Gratta e Vinci, quanto guadagnano il tabaccaio e i vincitori al netto delle tasse

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Sono due le file interminabili al tabaccaio: quella per acquistare le sigarette e quella per tentare la fortuna. In Italia vengono venduti 63 Gratta e Vinci al secondo. Per milioni di italiani quella schedina da cui asportare la patina argentata rappresenta un’abitudine quotidiana.

Dietro la grafica colorata dei tagliandi, però, si muove un ingranaggio normativo ed economico rigido, coordinato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e gestito dal concessionario Lotterie Nazionali S.r.l.

Come e quando si vince

Il sistema del Gratta e Vinci non ha un funzionamento banale. Chi gioca lo sa bene. Bisogna prestare attenzione al due dinamiche ben distinte:

  • la completa corrispondenza tra i numeri grattati e quelli scritti nel retro della schedina di gioco;
  • controllare che il tagliando acquistato non faccia parte di un lotto scaduto.

Il biglietto acquistato non ha un termine ultimo per essere giocato. Lo acquisisce solo periodicamente quando l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli decreta la cessazione di una specifica lotteria. A quel punto la sabbia dalla clessidra comincia a scendere per contare 45 giorni, prima che la schedina vincente diventi carta straccia.

La mappa dei pagamenti

A seconda di quanto si vince cambia la modalità di incasso:

Fascia di vincita Premio Come si riscuote
Bassa Fino a 500 euro In contanti, presso qualsiasi punto vendita autorizzato
Media Da 501 euro a 10.000 euro Prenotazione in ricevitoria e accredito via bonifico o assegno
Alta Più di 10.000 euro Richiesta diretta all’Ufficio premi di Roma o tramite filiale Intesa Sanpaolo

L’importo reale del premio al di sopra dei 500 euro è soggetto a una trattenuta del 20%, in attuazione della Legge n. 160 del 2019. Un errore comune è pensare che su 1.000 euro di vincita se ne incassino solo 800. In realtà, la trattenuta del 20% si applica unicamente sui 500 euro eccedenti la franchigia, portando il netto da riscuotere a 900 euro. Mentre le vincite fino a 500 euro rimangono del tutto esenti da prelievo.

Quanto guadagna il tabaccaio

Il profitto del tabaccaio è definito da margini netti e percentuali fisse fisse stabilite dallo Stato.

Sulla vendita di ciascun biglietto, la ricevitoria percepisce un rientro fisso (aggio) dell’8% sul valore di copertina. Si tratta di un ricavo esente da Iva che varia in modo proporzionale al costo del tagliando:

Costo biglietto Aggio per il tabaccaio
2 euro 0,16 euro
5 euro 0,40 euro
10 euro 0,80 euro
25 euro 2 euro

Se in una tabaccheria è stato acquistato un biglietto che nascondeva un premio milionario non accade nulla sul piano provvigionale. Il rivenditore non percepisce alcuna percentuale sui premi, né riceve alcun bonus per la liquidazione del premio.

L’unico reale ritorno per il tabaccaio è d’immagine: la notizia di un Gratta e Vinci fortunato attira un maggior flusso di clienti, trasformando la visibilità locale nell’unica vera leva di profitto indiretto.

Quanto si vince davvero

La grande verità nascosta dietro i biglietti fortunati, però, è che si vince poco rispetto al giro di soldi che movimentano. Fanno leva sulla speranza negativa dei giocatori. In fondo, provare a vincere anche una piccola somma con un basso investimento di tempo e di denaro sembra valerne la candela.

Ma il sistema è truccato in partenza: il banco sa già quali e quante sono le schedine vincenti e ha già guadagnato di più, anche qualora venissero vendute tutte quante e si erogassero tutti i premi. E la probabilità che si grattino solo quelle fortunate è troppo bassa per poter essere considerata un fattore di rischio.

Autore articolo: emanuelacolatosti