Dua Lipa ha aperto una biblioteca dei libri proibiti nell’iconica libreria che ispirò Harry Potter

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Il palcoscenico della cultura internazionale si sposta a Porto, dove la celebre pop star Dua Lipa, in collaborazione con la storica Livraria Lello, ha inaugurato ufficialmente la Manifesto Library. Questo nuovo spazio permanente, situato all’interno dell’auditorium culturale della suggestiva libreria portoghese, accoglie una collezione iniziale di 100 opere letterarie accuratamente selezionate.

Cosa si può trovare dentro la Manifesto Library

Il progetto rappresenta la prima estensione fisica di Service95, la piattaforma editoriale e book club globale fondata dall’artista britannica nel 2022 per stimolare il dibattito culturale e dare voce alle narrazioni dimenticate o represse. Lungi dall’essere un semplice archivio polveroso, la Manifesto Library si propone come un vero e proprio manifesto politico e sociale. Al suo interno si trovano volumi censurati, banditi dai programmi scolastici o ritirati dalle biblioteche pubbliche in vari angoli del pianeta nel tentativo di arginarne la diffusione.

Questa selezione si articola attorno a quattro grandi direttrici tematiche concepite per scuotere le coscienze dei visitatori: il potere, il controllo, la voce e la memoria. La sezione dedicata al Potere analizza chi esercita l’influenza nel mondo attraverso testi come Il secondo sesso di Simone de Beauvoir e 1984 di George Orwell. L’area del Controllo mappa i meccanismi di propaganda e sorveglianza ospitando Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood e gli scritti di Ai Weiwei. La categoria Voce amplifica le prospettive storicamente escluse, includendo Il colore viola di Alice Walker e i racconti di Ocean Vuong, mentre la sezione Memoria combatte l’oblio dei regimi e delle guerre con il volume Patriot di Alexei Navalny e le opere di Olga Tokarczuk.

Il tocco di magia di J.K. Rowling tra gli scaffali neogotici

La scelta di questa cornice non è affatto casuale: l’edificio centenario di Rua das Carmelitas attira ogni anno oltre un milione di turisti, affascinati da un’architettura neogotica senza tempo e da una leggenda pop planetaria. E tra i tanti che si sono lasciati affascinare, ce n’è una in particolare. Nei primi anni Novanta, una giovane e allora sconosciuta insegnante di inglese di nome J.K. Rowling visse a Porto, frequentando regolarmente le sale della libreria e i caffè cittadini mentre scriveva le prime bozze di Harry Potter e la Pietra Filosofale.

L’impatto visivo di quel luogo si è impresso indelebilmente nella mente dell’autrice, trasformandosi nella principale fonte d’ispirazione per le architetture della scuola di magia di Hogwarts e per i negozi della celebre Diagon Alley. La maestosa scalinata monumentale dai gradini rossi che si biforca al centro della sala, le imponenti decorazioni in legno scuro e la spettacolare vetrata sul soffitto richiamano in modo quasi perfetto i passaggi mobili e l’atmosfera misteriosa dei romanzi del celebre mago. Persino il nome del malvagio co-fondatore della scuola, Salazar Serpeverde, deriva direttamente dal dittatore portoghese António Salazar.

Quando le celebrità ridefiniscono la cultura contemporanea

Con l’apertura di questa collezione, il progetto di Dua Lipa compie un salto evolutivo radicale, trasformando una comunità virtuale nata su uno schermo in un presidio culturale tangibile. Nata originariamente come una newsletter personale per raccogliere consigli culturali, interviste e riflessioni sui diritti civili, la piattaforma Service95 espande ora i propri confini oltre il digitale. La selezione della Manifesto Library è destinata infatti a evolversi nel tempo, accogliendo i futuri titoli mensili raccomandati dal book club della cantante.

L’iniziativa si propone di ridefinire il ruolo delle celebrità nel mercato editoriale contemporaneo, superando il modello tracciato storicamente da figure come Oprah Winfrey e altre star internazionali. L’obiettivo dichiarato dai promotori è quello di stimolare il pensiero critico e la discussione aperta, offrendo ai lettori gli strumenti per interpretare i sistemi di potere contemporanei. L’accesso alla struttura è garantito da un sistema di ingressi convertibile nell’acquisto di libri, trasformando la storica meta turistica in un motore culturale attivo volto a preservare le storie che qualcuno, nel mondo, ha cercato di censurare o cancellare.

Fonte: Service95

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Autore articolo: Rebecca Manzi