ETF su Bitcoin di Fidelity in crisi?

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Venerdì 17 sugli ETF su Bitcoin complessivamente sono stati registrati afflussi giornalieri per più di 132 milioni di dollari. 

La cosa strana però è che solo su due ETF sono stati registrati movimenti di questo tipo, ovvero IBIT di BlackRock e FBTC di Fidelity. Tutti gli altri ETF hanno chiuso la giornata con zero afflussi o deflussi. 

A dire il vero anche giovedì 16 quasi tutti gli ETF su Bitcoin non avevano fatto registrare alcuna variazione di questo tipo, tranne IBIT, FBTC e BITB di Bitwise, quindi ciò che è accaduto venerdì non è qualcosa di assurdo. 

Il problema dell’ETF di Fidelity

Il problema è che tutti i 132 milioni di dollari complessivi di afflussi si sono concentrati su IBIT di BlackRock, mentre invece FBTC di Fidelity addirittura ha fatto registrare deflussi per più di 4 milioni di dollari. 

Anzi, a partire da mercoledì 15 l’unico ETF che abbia fatto registrare un deflusso giornaliero è stato proprio FBTC venerdì 17. 

Inoltre è dal primo di luglio che FBTC colleziona giornate negative. 

In totale, durante questi primi venti giorni di luglio, l’ETF di Fidelity su Bitcoin ha fatto registrare complessivamente quasi 404 milioni di dollari di deflussi, a fronte di soli 244 milioni di afflussi. Il saldo netto finale risulta pertanto essere negativo per quasi 160 milioni di dollari. 

Nel medesimo periodo IBIT di BlackRock invece ha chiuso con più di 236 milioni di dollari di afflussi, cosa che stona moltissimo con i -159 milioni di FBTC. 

Anzi, escludendo l’ETF di Grayscale (GBTC), che fa registrare deflussi fin quasi dall’inizio, solo FBTC ha un saldo complessivo negativo in questo mese di luglio. Tutti gli altri, a parte GBTC, hanno saldo netto positivo. 

Le cause

Non è possibile individuare una singola causa specifica dietro questa debacle di FBTC. 

Innanzitutto va detto che potrebbe anche trattarsi solamente di una rotazione di liquidità tra ETF, tanto che il saldo complessivo finale di tutti gli ETF su Bitcoin in questo mese di luglio per ora è positivo (di circa 200 milioni di dollari). 

In questo caso si tratterebbe di spostamenti interni al settore, ovvero investitori che riducono la propria esposizione su un fondo per aumentarla su un altro. 

Va ricordato che FBTC è il secondo per grandezza ed importanza, ma molto distaccato rispetto a IBIT. 

Basti pensare che IBIT ora è arrivato a detenere più di 811.000 BTC, mentre FBTC è “fermo” a meno di 186.000.

Vi sono però anche fattori macro generali che hanno un forte peso. 

Infatti giugno e la prima metà di luglio sono stati caratterizzati da un forte risk-off, che ha reso Bitcoin meno attraente rispetto ad altre allocazioni. E così molti investitori istituzionali e retail hanno ridotto l’esposizione al rischio, tanto che gli ETF su Bitcoin hanno subito deflussi record a giugno. Questo trend è proseguito anche nelle prime settimane di luglio.

Pertanto non sembrano esserci problemi specifici riguardanti l’ETF di Fidelity, ma una serie di fattori esterni che si sono concentrati in particolare proprio su FBTC. 

Il mercato di Bitcoin

I dati relativi agli ETF hanno un enorme svantaggio: vengono pubblicati in ritardo. 

Ad esempio, i dati di venerdì 17 sono stati pubblicati solo oggi, lunedì 20. Inoltre anche durante la settimana i dati giornalieri vengono resi pubblici solo il giorno dopo. 

Vi sono invece altri dati che possono essere estratti dal mercato praticamente anche in tempo reale. 

Tali dati oggi suggeriscono che il mercato dei Bitcoin sta ancora attraversando una fase di grossa incertezza, dopo quella di vera e propria paura attraversata a giugno. 

Tutto ciò è perfettamente compatibile con il quadro descritto prima, e conferma che non sembrano esserci problemi specifici riguardanti l’ETF di Fidelity. 

Il problema attuale per il mercato di Bitcoin è la totale mancanza di direzionalità. Dopo la fine della fase discendente di giugno ci si aspettava un rimbalzo, che invece non è arrivato, o comunque è stato talmente piccolo da essere quasi del tutto insignificante. 

Anzi, a dire il vero esiste la possibilità che tale fase di lateralizzazione possa perdurare ancora diverse settimane, e se così fosse l’interesse generalizzato nei confronti di Bitcoin potrebbe ridursi ancora, pur essendo già ai minimi assoluti dell’attuale ciclo. 

Previsioni

Tale incertezza però suggerisce che non vi sia convinzione nei confronti di un ulteriore crollo, perlomeno sul breve o medio-breve periodo. 

Inoltre da qualche settimana circolano anche previsioni di un possibile vero rimbalzo, magari partendo da fine luglio o inizio agosto.

Va sottolineato che quasi nessuno prevede l’inizio di un vero e proprio rally nel corso delle prossime settimane, ma diversi analisti ritengono perlomeno possibile un ritorno sopra i 70.000$ entro la metà di agosto. 

Il problema è che, anche qualora un’eventualità simile si verificasse, nulla esclude che un ulteriore calo possa comunque esserci, in particolare in autunno, ovvero quando in genere si toccano i minimi o i massimi durante i bear-market o le bullrun. 

D’altro canto però esiste anche la possibilità che il bottom di questo bear-market sia già stato fatto, o che comunque possa essere ritoccato in autunno su cifre non di molto inferiori alle attuali. 

C’è infatti una sorta di supporto, anche se non tecnico, proprio attorno ai 58.000$, e ciò sarebbe compatibile con l’ipotesi che il bottom di questo bear-market potrebbe in effetti essere già stato fatto. 

L’attuale incertezza sembra essere dovuta proprio al fatto che non è chiaro nè se il bottom sia già stato fatto, nè se l’attuale periodo di lateralizzazione durerà ancora a lungo o meno. Nel giro però di qualche settimane la situazione in teoria dovrebbe chiarirsi, o in un senso o nell’altro.

Autore articolo: Marco Cavicchioli