Giornata mondiale della neurologia, ecco le sfide per la scienza che studia cervello e sistema nervoso

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22Il 22 luglio si celebra la Giornata mondiale della neurologia. L’iniziativa prevede una serie di manifestazioni anche in Italia, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sull’impatto delle patologie neurologiche e sul ruolo sempre più strategico della neurologia nella tutela della salute pubblica.

Il motivo ĆØ semplice. L’area coperta da questa disciplina ĆØ amplissima: si va dall’estrema rapiditĆ  richiesta per l’ictus fino alle cronicitĆ  più complesse e difficili da governare, come l’Alzheimer. Il tutto, con una certezza. Le malattie neurologiche pesano, eccome, sul singolo, sulla sua famiglia, sulla sanitĆ  e sul welfare.

Il peso delle patologie neurologiche

Stando a quanto riportano i dati del Global Burden of Disease Study dell’Organizzazione Mondiale della SanitĆ , le condizioni patologiche del sistema nervoso interessano 3,4 miliardi di persone e costituiscono la prima causa globale di cattiva salute e disabilitĆ .

Anche in Italia l’impatto ĆØ rilevante: oltre un milione di persone vive con una forma di demenza, circa 300.000 con la malattia di Parkinson, 144.000 con la sclerosi multipla. A questi numeri si aggiunge l’ictus cerebrale, una delle principali cause di morte e disabilitĆ : ogni anno nel nostro Paese se ne registrano circa 90.000 nuovi casi.

Il tutto, porta ad un impatto sanitario, sociale ed economico rilevante: si stima un costo di oltre 20 miliardi di euro l’anno, tra spesa sanitaria, assistenza e perdita di produttivitĆ , con conseguenze sempre più rilevanti per le famiglie, i caregiver e la sostenibilitĆ  del Servizio sanitario nazionale.

Quanto ĆØ difficile governare la situazione

L’allungamento dell’aspettativa di vita, la cronicitĆ  di molte condizioni neurologiche e la complessitĆ  dei percorsi di diagnosi e cura rendono queste patologie una delle principali sfide sanitarie contemporanee, con un impatto crescente sulla qualitĆ  della vita delle persone, sulle famiglie e sulla sostenibilitĆ  dei sistemi sanitari.

La neurologia, infatti, è oggi chiamata a presidiare un campo sempre più ampio: dalle patologie acute tempo-dipendenti alle malattie neurodegenerative, dalle condizioni croniche alle malattie rare. Proprio queste ultime rappresentano un ambito di particolare rilievo, se si considera che il 40% delle malattie rare è di natura neurologica e richiede competenze specifiche e altamente qualificate.

ā€œLa neurologia ĆØ una disciplina vasta, complessa. Non si occupa solo di emergenza e urgenza, quindi di patologie tempo-dipendenti come l’ictus ma anche di patologie croniche estremamente complesse: sclerosi multipla, epilessia, Parkinson, malattia di Alzheimer, cefalee.Ā  Sono malattie che durano anche decenni e spesso le scelte terapeutiche devono essere via via aggiornate in funzione delle necessitĆ  dei pazienti. Richiedono competenze altamente specializzate non solo per l’individuazione e la diagnosi, ma anche per il trattamento nel corso del tempoā€

segnala Mario Zappia, presidente della SocietĆ  Italiana di Neurologia (SIN).

Salute del cervello al centro

Mentre la trasformazione digitale sta cambiando in profonditĆ  il modo di fare diagnosi, monitorare i pazienti e organizzare la presa in carico, secondo gli esperti della SIN, il neurologo dovrĆ  poter svolgere un ruolo più incisivo anche nelle relazioni istituzionali e nei processi decisionali che definiscono l’organizzazione dei servizi, il fabbisogno di specialisti e la programmazione sanitaria nei territori.

Accanto alla diagnosi, alla cura e alla presa in carico, la prevenzione rappresenta uno dei capitoli più innovativi della neurologia contemporanea. Le evidenze scientifiche più recenti indicano che una quota rilevante del rischio neurologico è modificabile: la prevenzione è quindi possibile e deve diventare parte integrante delle strategie di salute pubblica, attraverso interventi precoci, politiche sociali ed educative, promozione di stili di vita sani e riduzione delle disuguaglianze.

ā€œLa prevenzione ĆØ qualcosa di nuovo in ambito neurologico. In neurologia ĆØ stata spesso poco considerata, probabilmente perchĆ© molte malattie sono state ritenute a decorso ineluttabile. Ma oggi sappiamo, ad esempio, che nell’ambito della demenza abbiamo un 45% di fattori di rischio modificabiliā€

osserva Mario Zappia.

Da qui deriva la centralitĆ  della Brain Health, la salute del cervello, che significa La salute del cervello vuol dire prendersi cura di quest’organo importantissimo anche indipendentemente dalla presenza di una malattia neurologica.

Autore articolo: manugalbu