Il Libano dice addio alla pena di morte: svolta storica per i diritti umani

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C’è una linea sottile tra non eseguire più una condanna a morte e cancellare quella possibilità dalla legge. Il Libano ha appena deciso di attraversarla. Proprio in queste ore, infatti, il Parlamento libanese ha approvato una legge che abolisce la pena di morte per tutti i reati, sostituendola con l’ergastolo con lavori forzati.

Un passaggio storico per un Paese nel quale l’ultima esecuzione risale ormai a più di vent’anni fa, ma dove decine di persone continuavano formalmente a vivere nel braccio della morte. La norma non è ancora entrata in vigore: dovrà essere trasmessa al Presidente per la firma definitiva e quindi pubblicata nella Gazzetta ufficiale.

Una volta completato questo iter, il Libano è destinato a diventare il 114esimo Paese al mondo ad aver abolito la pena capitale per ogni reato, secondo Amnesty International.

La giustizia deve fondarsi sui diritti umani, non su una punizione irreversibile e crudele, dichiara Heba Morayef, direttrice regionale dell’organizzazione per il Medio Oriente e il Nord Africa, che ha sottolineato come il voto trasformi quello che fino a ieri era sostanzialmente un lungo stop alle esecuzioni in una protezione giuridica stabile del diritto alla vita.

Una frase che racchiude il significato politico e simbolico di questa decisione, dal momento che il Libano non eseguiva una condanna capitale dal 17 gennaio 2004, ma la pena di morte continuava a esistere nell’ordinamento. E, secondo i dati della Direzione delle carceri del ministero della Giustizia citati da Amnesty, alla fine di gennaio 2026 erano ancora 85 le persone nel braccio della morte.

Più di vent’anni senza esecuzioni

In Libano, per oltre due decenni nessuna persona è stata sottoposta a pena di morte, eppure una sentenza capitale poteva ancora essere pronunciata. Un fragile equilibrio, quindi, che dipendeva in tutto dalla prassi delle autorità, non da un diritto garantito. Ora, con la nuova legge e una volta completato l’iter, questo scenario cambierà radicalmente.

Alle spalle di questo voto ci sono anni di mobilitazione della società civile libanese e internazionale e il lavoro di organizzazioni come la Lebanese Association for Civil Rights (LACR), la National Campaign for the Abolition of the Death Penalty in Lebanon e la Association Justice and Mercy (AJEM).

L’iter parlamentare era cominciato formalmente il 7 ottobre 2025, quando sette deputati avevano presentato il progetto di legge alla Commissione parlamentare per i diritti umani. Il governo aveva espresso parere favorevole il 20 novembre 2025. Il testo era poi passato dalla Commissione per i diritti umani il 23 febbraio 2026, dalla Commissione Giustizia il 2 giugno e dalla Commissione congiunta il 9 luglio, prima dell’approvazione definitiva in aula l’11 agosto 2026.

Ora manca un altro tassello: Amnesty chiede a Beirut di ratificare il Secondo Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti civili e politici, il trattato delle Nazioni Unite finalizzato proprio all’abolizione della pena di morte. È questo il passaggio che renderebbe l’impegno libanese ancora più solido anche sul piano del diritto internazionale.

Intanto, il Libano si inserisce in una tendenza che, pur tra enormi contraddizioni e battute d’arresto, vede sempre più Stati allontanarsi dalla pena di morte.

Secondo i dati diffusi da Amnesty International, 145 Paesi nel mondo sono ormai abolizionisti per legge o nella pratica, mentre 54 continuano a mantenere la pena capitale nei propri ordinamenti. Se la legge appena approvata completerà l’iter previsto, il Libano entrerà ufficialmente tra gli Stati che l’hanno cancellata per tutti i reati.

Non cancellerà gli errori giudiziari del passato e non risolverà da sola le fragilità del sistema di giustizia libanese. Ma dopo più di vent’anni in cui le esecuzioni erano sospese senza che la pena capitale fosse davvero scomparsa, quello votato dal Parlamento è un passaggio che trasforma una scelta di fatto in un diritto.

Fonte: ONU

Autore articolo: Germana Carillo