Fisco, al via nuove verifiche con l’incrocio dati: come funziona e chi rischia

Con il provvedimento del 14 luglio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha annunciato una nuova campagna di comunicazioni relative a possibili anomalie riscontrate nei dati dichiarati ai fini Isa. Si tratta di controlli che sfruttano l’incrocio delle informazioni presenti nelle banche dati fiscali, con l’obiettivo di individuare incongruenze, omissioni o errori prima dell’avvio di eventuali accertamenti.
Prima di contestare formalmente eventuali irregolarità, però, l’amministrazione finanziaria dà la contribuente la possibilità di rimediare.
Come funziona il nuovo incrocio dei dati fiscali
Il meccanismo di controllo si basa su un’attività di incrocio automatizzato tra i dati indicati dai contribuenti nei modelli Isa a partire dal 2024 e le informazioni inserite nelle dichiarazioni dei redditi presentate negli stessi periodi di imposta soggetti a verifica. A queste si aggiungono i dati contenuti in:
- certificazioni uniche (CU);
- contratti di locazione e affitto registrati;
- modelli redditi;
- modelli Isa relativi agli anni precedenti;
- altri dati già disponibili presso l’amministrazione finanziaria.
Attraverso questi confronti automatici possono emergere omissioni, incoerenze oppure semplici errori materiali che rendono necessario un approfondimento da parte del contribuente.
Perché il Fisco parte dai soggetti Isa
Gli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) rappresentano uno degli strumenti attraverso cui l’Agenzia delle Entrate valuta il livello di affidabilità fiscale di imprese e lavoratori autonomi e, ogni anno, sulla base dei dati dichiarati e di una serie di indicatori economici, da questi dipende il punteggio che misura il grado di coerenza e affidabilità del contribuente.
Un punteggio elevato consente di accedere a diversi benefici premiali e, proprio per questo motivo, l’Agenzia ha deciso di rafforzare il sistema di controlli preventivi, segnalando direttamente ai contribuenti eventuali anomalie emerse durante l’analisi delle dichiarazioni.
Chi rischia di ricevere la comunicazione
Le comunicazioni riguardano principalmente:
- lavoratori autonomi;
- professionisti;
- imprese di minori dimensioni soggette agli Isa.
Ricevere una comunicazione di anomalia non significa automaticamente essere destinatari di un accertamento fiscale. In molti casi potrebbe trattarsi di semplici errori di compilazione, dati inseriti in modo incompleto oppure informazioni non correttamente interpretate dai sistemi informatici.
Cosa fare se emerge un’anomalia
Una volta presa visione della comunicazione, il contribuente può:
- riconoscere l’errore e procedere alla regolarizzazione spontanea attraverso il ravvedimento operoso, beneficiando della riduzione delle sanzioni rispetto a quelle applicabili in caso di accertamento ed evitando il contenzioso;
- fornire chiarimenti, precisazioni oppure ulteriori elementi utili a spiegare le anomalie. Tali spiegazioni non potranno essere inviate tramite e-mail o rispondendo alla Pec ricevuta, ma sarà obbligatorio utilizzare esclusivamente il nuovo software “Comunicazioni anomalie Isa 2026”, che l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione sul proprio sito istituzionale. Attraverso questo applicativo sarà possibile trasmettere tutta la documentazione e le informazioni necessarie.
Come arriva l’avviso dell’Agenzia delle Entrate
In caso di incongruenze emerse durante la fase di verifica degli Isa, l’Agenzia invierà un avviso. In particolare:
- se il contribuente ha registrato un indirizzo e-mail nell’area riservata e ha attivato il servizio “stato delle richieste”, riceverà un messaggio che segnalerà la presenza di nuove comunicazioni nella sezione dedicata agli Isa;
- nel caso in cui sia stato indicato un indirizzo di posta elettronica certificata (Pec), l’avviso verrà inviato dagli indirizzi istituzionali “complianceISA1@pec.agenziaentrate.it” o “complianceISA2@pec.agenziaentrate.it”.
Né l’e-mail ordinaria né la Pec conterranno il dettaglio dell’anomalia. Il messaggio infatti avrà esclusivamente la funzione di notifica: tutte le informazioni saranno consultabili soltanto entrando nel Cassetto fiscale.
