Giù le mani da Ostuni! Un mega resort di Bill Gates minaccia la costa (come a Tavolara): ambientalisti fanno ricorso al Tar

Dopo il caso di Tavolara, anche la costa pugliese finisce al centro del dibattito sul consumo di suolo e sull’utilizzo delle procedure accelerate previste dalla Zona economica speciale (Zes Unica).
Al centro della vicenda, questa volta, c’è il progetto per la realizzazione di un altro resort di lusso in contrada Mogale, lungo la costa di Ostuni, un investimento da circa 100 milioni di euro che ha ottenuto l’Autorizzazione unica della Zes ma che, come è ovvio, continua a incontrare una forte opposizione da parte di associazioni ambientaliste, comitati e residenti.
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L’ultimo capitolo è il ricorso presentato al Tar di Lecce da Legambiente, dal Libero Comitato per la salvaguardia dell’habitat naturale della fascia costiera di Ostuni (Lesc) e dal Gruppo escursionistico speleologico ostunese (Geos), che chiedono la sospensione degli atti autorizzativi.
Un resort extralusso su oltre 8 ettari di costa
Il progetto prevede la costruzione di un complesso turistico-alberghiero in un’area di circa 8,8 ettari in contrada Mogale. Secondo quanto emerge, il resort dovrebbe comprendere decine di edifici destinati all’ospitalità, piscine, spazi commerciali, servizi per gli ospiti e una sala ricevimenti, con il marchio Four Seasons Hotels and Resorts.
Dietro a questa mega iniziativa immobiliare vi è la società Merletto Srl ed è coinvolto il gruppo immobiliare Omnam, holding fondata dall’imprenditore israeliano David Zisser, già attivo nel settore dell’hospitality di lusso in Italia. Tra gli azionisti di maggioranza della catena Four Seasons figura anche Bill Gates, attraverso la partecipazione detenuta nella società alberghiera.

@Omnam Group
Il nodo della Zes Unica
Il punto più controverso riguarda le modalità con cui il progetto ha ottenuto il via libera. L’autorizzazione è arrivata attraverso la Zes Unica, lo strumento introdotto per favorire investimenti produttivi nelle regioni del Mezzogiorno mediante un procedimento autorizzativo semplificato.
Secondo i ricorrenti, però, la procedura sarebbe stata utilizzata impropriamente. Le associazioni sostengono infatti che la Zes sia stata concepita per favorire insediamenti produttivi e attività con ricadute economiche e occupazionali dirette, non per approvare operazioni immobiliari e turistico-ricettive che comportano varianti urbanistiche.
Per questo il ricorso contesta, oltre all’Autorizzazione unica, anche la Valutazione ambientale strategica (VAS) e il relativo piano di monitoraggio.
La protesta di Goletta Verde
Nei giorni scorsi anche Goletta Verde, la storica campagna estiva di Legambiente, ha fatto tappa a Mogale. Gli attivisti hanno esposto uno striscione con la scritta “Giù le mani dalla costa“, denunciando quello che definiscono un utilizzo distorto delle semplificazioni amministrative previste dalla Zes.
Ora, sarà il Tar di Lecce a pronunciarsi sulla richiesta di sospensione cautelare degli atti impugnati. La decisione potrebbe incidere non solo sul futuro del resort di Mogale, ma anche sull’interpretazione dell’utilizzo della Zes Unica per grandi progetti turistico-immobiliari.
Una vicenda destinata a diventare un caso emblematico nel confronto, sempre più acceso, tra attrazione degli investimenti e tutela del paesaggio, in una delle coste più pregiate della Puglia.
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