Fette biscottate: le peggiori le trovi da Conad secondo il test di Altroconsumo

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Sulla tavola della colazione italiana le fette biscottate occupano un posto che nessuno si sognerebbe mai di mettere in discussione. Sono croccanti e comode, resistono settimane in dispensa e si adattano a qualunque compagnia (un velo di marmellata, un filo di miele, una crema spalmabile, oppure niente del tutto). Con buona probabilità ne avete un pacco in casa anche adesso, peccato Il “guaio” arriva in fase d’acquisto, perché davanti allo scaffale l’offerta si allarga a dismisura ed orientarsi diventa difficile. Accanto alle classiche dorate si trovano le integrali, quelle ai cereali o arricchite con i semi, le versioni senza zuccheri aggiunti o con meno sale e le senza glutine. Ci sono perfino quelle ricoperte di cioccolato, pensate per chi cerca più uno spuntino goloso che una colazione.

Per fare un po’ d’ordine, Altroconsumo ha messo sotto la lente oltre cento prodotti di ogni tipologia. Lo scopo era capire cosa contengano davvero le fette che finiscono ogni mattina sulle nostre tavole, al di là delle promesse stampate sulle confezioni e delle trovate del marketing. Nel test sono entrati i grandi marchi, le linee a marchio dei supermercati e i prodotti dei discount. Per ognuno sono stati confrontati ingredienti, valori nutrizionali, presenza di additivi e grado di lavorazione industriale. Della classifica delle integrali ci siamo già occupati, stavolta tocca alle classiche, 47 referenze in tutto. E in fondo alla graduatoria compare un nome che non tutti si aspetterebbero.

Conad Alimentum, l’unica fetta sotto la sufficienza

Fra le 47 fette biscottate classiche analizzate, una sola scivola fuori dalla zona della promozione. Si tratta delle Conad Alimentum Fette Biscottate, che si fermano a 39 punti su 100 e incassano il giudizio scarso. Nessun altro prodotto della categoria cade in quella fascia, e nessuno sprofonda nell’ultima, il molto scarso. Il distacco da chi sta appena sopra è minimo. Subito prima della maglia nera vengono le Amo Essere senza glutine di Eurospin (41/100). Più su, a pari merito con 42 punti, ci sono le Certossa senza glutine di Lidl e le Delverde Granfetta del Benessere. Sono tutte promosse, ma con un accettabile decisamente stiracchiato.

Chi sta in cima

All’estremo opposto, il podio parla un’altra lingua. La migliore in assoluto è Misura Dolcesenza Fette Biscottate, con 83 punti su 100 e la composizione più convincente dell’intera categoria. Solo cinque prodotti raggiungono il giudizio molto buono e la gran parte dei concorrenti si ferma tra il buono e l’accettabile. CHiunque volesse scorrere la graduatoria completa delle 47 fette biscottate classiche, dalla prima all’ultima, può consultarla qui.

Come è stato condotto il test

Il lavoro di Altroconsumo ha riguardato più di cento fette biscottate di tipologie diverse, classiche e integrali comprese. A ciascun prodotto è stato assegnato un punteggio da 0 a 100, costruito soprattutto sui valori nutrizionali e sulla composizione degli ingredienti.

  • La voce più pesante è la qualità nutrizionale, che vale il 55% del giudizio e si basa sul Nutri-Score. Calorie, grassi saturi, zuccheri e sale vanno a sfavore, mentre fibre, proteine e altri nutrienti contano a favore.
  • Un altro 15% riguarda gli additivi. Qui le penalità colpiscono conservanti, coloranti e simili, classificati secondo il loro profilo di sicurezza. Lo stesso peso spetta al grado di trasformazione industriale, che punisce ingredienti ultraprocessati come maltodestrine, sciroppo di glucosio o di fruttosio.
  • Il 10% tocca agli edulcoranti, e la presenza di dolcificanti artificiali abbassa il voto.
  • L’ultimo 5% considera la porzione consigliata e penalizza quelle più generose.

I prodotti sono stati acquistati in dieci catene di supermercati e discount, con la rilevazione eseguita a luglio 2025. In base al punteggio finale, ogni referenza è stata collocata in una di cinque fasce: molto buono (da 80 a 100 punti), buono (da 60 a 79), accettabile (da 40 a 59), scarso (da 20 a 39) e molto scarso (da 0 a 19).

Fonte: Altroconsumo

Autore articolo: Marco Crisciotti