Il Maxi resort di Bill Gates a Ostuni non s’ha da fare: anche la Regione Puglia fa ricorso e blocca il progetto

Una delle aree costiere più suggestive e intatte del litorale pugliese diventa il teatro di un accesissimo scontro tra grandi capitali internazionali e tutela del paesaggio. Il progetto per la costruzione del Four Seasons Costa Merlata, un resort ultra-lusso da circa 100 milioni di euro promosso dalla catena alberghiera di cui Bill Gates è azionista di maggioranza tramite la sua holding Cascade Investment, ha subito una pesante battuta d’arresto.
La Regione Puglia, guidata dal presidente Antonio Decaro, ha deliberato di costituirsi in giudizio ad adiuvandum davanti al Tar di Lecce, schierandosi apertamente al fianco delle associazioni ecologiste che hanno impugnato l’autorizzazione. Il ricorso amministrativo è stato promosso da un fronte compatto composto da Legambiente, Italia Nostra, Geos Ostuni e dal Libero comitato per la salvaguardia dell’habitat naturale della fascia costiera di Ostuni.
Al centro dell’impostazione difensiva della Regione risiede la contestazione dell’utilizzo improprio dell’autorizzazione unica prevista dalla disciplina della Zona Economica Speciale (Zes), introdotta dal Decreto Legge 124 del 2023. Secondo i legali regionali, gli sviluppatori avrebbero impiegato la corsia preferenziale della Zes per presentare una semplice variante urbanistica al piano di lottizzazione comunale senza allegare un piano economico coerente, con l’effetto di esautorare le competenze degli enti locali e mettere a rischio l’equilibrio del territorio.
Il ruolo delle società e la sospensione del Governo
Il piano d’investimento coinvolge il gruppo immobiliare israeliano Omnam Investment Group insieme alla società Merletto srl, proprietaria dal 2020 dei terreni situati in contrada Mogale. L’insediamento turistico prevede l’edificazione di 49 corpi di fabbrica distribuiti su un’area incontaminata di ben 9 ettari a ridosso del mare, includendo 150 tra camere e suite, ristoranti, spa, piscine e un impianto di beach club. Un’opera che, secondo il parere espresso dalla competente Soprintendenza, causerebbe una compromissione irreversibile dell’assetto morfologico e dell’identità rurale della zona.
Il caso ha valicato i confini locali arrivando sui banchi del Parlamento attraverso un’interrogazione promossa dal deputato Angelo Bonelli, il quale ha preteso l’immediata revoca dei titoli autorizzativi concessi. A fare il punto sullo stato dell’iter istituzionale è intervenuto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri con delega al Sud, Luigi Sbarra, dichiarando che l’intero procedimento per la struttura è attualmente sospeso in attesa della Valutazione di Impatto Ambientale (Via).
La parola passa ora ai giudici amministrativi e agli organi regionali competenti per la verifica di compatibilità ecologica, chiamati a stabilire se la costa pugliese debba cedere il passo alla ricettività d’élite o preservare il proprio patrimonio naturale. La speranza, ovviamente, è che il buon senso e il rispetto per l’ambiente e per le bellezze paesaggistiche pugliesi prevalga.
