Dumoulin stavolta lascia davvero: dopo i Mondiali addio al ciclismo

L’olandese, che già lo scorso anno aveva espresso propositi di ritiro, dice basta: “Voglio intraprendere un percorso nuovo e sconosciuto”

Adesso è davvero finita. Tom Dumoulin lascerà definitivamente il ciclismo a fine stagione, dopo i Mondiali in Australia. Il corridore olandese della Jumbo-Visma, vincitore del Giro 2017, compirà 32 anni a novembre, ha ufficializzato la sua decisione con un messaggio sui social: “Con molta pazienza e un allenamento graduale, sono convinto di poter tornare al massimo delle mie potenzialità sulla bici.

Ma quella sarebbe una strada lunga e che necessita di molta pazienza, senza garanzie di successo. Scelgo di non intraprendere quella strada, ma di abbandonare invece il mio ciclismo nelle gare e di intraprendere un percorso nuovo e sconosciuto. Non so ancora cosa voglio fare dopo la mia carriera di ciclista e non voglio nemmeno pensarci in questo momento. Ma so che il mio amore per la bici mi terrà sempre legato al mondo del ciclismo in un modo o nell’altro. Sono molto curioso di sapere cosa riserverà per me il futuro”.

Già a inizio 2021 Dumoulin aveva attraversato un periodo di crisi e aveva deciso di prendersi un periodo di pausa dalla carriera professionistica. “Mi sono tolto uno zaino di 100 kg dalla schiena” aveva detto, facendo riferimento a molte forze negative che gli si erano radunate intorno: ansia da prestazione, fatica nel tornare competitivo ai massimi livelli dopo il grave infortunio al ginocchio del 2019, le attese tradite dei suoi tifosi, la voglia di “altro” nella sua vita.
Era tornato agli studi di medicina e si era concentrato su altri aspetti trascurati in un’esistenza di solo allenamento e gare. Dumoulin aveva poi retto a fatica il confronto con altri compagni di squadra nel suo team, più performanti di lui già dalle prime pedalate. Il rientro alle corse, un anno fa, era coinciso con qualche buona prestazione e con l’argento olimpico a Tokyo nella cronometro dietro il compagno di club Primoz Roglic.
 

Il ritorno al Giro, lo scorso mese, era stato dolce e amaro. Già fuori dai giochi per la generale nella tappa dell’Etna, era stato protagonista da gregario nella frazione di Potenza vinta da Koen Bouwman. Si era poi ritirato salendo verso il Pilonetto, nella tappa di Torino. “Il mio corpo non ce la fa a tenere questi ritmi” aveva detto. Era l’inizio di un lungo addio che arriverà dopo la crono dei Mondiali australiani di Wollongong.
Lascia uno dei grandi protagonisti delle corse a tappe degli ultimi anni, un grande passista-scalatore fenomenale a cronometro (campione del mondo 2017), pieno di sfaccettature interiori, personaggio speciale in un mondo piuttosto standardizzato e finalizzato alla “prestazione”, ai numeri, ai watt. Avrebbe avuto davanti ancora diversi anni buoni di carriera. Ma per Major Tom va bene così. 

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Autore articolo: frattamaggiore