Il canto degli uccelli allevia lo stress: bastano anche solo 10 minuti di cinguettii per essere più rilassati

Dieci minuti di cinguettii, una sedia da campeggio e davanti soltanto edifici, strade e cemento. È bastato questo perché 106 studenti della North Carolina State University riferissero meno stress e più emozioni positive. La piazza non ha smesso di essere grigia, però per qualche minuto è diventata meno pesante.
Nel piccolo bosco restaurato dello stesso campus l’effetto è stato ancora più forte. Lo studio pubblicato su Environmental Conservation ha infatti separato due elementi che di solito arrivano insieme: il paesaggio naturale e i suoi suoni. Da una parte alberi oppure cemento; nelle cuffie, cinguettii oppure traffico. E il risultato è stato piuttosto netto: gli uccelli aiutavano anche nella piazza, ma tra gli alberi lavoravano meglio.
Una palude della Florida contro il traffico di Parigi
L’esperimento aveva una scenografia piuttosto essenziale: una sedia da campeggio, cuffie antirumore e quattro combinazioni. Ogni studente ha ascoltato il canto degli uccelli e il rumore delle automobili sia nel bosco sia davanti agli edifici. L’ordine cambiava di volta in volta, così da distinguere l’effetto del paesaggio da quello dei suoni.
Le registrazioni arrivavano da luoghi molto lontani. I cinguettii erano stati raccolti in una zona umida della Florida, tra richiami di scriccioli, picchi, martin pescatori e altre specie. Il traffico proveniva invece da un incrocio di Créteil, nell’area metropolitana di Parigi. Dopo cinque minuti di silenzio partivano dieci minuti di ascolto, a un volume simile a quello di una normale conversazione.
Al termine di ogni prova, gli studenti indicavano quanto si sentissero stressati, quali emozioni provassero e quanto l’esperienza li avesse aiutati a recuperare energie mentali. Si trattava di valutazioni riferite direttamente dai partecipanti, senza misurazioni del cortisolo o della frequenza cardiaca.
I risultati si sono disposti in maniera quasi fin troppo ordinata. Il bosco accompagnato dai cinguettii ha ottenuto meno stress, meno emozioni negative, più emozioni positive e la maggiore sensazione di recupero. Piazza urbana e traffico sono finiti dalla parte opposta. Le due combinazioni miste si sono piazzate nel mezzo.
Il canto degli uccelli ha migliorato stress e umore anche davanti al cemento, mentre il bosco ha continuato a offrire benefici persino con il traffico nelle cuffie. Per questi due aspetti, paesaggio e suono hanno avuto un peso simile. Quando gli studenti dovevano indicare quanto si sentissero mentalmente rigenerati, invece, gli alberi hanno contato di più. Evidentemente non erano lì soltanto per arredare lo sfondo.
Un piccolo bosco urbano ha già fatto la sua parte
Il luogo scelto per l’esperimento rende il risultato particolarmente interessante. Il Rocky Branch non è una foresta antica né un’area naturale lontana dalla città. È una fascia di bosco lungo un corso d’acqua restaurato tra il 2002 e il 2006, dentro un campus universitario attraversato ogni giorno da studenti, strade e attività.
Intorno alla postazione, la copertura degli alberi superava il 70% e, guardando davanti a sé, i partecipanti non vedevano edifici. È bastata questa porzione di verde relativamente giovane per produrre gli effetti associati spesso a esperienze naturali molto più difficili da raggiungere.
Il risultato parla direttamente alle città, dove trovare spazio per un nuovo parco può diventare complicato quasi quanto trovare parcheggio il sabato pomeriggio. Recuperare un torrente, piantare alberi, proteggere gli uccelli e sistemare una panchina nel punto giusto può creare una pausa concreta anche dentro quartieri molto costruiti.
Secondo gli autori, i suoni naturali possono inoltre attenuare gli effetti più sgradevoli degli spazi grigi, soprattutto dove una trasformazione completa richiederebbe più tempo e denaro. Far uscire cinguettii da un altoparlante, certo, non trasforma una piazza in un bosco. Può renderla meno pesante. Il verde continua a offrire qualcosa che una registrazione da sola non riesce a riprodurre.
Dieci minuti, senza escursioni né binocoli
Il campione comprendeva 106 volontari, con un’età media di circa 22 anni, iscritti ai corsi del College of Natural Resources della stessa università. È stata utilizzata una sola registrazione di cinguettii e una sola traccia di traffico. Altri studi dovranno verificare l’effetto su persone di età e provenienze diverse, con altri paesaggi sonori e tempi di ascolto differenti.
La buona notizia, però, arriva prima delle cautele e rimane piuttosto semplice: per ottenere un piccolo sollievo non sono serviti un’escursione, un’attrezzatura particolare o ore libere. Sono bastati dieci minuti, qualche albero e il suono degli uccelli. Anche quando intorno c’era il cemento, i cinguettii hanno alleggerito lo stress. Certo, nel bosco hanno funzionato meglio, anche se gli altoparlanti possono dare una mano; lasciare agli uccelli un posto vero da cui cantare continua a essere la soluzione più completa.
Fonte: Environmental Conservation
