Finalmente l’Italia ha sospeso il rinnovo automatico dell’accordo sulla difesa con Israele: perché e cosa prevede

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“Finalmente un sussulto di dignità e umanità”, commenta qualcuno. L’Italia ha deciso di dire stop al rinnovo automatico del controverso Memorandum sulla Difesa con Israele. L’annuncio è stato fatto da Giorgia Meloni, che ha rilasciato una breve dichiarazione alla stampa, durante il Vinitaly a Verona.

“In considerazione della situazione attuale, il Governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele” ha fatto sapere la premier.

Così, dopo anni di rapporti solidi con Benjamin Netanyahu, per la prima volta il nostro Paese ha deciso di reagire, mettendo un freno a questa cooperazione oggetto di dure polemiche da parte del mondo politico e di tanti cittadini. A pesare su questa scelta – purtroppo al momento temporanea e non definitiva – potrebbero essere stati gli ultimi avvenimenti, che hanno incrinato i rapporti fra Italia e Israele. Proprio nelle scorse ore, infatti l’ambasciatore italiano a Tel Aviv, Luca Ferrari, è stato convocato dal ministero degli Esteri di Gerusalemme, dopo che il vicepremier Antonio Tajani ha condannato i raid dell’esercito israeliano che dal 2 marzo scorso hanno causato oltre 2.000 morti e quasi 7000 feriti in Libano e hanno sfiorato anche i caschi blu italiani di Unifil.

Cos’è il Memorandum sulla difesa con Israele e come funziona

Il Memorandum d’intesa sulla cooperazione nel settore della difesa tra Italia e Israele, firmato nel 2003 e ratificato dal Parlamento italiano nel 2005, è un accordo bilaterale che stabilisce il quadro giuridico entro cui i due Paesi possono collaborare in ambito militare e tecnologico. Non si tratta di un’alleanza operativa né di un impegno automatico a intervenire insieme in operazioni militari, ma piuttosto di uno strumento che rende più semplice e strutturata la cooperazione e lo scambio di materiali militari e la ricerca tecnologica tra l’Esercito Italiano e le Forze di Difesa Israeliane (Idf).

In concreto, il memorandum funziona come una cornice generale: non contiene decisioni operative specifiche, ma definisce le regole e gli ambiti entro cui queste decisioni possono essere prese. All’interno di questo quadro, Italia e Israele possono sviluppare progetti comuni, avviare programmi di ricerca, collaborare tra industrie della difesa e organizzare attività di addestramento o scambio di competenze. Ogni iniziativa concreta viene negoziata e approvata separatamente, attraverso accordi attuativi o autorizzazioni governative.

Un elemento importante è che il memorandum facilita soprattutto la cooperazione industriale e tecnologica, creando condizioni più snelle per accordi tra aziende e istituzioni dei due Paesi. Dal punto di vista giuridico, l’accordo ha una durata limitata nel tempo ma si rinnova automaticamente ogni 5 anni se nessuna delle due parti decide di interromperlo. È proprio questo meccanismo che lo rende ricorrente nel dibattito pubblico e politico, perché ogni rinnovo implicito solleva la questione se sia opportuno mantenerlo attivo. Quindi senza comunicazione ufficiale di disdetta, il rinnovo automatico era fissato per il 13 aprile, prorogando la cooperazione fino al 2031.

A seguito del genocidio perpetrato da Israele in Palestina, sono aumentate le pressioni per interrompere l’accordo, ma gli appelli sono rimasti inascoltati dal Governo. Solo adesso, seppur in grande ritardo, l’Italia ha deciso di prendere posizione, anche se si può fare decisamente di più. Una posizione che è anche il risultato della mobilitazione – nel nostro Paese e nel resto del mondo – contro Israele e le sue politiche brutali.

Fonte: Camera

Autore articolo: Rosita Cipolla