Il lungo viaggio della tartaruga Ulisse verso la libertà: torna in mare dopo essere rimasta intrappolata in una rete a strascico

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Un lungo viaggio verso la libertà ha trovato il suo lieto fine alle prime luci dell’alba sulle sponde adriatiche. La tartaruga marina Ulisse, un maestoso maschio adulto di quasi 50 chilogrammi, ha ripreso il largo nelle acque di Baia Flaminia a Pesaro. La storia dell’animale ha rischiato di trasformarsi in tragedia quando l’esemplare è finito accidentalmente intrappolato in una rete a strascico durante una battuta di pesca al largo di Cesenatico. Per fortuna, le procedure di soccorso si sono attivate tempestivamente, permettendo al rettile di essere preso in custodia dai biologi per ricevere l’assistenza medica necessaria.

L’esemplare è stato celermente trasferito presso il Centro di Recupero Tartarughe Marine di Riccione, una struttura specializzata gestita dalla Fondazione Cetacea, dove attualmente si trovano ricoverati circa una quindicina di altri esemplari. Presso il polo romagnolo, la tartaruga marina è stata sottoposta a un delicato percorso di riabilitazione durato quasi due mesi, indispensabile per superare i traumi riportati durante la cattura in mare. La permanenza e le terapie sanitarie hanno comportato una spesa media di circa mille euro, coperta grazie al sostegno economico offerto dall’azienda La Saponaria.

La campagna di crowdfunding e il rilascio a Baia Flaminia

L’intervento economico del brand si inserisce all’interno di Non siamo isole, una campagna di crowdfunding selezionata dall’iniziativa Percorsi condivisi di RivieraBanca. L’obiettivo della raccolta fondi, attiva sulla piattaforma IdeaGinger, punta a raggiungere ventimila euro per garantire le cure invernali ad almeno venti esemplari in difficoltà. L’emozionante momento del rilascio in mare è scattato alle 5:45 del mattino grazie alla preziosa collaborazione dei volontari della Fondazione Cetacea, da settimane attivi lungo il litorale pesarese anche per monitorare le tracce di nidificazione delle tartarughe.

All’evento di liberazione hanno fornito supporto logistico e accoglienza anche le equipe del Bagno Joe Amarena e del bar Da Ani, che hanno ospitato gli operatori e i cittadini presenti. Con la spinta delle pinne e l’aiuto dei soccorritori, Ulisse ha ripreso la via del largo nell’Adriatico, lasciandosi alle spalle due mesi di ricovero e restituendo speranza alla tutela della fauna marina locale.

Autore articolo: Rebecca Manzi