Due escursioniste ferite da uno stambecco e da una mucca: gli episodi che ci ricordano gli errori da non fare in montagna

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La montagna custodisce un fascino primordiale, ma nasconde insidie imprevedibili legate alla fauna locale. Nelle ultime ore, due distinti incidenti hanno riacceso i riflettori sulla sicurezza lungo i tracciati alpini, dimostrando come l’interazione ravvicinata con gli animali possa trasformarsi in un dramma. Gli episodi, avvenuti a breve distanza temporale sulle vette del Trentino e del Tirolo austriaco, hanno coinvolto due donne, costrette a un tempestivo ricovero ospedaliero in elicottero a causa delle ferite riportate dopo essere state caricate e fatte precipitare nei dirupi sottostanti.

Lo stambecco sul Sentiero degli Austriaci

Il primo incidente si è verificato a circa 2.900 metri di altitudine nel territorio di Vermiglio, in Val di Sole. Una ventiseienne bergamasca stava percorrendo il celebre Sentiero degli Austriaci sotto il Torrione d’Albiolo insieme al compagno di escursione ventunenne, anch’egli residente in provincia di Bergamo. Improvvisamente, uno stambecco è sbucato da una grotta situata nell’ultima porzione del tracciato, investendo in pieno la giovane.

L’impatto violento ha fatto perdere l’equilibrio all’escursionista, che è ruzzolata per venti metri lungo il pendio roccioso. L’allarme lanciato al 112 dal compagno rimasto illeso ha attivato il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino. La ragazza, che ha riportato traumi all’addome e alla caviglia, è stata stabilizzata e trasportata in elicottero all’ospedale di Cles.

L’attacco della vacca a Kühtai

Uno scenario altrettanto drammatico si è consumato nei pressi del lago artificiale di Finstertal, nella località austriaca di Kühtai, in Tirolo. La sessantaquattrenne tedesca Helga Müller stava passeggiando con il marito cinquantanovenne Klaus Müller quando la coppia ha tentato di superare una vacca che si trovava sul sentiero insieme al suo vitello.

Sentendosi minacciato nel proprio istinto materno, il bovino ha sferrato una violenta testata contro la donna, spingendola oltre il ciglio del sentiero. La vittima è precipitata per dieci metri lungo una scarpata rocciosa in direzione del bacino idrico, riportando gravi lesioni alla testa e traumi multipli su tutto il corpo prima di essere elitrasportata d’urgenza alla clinica universitaria di Innsbruck.

Come evitare il ripetersi di questi episodi

Per evitare le cariche dagli animali che popolano gli alpeggi e le vette è fondamentale seguire alcune regole d’oro. Gli esperti del soccorso alpino ribadiscono che le specie selvatiche e il bestiame al pascolo non vanno mai approcciati, accarezzati o messi alle strette.

Se un animale si sente minacciato, braccato o percepisce un pericolo per la propria prole, il suo naturale istinto di difesa lo spinge ad attaccare con esiti che, a causa della morfologia del terreno montano, rischiano di rivelarsi fatali per l’uomo.

Autore articolo: Rebecca Manzi