I diplomi di conservatori e accademie diventano lauree a tutti gli effetti in Italia

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Da oggi chiunque si diplomerà in conservatorio o in un’accademia di belle arti non otterrà più un “diploma accademico”, ma una laurea. Lo ha annunciato il Ministero dell’Università e della Ricerca, chiudendo una distinzione che per anni ha creato più di un grattacapo a chi, uscito da un percorso AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica), doveva spiegare che il proprio titolo valeva quanto una laurea, anche se sulla carta non lo era affatto.

Cosa cambia per gli studenti AFAM

Il provvedimento riguarda tutte le istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica: conservatori, accademie di belle arti, Istituti Superiori per le Industrie Artistiche (ISIA) e accademie nazionali di danza e arte drammatica. I percorsi di studio rimangono immutati (trienni, bienni specialistici, crediti formativi sul modello europeo) a cambiare è la denominazione del titolo finale, che d’ora in poi sarà “laurea” a ogni effetto. Il ministro dell’Università Anna Maria Bernini ha dato l’annuncio nella giornata del 30 giugno, durante un incontro con presidenti, direttori e rappresentanti degli studenti delle istituzioni coinvolte. Queste le dichiarazioni del ministro:

Questo intervento rappresenta un passaggio storico con il quale superiamo una distinzione che nel tempo è risultata sempre meno coerente con la qualità dell’offerta formativa delle nostre Accademie, dei Conservatori, degli ISIA, delle Accademie Nazionali di Danza e di Arte Drammatica e di tutte le istituzioni AFAM. I loro percorsi hanno da anni caratteristiche pienamente universitarie, elevati standard qualitativi e un riconoscimento internazionale consolidato. Con la scelta di utilizzare la denominazione di ‘laurea’ si restituisce chiarezza ai nostri studenti, si rafforza la leggibilità dei titoli anche all’estero e si valorizza un patrimonio straordinario di creatività, ricerca, innovazione e cultura. L’arte, la musica, il design, il restauro, il teatro, la danza e tutte le discipline dell’AFAM rappresentano uno dei pilastri del Made in Italy e della nostra proiezione internazionale”

Perché il cambio di nome non è solo simbolico

Gli specialisti del settore lo ripetono da tempo, la parola “diploma”, soprattutto all’estero, genera equivoci. Un curriculum che negli altri Paesi europei viene letto come laurea, in Italia rischiava di essere scambiato per un titolo di scuola secondaria. Bernini lo mette nero su bianco, perché la scelta di adottare la dicitura “laurea” serve a restituire chiarezza agli studenti e a rafforzare la leggibilità dei titoli sui mercati internazionali.
Il tempismo, va detto, non è casuale. Lo stesso giorno dell’annuncio la Corte dei Conti ha approvato la relazione sul sistema AFAM, descrivendo un quadro in miglioramento: investimenti in crescita e statizzazione completata per 22 istituzioni. Il Ministero ha colto l’occasione per ricordare anche gli altri fronti aperti, quali edilizia, internazionalizzazione e diritto allo studio, e i 100 milioni di euro aggiuntivi stanziati per i dottorati di ricerca nel comparto.

Fonte: mur.gov.it

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Autore articolo: Marco Crisciotti