Follia ad alta quota nel Bellunese, turisti ritardano un salvataggio: erano sdraiati a prendere il sole sulla piazzola dell’elisoccorso

Un episodio di sconcertante inciviltà e totale incoscienza ha rischiato di trasformare un intervento di salvataggio in una tragedia sulle vette delle Dolomiti. In provincia di Belluno, l’equipaggio dell’elicottero Leone – il mezzo di emergenza aereo operativo dalla base logistica di Treviso e specializzato negli interventi in territori montani impervi – si è trovato di fronte a uno scenario surreale e inaccettabile. Alcuni escursionisti avevano pensato bene di utilizzare la pista d’atterraggio situata nei pressi di un rifugio alpino locale come se fosse una spiaggia privata, sdraiandosi comodamente a prendere il sole.
La gravità del comportamento ha raggiunto l’apice nel momento in cui il velivolo del Suem 118 ha iniziato le manovre di avvicinamento a terra. Nonostante il fortissimo rumore delle pale dell’aeromobile in quota, i turisti presenti non si sono spostati immediatamente dall’area, costringendo i piloti a effettuare manovre supplementari e facendo perdere minuti preziosi all’equipe sanitaria. Davanti a una simile follia collettiva, che dimostra una totale assenza di rispetto per la vita altrui, non si può assolutamente tacere: è inammissibile che il “relax” di pochi egoisti mettano a repentaglio la sopravvivenza di un essere umano in codice rosso.
La dura presa di posizione del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto
Il grave intralcio ha spinto i vertici istituzionali del Soccorso alpino e speleologico del Veneto a intervenire pubblicamente per denunciare l’accaduto e richiamare all’ordine i frequentatori della montagna. Le elisuperfici di emergenza, facilmente individuabili per via della gigantesca lettera H verniciata sul suolo o per la cartellonistica stradale circostante, costituiscono infrastrutture sanitarie strategiche e non aree ricreative per fare pic-nic o stendere gli asciugamani. I tecnici hanno voluto diffondere una nota ufficiale molto severa per arginare la diffusione di queste condotte pericolose:
Massima attenzione: le piazzole destinate agli elicotteri non vanno occupate. Pochi giorni fa, l’equipaggio di Leone, chiamato per un intervento di soccorso, ha trovato sulla piazzola di un rifugio destinata al suo atterraggio persone sdraiate a prendere il sole, che oltretutto non si sono spostate pur vedendo l’elicottero.
Il ruolo dei gestori dei rifugi e la sicurezza delle aree di volo
La dirigenza del corpo di salvataggio ha ricordato con fermezza che ostacolare i soccorsi in zone impervie rappresenta un rischio intollerabile per la collettività. Ogni manovra ritardata può influire negativamente sulle condizioni cliniche del paziente da recuperare. I soccorritori veneti hanno voluto chiarire le conseguenze penali e operative di tali leggerezze:
Vi ricordiamo che l’elisuperficie, facilmente riconoscibile dalla grande H a terra, se non dagli appositi cartelli, è fondamentale in caso di emergenza. Non allontanarsi quando un elicottero del Suem è in avvicinamento comporta un ostacolo e una perdita di tempo per l’equipe sanitaria e per chi ne ha bisogno.
L’appello si è concluso con una richiesta di stretta vigilanza rivolta ai professionisti che gestiscono le strutture ricettive in quota, affinché monitorino costantemente le pertinenze esterne. I tecnici regionali hanno infatti formalizzato questo invito programmatico:
Sappiamo che i gestori sono impegnati di continuo, ma li invitiamo cortesemente a tenere sott’occhio le piazzole e a invitare gentilmente eventuali occupanti a lasciarle libere. Grazie della collaborazione.
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