Frutta e verdura confezionata: il problema non è solo la plastica, c’è un rischio che aumenta se è già tagliata

Sono pratiche e fanno risparmiare tempo, ma oltre a essere molto pesanti sul fronte ambientale per la quantità di imballaggi che richiedono, frutta e verdura già tagliate possono avere anche un altro problema. Una volta tagliati, infatti, questi alimenti diventano più deperibili e possono favorire la proliferazione di microrganismi.
A mettere in guardia i consumatori è il Bundesinstitut für Risikobewertung (BfR), l’Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi, che ha pubblicato una nuova comunicazione dedicata ai prodotti freschi e pronti al consumo.
Il problema è ciò che accade quando frutta e verdura vengono tagliate. Questi alimenti possono essere contaminati da batteri patogeni già durante la coltivazione e la raccolta, per esempio attraverso acqua contaminata o fertilizzanti organici, ma anche successivamente durante il trasporto, la conservazione e la lavorazione.
Quando il prodotto viene tagliato, però, le sue naturali barriere di protezione vengono in parte danneggiate e i microrganismi possono trovare condizioni più favorevoli per moltiplicarsi. È particolarmente evidente nel caso delle verdure a foglia: lattuga e foglie di cavolo integre offrono una certa protezione naturale, che viene meno quando vengono tagliate. Dalle superfici recise fuoriesce infatti la linfa cellulare, che può favorire la crescita dei germi.
A questo si aggiunge un altro fattore: l’elevata umidità che si crea all’interno delle confezioni di plastica, che può contribuire ulteriormente alla proliferazione dei microrganismi. I prodotti appena tagliati diventano quindi rapidamente deperibili e richiedono particolare attenzione alla conservazione.
Il caso dei meloni già tagliati
Tra i prodotti che meritano particolare attenzione ci sono i meloni venduti già tagliati e pronti da mangiare, spesso presenti nelle vaschette insieme ad altra frutta. Il BfR segnala soprattutto i cosiddetti meloni retati o reticolati, come il Cantalupo, la cui superficie ruvida può facilitare l’adesione dei microrganismi.
Il rischio aumenta se eventuali batteri patogeni arrivano sulla polpa, che è poco acida, e se il melone viene lasciato senza refrigerazione, possono moltiplicarsi nel giro di poche ore. Il BfR ricorda inoltre che il consumo di meloni è stato occasionalmente associato a focolai di malattia provocati da Salmonella, Listeria ed Escherichia coli enteroemorragica (EHEC).
Questo non significa che un melone già tagliato sia automaticamente pericoloso, ma evidenzia quanto sia importante mantenere correttamente la catena del freddo e non prolungare inutilmente la conservazione.
Come ridurre il rischio
Se proprio si devono acquistare frutta e verdura già pronte, il BfR raccomanda innanzitutto di seguire le indicazioni del produttore sulla conservazione e sulla data di scadenza. La frutta già tagliata, come il melone, dovrebbe essere consumata rapidamente oppure conservata continuamente in frigorifero, preferibilmente tra +4 e +6 °C.
Per le insalate e gli altri prodotti a base di foglie fresche già tagliate, la temperatura dovrebbe invece essere mantenuta a massimo +7 °C e anche in questo caso il consumo dovrebbe avvenire rapidamente.
Anche quando sulla confezione compare la dicitura “pronto da mangiare”, il BfR consiglia inoltre di risciacquare accuratamente l’insalata con acqua fredda prima del consumo, per ridurre la carica microbica.
Bisogna poi fare attenzione già al momento dell’acquisto: la confezione deve apparire integra e il prodotto deve essere visibilmente fresco e ben refrigerato. Una confezione gonfia può indicare la formazione di gas dovuta alla fermentazione, mentre un evidente scolorimento o un forte accumulo di liquido possono essere segnali di perdita di freschezza. In queste situazioni è meglio non consumare il prodotto.
Chi dovrebbe evitare questi prodotti
L’attenzione deve essere ancora maggiore per le persone più vulnerabili alle infezioni alimentari. Il BfR indica in particolare bambini, donne in gravidanza e persone con il sistema immunitario indebolito, ad esempio a causa dell’età avanzata, di patologie preesistenti o dell’assunzione di determinati farmaci.
Per queste categorie l’autorità tedesca suggerisce, come misura precauzionale, di evitare insalate e frutta già tagliate e confezionate. La soluzione preferibile è acquistare ingredienti freschi, lavarli accuratamente e prepararli poco prima del consumo.
Un motivo in più per preferire frutta e verdura intere
L’avvertimento arriva dalla Germania, ma riguarda un’abitudine di consumo ormai diffusa anche in Italia. Nei nostri supermercati troviamo sempre più spesso vaschette di melone, ananas e altra frutta già porzionata, oltre a insalate e verdure pronte da consumare. Le indicazioni del BfR sono quindi utili anche per chi fa la spesa nel nostro Paese.
E se la comodità può sembrare un buon motivo per scegliere i prodotti già pronti, ci sono almeno due aspetti da mettere sulla bilancia. Da una parte c’è il rischio microbiologico, che richiede maggiore attenzione a temperatura, freschezza e tempi di consumo; dall’altra c’è l’impatto ambientale legato alla lavorazione e soprattutto agli imballaggi utilizzati.
Quando possibile, comprare frutta e verdura intere e tagliarle poco prima di mangiarle permette quindi di evitare confezioni superflue e di gestire direttamente lavaggio, preparazione e conservazione. Una piccola rinuncia alla comodità che può avere senso sia per ridurre gli imballaggi sia per avere un maggiore controllo su ciò che portiamo in tavola.
Fonte: BfR
