipendenze comportamentali.

Tra queste rientrano:

  • l’uso delle tecnologie digitali;
  • il gioco d’azzardo;
  • il cyberbullismo;
  • l’isolamento sociale.

Queste dipendenze si affiancano alle sostanze, nutrendosi a vicenda e concorrendo a creare situazioni complesse e spesso di difficile soluzione.

Giovani e sostanze: il 26% tra i 15 e i 19 anni

Su 950.000 studenti tra i 15 e i 19 anni (il 39% del totale), il 26%, pari a 640mila, ha confermato di aver consumato almeno una sostanza psicoattiva illegale nel corso dell’ultimo anno. Un fenomeno che riguarda un numero maggiore di ragazzi (30%) rispetto alle ragazze (22%).

In particolare, mentre la cannabis è in lieve diminuzione, crescono i consumi di:

  • cocaina
  • allucinogeni
  • oppiacei
  • oppioidi sintetici
  • ketamina.

Rispetto alla flessione osservata tra il 2022 e il 2024, l’andamento appare in aumento soprattutto per le sostanze stimolanti e diverse dalla cannabis.

Il consumo di cannabis

La cannabis si conferma la sostanza più diffusa tra i giovani. Su oltre 950.000 studenti, quasi 600.000 l’hanno provata almeno una volta nella vita e poco meno di 450.000 ne riferiscono l’uso nell’ultimo anno. Circa 56.000 invece raccontano un consumo frequente, ovvero 20 o più volte al mese.

Identikit del consumatore

L’aumento del consumo cresce con l’età e prevale soprattutto tra i ragazzi. 6 consumatori su 10 l’hanno utilizzata per la prima volta tra i 15 e i 17 anni, mentre il 34% lo ha fatto a 14 anni o prima. Diminuisce la quota di chi ha utilizzato almeno una volta nella vita la cannabis, e si contrae anche il numero di studenti che riferiscono un uso frequente.

Invece quasi 170.000 studenti hanno consumato più di una sostanza illegale insieme e in molti casi si tratta di cannabis e una nuova sostanza, in particolare la cannabis sintetica, oppure inalatori, stimolanti, allucinogeni e cocaina.

È in questo gruppo che si osservano quote più elevate di comportamenti a rischio come episodi di violenza, per esempio colpire un insegnante o utilizzare un’arma, atti di vandalismo e problemi con le forze dell’ordine.

Sostanze illegali

Accanto alla cannabis, che è la sostanza più consumata, crescono i consumi di cocaina, allucinogeni, oppiacei, oppioidi sintetici e ketamina.

La cocaina, per esempio, è tra le sostanze con il maggior impatto sanitario e sociale e rappresenta anche un terzo dei decessi droga-correlati, oltre il 32% dei ricoveri ospedalieri e il 28% degli utenti dei SerD.

Il consumo di Nps

C’è poi il consumo di Nps. Con “Nps” si intendono le nuove sostanze psicoattive, come le droghe sintetiche, in cui, a differenza delle sostanze stupefacenti di origine naturale, i principi attivi non sono estratti da piante come accade per la cocaina o la cannabis.

Nel corso del 2025, 140.000 studenti ne hanno fatto uso, in particolar modo cannabinoidi e oppioidi sintetici (rispettivamente il 3,6% e l’1,6%) e ketamina (1,2%).

Il consumo di stimolanti

Il 6,3% della popolazione studentesca, pari a 160.000 minori, ha invece riferito di aver usato stimolanti come anfetamine, ecstasy, GHB, MD e MDMA almeno una volta nella vita.

Rispetto allo scorso anno c’è stato un aumento del consumo, soprattutto tra i ragazzi.

Il consumo di allucinogeni

Circa 110.000 studenti hanno utilizzato allucinogeni almeno una volta nel corso della propria vita e nel 2025 quasi 48.000 (l’1,9%) ne hanno fatto uso. Non si tratta però di un utilizzo abituale: appena lo 0,7% ne ha dichiarato un utilizzo di 10 o più volte al mese.

È un dato stabile soprattutto tra i minorenni, mentre cresce fino al 2,3% tra gli studenti che hanno raggiunto la maggiore età. Anche in questo caso i consumi maggiori sono tra i ragazzi.

Il consumo di oppiacei

Se almeno una volta nella vita oltre 70.000 studenti hanno utilizzato oppiacei, nel corso del 2025 lo hanno fatto quasi 38.000. Anche in questo caso, come per gli allucinogeni, il consumo abituale è meno frequente.
C’è però un picco inusuale tra i diciassettenni, che è stata evidenziata come la fascia a maggior rischio.

Più tabacco e alcol tra le ragazze

Accanto alle sostanze illegali, risultano molto diffusi comportamenti di consumo e abuso di sostanze alteranti come tabacco e alcol. Quasi 500.000 studenti minorenni hanno fumato tabacco nel corso del 2025 e una quota altrettanto elevata ha consumato alcol.

Un dato preoccupante è quello degli episodi di ubriacatura, ammessi da circa 380.000 studenti minori. La maggior diffusione è tra le ragazze.

Compare anche un dato sugli psicofarmaci utilizzati senza prescrizione medica da parte di quasi 180.000 minorenni, e anche in questo caso la prevalenza è quasi doppia tra le ragazze.

Dipendenze comportamentali: cresce il gioco d’azzardo

Nel rapporto si analizzano anche le dipendenze comportamentali come quella dai social, dal gaming e dal gioco d’azzardo. Questa sezione ha preso in esame un’età più ampia, tra gli 11 e i 17 anni, e i risultati evidenziano un aumento di queste dipendenze.

Sul totale della popolazione studentesca tra gli 11 e i 13 anni si stimano:

  • circa 15.000 studenti (l’1%) coinvolti in comportamenti riconducibili alla social media addiction;
  • circa 111.000 (7%, in diminuzione rispetto all’11% del 2022) coinvolti nel rischio di internet gaming disorder;
  • oltre 87.000 studenti (11%) coinvolti in comportamenti di gioco d’azzardo.

L’analisi evidenzia quindi un aumento del rischio per i giovanissimi legato all’utilizzo delle tecnologie digitali, insieme ai videogiochi, ai giochi d’azzardo e, di pari passo, all’isolamento sociale.

Nel concreto, cosa significa? Che per quasi 370.000 studenti Internet rappresenta un rischio di trascuratezza delle relazioni, sacrificio del sonno pur di restare connessi e irritabilità quando non possono accedere alla rete.

Inevitabilmente, l’abuso dell’accesso a Internet ha aumentato anche le percentuali di vittime del cyberbullismo. Nel 2025, 1.120.000 studenti riferiscono di essere stati vittime di offese, minacce e diffusione non autorizzata di contenuti personali online; mentre sono 740.000 coloro che hanno ammesso di aver avuto comportamenti da cyberbullo.

Politiche contro la droga nelle scuole

Quando si pensa a interventi contro l’abuso di sostanze, si immaginano subito i Servizi pubblici per le dipendenze (SerD) che nel 2025 hanno preso in carico 131.328 persone. Ma accanto a questo c’è anche tutto un sistema di cura e assistenza rafforzato da interventi di prevenzione come quelli messi in atto dalle amministrazioni regionali, dagli enti locali, dalle attività del terzo settore e dalle scuole.

Una parte rilevante delle attività di prevenzione è stata sviluppata in ambito scolastico, considerato uno dei principali contesti nel quale promuovere interventi precoci per la popolazione giovanile. Nel corso dell’anno sono stati realizzati 380 progetti di prevenzione a partire dalle scuole medie.

È proprio in questi spazi che sono nati dibattiti sulla necessità di intervenire anche sui comportamenti a rischio con iniziative contro bullismo e cyberbullismo, contro le attività legate al gioco d’azzardo e all’isolamento sociale.

Autore articolo: giorgiabonamoneta