Fondo Sovranità Alimentare: 150 milioni di credito e terra gratis per 10 anni ai giovani

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Con il via libera della Commissione Agricoltura della Camera al disegno di legge “ColtivaItalia”, il governo mette sul tavolo oltre 1 miliardo di euro di investimenti destinati a rafforzare la produzione agroalimentare nazionale, favorire il ricambio generazionale e aumentare l’autosufficienza produttiva del Paese. Tra le misure più attese spicca il nuovo Fondo Sovranità Alimentare per sostenere le produzioni, ma anche un pacchetto di interventi da 150 milioni destinato a facilitare l’accesso al credito per giovani e donne imprenditrici agricole. A queste risorse si aggiunge una misura particolarmente innovativa: la concessione gratuita di terreni agricoli per dieci anni ai giovani agricoltori.

Come funziona il Fondo Sovranità Alimentare

Per la Sovranità Alimentare sono stati stanziati complessivamente 900 milioni di euro, suddivisi in tre grandi capitoli di intervento:

  • il primo riguarda proprio il Fondo Sovranità Alimentare, che riceve 300 milioni di euro per rafforzare le coltivazioni considerate strategiche ma ancora insufficienti rispetto al fabbisogno nazionale. Tra queste figurano il frumento, la soia e altre produzioni agricole fondamentali per la filiera agroalimentare italiana;
  • il secondo consiste in misure di supporto di accesso al credito, con 150 milioni stanziati per favorire il ricambio generazionale, con un’attenzione particolare alle nuove imprese guidate da giovani e donne. In particolare, le risorse serviranno a facilitare l’accesso al credito per imprenditori agricoli e imprenditrici tra i 18 e i 41 anni, una fascia d’età che spesso incontra maggiori difficoltà nel reperire capitali iniziali per acquistare terreni, macchinari o sviluppare progetti innovativi;
  • il terzo prevede il finanziamento del progetto ISMEA dedicato all’accesso alla terra. L’Istituto metterà infatti a bando 8.417 ettari di terreni agricoli che potranno essere assegnati ai giovani tra i 18 e i 41 anni in comodato d’uso gratuito per dieci anni. La misura rappresenta una risposta a uno dei principali problemi che frenano l’avvio di nuove imprese agricole: il costo elevato dei terreni. L’iniziativa prevede inoltre una possibilità particolarmente vantaggiosa. Al termine dei dieci anni di utilizzo gratuito, il beneficiario potrà riscattare il terreno pagando soltanto il 50% del valore iniziale.

Grazie a questo pacchetto di interventi, di fatto, il giovane agricoltore potrà:

  • utilizzare il fondo per un lungo periodo;
  • sviluppare la propria attività;
  • acquisire successivamente la proprietà a condizioni economiche molto favorevoli.

Al via al recupero delle Terre

Per favorire le attività del Fondo, il ministero ha annunciato anche un nuovo programma di recupero delle terre abbandonate o non coltivate. I Comuni, in particolare, avranno il compito di censire questi terreni e potranno concederli in affitto o concessione per favorirne il ritorno alla produzione.

La misura punta a contrastare la frammentazione fondiaria, incrementare la superficie agricola utilizzata e favorire il rilancio economico delle aree interne, spesso interessate da fenomeni di spopolamento.

Il Fondo come leva per l’economia italiana

Il Fondo Sovranità Alimentare non rappresenta soltanto un intervento di sostegno agli agricoltori, ma una vera politica industriale per la filiera agroalimentare. Incrementare la produzione nazionale di cereali e colture significa rafforzare l’intero sistema economico, ridurre la dipendenza dall’estero e garantire maggiore stabilità alle imprese di trasformazione e ai consumatori.

L’integrazione con le misure dedicate al credito agevolato, all’accesso alla terra, alla ricerca e alla semplificazione amministrativa rende il piano uno strumento articolato per favorire la competitività dell’agricoltura italiana. Se gli investimenti produrranno gli effetti attesi, il Fondo Sovranità Alimentare potrà diventare uno dei principali motori della crescita dell’economia nazionale, favorendo l’insediamento di nuove imprese, l’aumento della produzione interna e una maggiore resilienza del sistema agroalimentare italiano di fronte alle sfide dei prossimi anni.

Autore articolo: federicapetrucci