Il Kazakistan annuncia una riserva statale di criptovalute


Il Kazakistan si sta preparando a compiere un passo importante verso la piena integrazione degli asset digitali nella propria strategia economica. La Banca Nazionale del Kazakistan ha infatti annunciato la creazione di una riserva statale in criptovalute: è una decisione che consolida il ruolo del paese nell’ecosistema cripto globale — e non più solo come hub del mining.
Una riserva criptovalute per rafforzare le finanze statali
L’iniziativa, resa nota dal presidente della Banca Nazionale del Kazakistan Timur Suleimenov, prevede la costituzione di una riserva pubblica di criptovalute attraverso una società specializzata nel settore e controllata dal governo. Questa nuova entità sarà incaricata di gestire, custodire e far crescere la riserva secondo pratiche internazionali, con bilanci trasparenti, audit regolari e un modello di gestione centralizzato per garantire sicurezza e solidità operativa.
La riserva verrà inizialmente alimentata da due fonti principali: criptovalute confiscate in procedimenti penali e asset digitali generati dalle attività di mining statale. È una mossa che rientra in un più ampio sforzo del governo kazako per regolare il settore cripto e trarne beneficio, dopo anni in cui il mining ha proliferato con scarsa supervisione. Le autorità, infatti, sono già intervenute nel 2022 per chiudere attività di mining illegali, sequestrando attrezzature per un valore vicino ai 200 milioni di dollari, e poi nel 2023 con l’introduzione di un sistema di licenze obbligatorie per i miner.
Il Kazakistan: un gigante del mining
Il Kazakistan gioca un ruolo importante nell’ecosistema globale di Bitcoin: detiene infatti circa il 13% dell’hashrate mondiale, ovvero della potenza computazionale complessiva impiegata per “estrarre” Bitcoin. L’hashrate è un indicatore fondamentale nel mondo del mining, perché riflette la quantità di calcoli crittografici effettuati ogni secondo per validare le transazioni e creare nuovi blocchi sulla blockchain. Un hashrate elevato implica un’infrastruttura di mining solida e competitiva, che nel caso del Kazakistan è alimentata da una combinazione di energia a basso costo e politiche industriali favorevoli.
Verso una nuova politica economica
Suleimenov ritiene che una gestione centralizzata offra gli strumenti necessari per proteggere gli asset pubblici anche da attacchi informatici o improvvisi crolli di mercato. Il presidente della Banca Nazionale ha sottolineato che il framework normativo è attualmente in fase di sviluppo in collaborazione con i ministeri competenti e le forze dell’ordine. Non è ancora stata comunicata una data ufficiale di lancio né la dimensione iniziale della riserva, ma il segnale è forte: il Kazakistan vuole essere protagonista nella nuova economia digitale, unendosi a tutti gli altri paesi che stanno considerando strategie simili, primi fra tutti gli Stati Uniti.
Fonti: Theblock.co, Cointelegraph.com, Bitcoinmagazine.com, Qazinform.com
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