Giro d’Italia 2026, Vingegaard conquista la Corsa Rosa: il nostro Ciccone miglior scalatore, due italiani nella top ten

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Il Giro d’Italia 2026 è arrivato a Roma per la tradizionale passerella finale, con l’ultima tappa destinata ai velocisti e conclusasi con una volata sulle strade della Capitale che ha visto la prima vittoria in questa Corsa Rosa del nostro Jonathan Milan. Una giornata di festa e celebrazione che non ha modificato gli equilibri della classifica generale, già definitivamente decisi dopo la penultima tappa di montagna.

A prendersi la scena è stato Jonas Vingegaard, autentico dominatore della corsa rosa di fatto senza rivali. Il campione danese del team Visma-Lease a Bike ha conquistato il suo primo Giro d’Italia imponendosi con un vantaggio enorme sugli avversari, oltre 5 minuti, e vincendo ben cinque tappe, tutte ottenute sulle montagne dove ha fatto la differenza grazie alla sua superiorità nelle salite più dure.

Vingegaard nella storia del ciclismo

Con il successo al Giro, Vingegaard entra in una ristrettissima élite del ciclismo mondiale. Dopo aver già conquistato il Tour de France nel 2022 e nel 2023 e la Vuelta a España nel 2025, il danese completa infatti la cosiddetta Tripla Corona, diventando l’ottavo corridore della storia a vincere almeno una volta tutte e tre le grandi corse a tappe. La classifica generale finale vede Felix Gall al secondo posto con un ritardo di 5 minuti e 22 secondi, mentre Jai Hindley completa il podio a 6 minuti e 25 secondi dal vincitore.

Ciccone conquista la maglia azzurra

Tra le note più positive per il ciclismo italiano spicca il risultato di Giulio Ciccone, che ha conquistato la prestigiosa maglia azzurra di miglior scalatore. L’abruzzese è stato uno dei grandi protagonisti delle tappe alpine e appenniniche, animando numerose fughe e accumulando punti decisivi sui principali Gran Premi della Montagna. Pur senza riuscire a conquistare una vittoria di tappa nonostante ci abbia provato in tutti i modi, Ciccone è stato premiato la sua costanza e il suo spirito offensivo con uno dei riconoscimenti più prestigiosi della corsa.

Le altre maglie: bianca a Eulalio e ciclamino a Maigner

La maglia bianca riservata al miglior giovane è andata al portoghese Afonso Eulalio, autore di un Giro molto solido che gli ha permesso di chiudere al sesto posto della classifica generale dopo una classica “fuga bidone” che lo ha portato ad indossare per ben 9 giorni la maglia rosa.

La maglia ciclamino, assegnata al leader della classifica a punti, è stata invece conquistata da Paul Maigner, protagonista nelle volate e nei traguardi intermedi. Secondo posto per il nostro Jonathan Milan.

Due italiani in top 10

Per quanto riguarda la classifica generale, invece, purtroppo poca Italia con il peggior risultato di sempre: non era infatti mai accaduto di non vedere alcun italiano nei primi 7. Le speranze erano concentrate in Giulio Pellizzari che, dopo le prime giornate incoraggianti, si è ammalato e non è più riuscito a trovare le gambe migliori.

Il migliore degli azzurri è stato il 23enne Davide Piganzoli, ottavo assoluto e a lungo in lotta per la maglia bianca. Un risultato di grande valore considerando che il giovane lombardo era impegnato soprattutto nel ruolo di gregario di lusso al servizio di Vingegaard, spesso ultimo uomo a sostenerlo prima degli attacchi decisivi in salita.

Subito dietro, al nono posto, ha chiuso l’eterno Damiano Caruso. A 38 anni e alla sua ultima Corsa Rosa, il siciliano conferma ancora una volta la propria competitività ai massimi livelli, centrando la quarta top ten al Giro negli ultimi sei anni e dimostrando una longevità sportiva straordinaria.

Quattro successi per i nostri portacolori

Sul fronte delle vittorie, ci sono stati quattro successi di tappa: Davide Ballerini a Napoli , abile ad evitare una caduta nelle prime posizioni di gruppo, Filippo Ganna con una prestazione monstre nella cronometro individuale, Alberto Bettiol con un attacco sulla salita finale dopo una fuga da lontano nella tredicesima frazione con arrivo a Verbania e infine il successo finale, come detto, di Jonathan Milan a Roma.

E così, tra il dominio di Vingegaard, la maglia azzurra di Ciccone e la presenza di due italiani nella top ten finale, il Giro d’Italia 2026 si chiude con una Roma in festa e con lo sguardo già rivolto alla prossima grande sfida: il Tour de France, dove Vingegaard ritroverà il suo grande rivale, Tadej Pogačar.

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Autore articolo: Rebecca Manzi