Il mega concerto di Ultimo a Roma diventa un case study dell’Università Tor Vergata (e non di antropologia o scienze sociali)

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La musica pop che si trasforma in fisica applicata e l’arena di un mega-live che diventa un laboratorio a cielo aperto. Il concerto-evento Ultimo 2026 – La favola per sempre, in programma il prossimo 4 luglio, ha già stracciato ogni record commerciale polverizzando 250mila biglietti in appena tre ore di prevendita.

Ora, però, la data romana rompe gli schemi tradizionali della discografia: il rettore dell’Università di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron, ha ufficializzato la trasformazione del live in un progetto di ricerca scientifica senza precedenti. Nei 15 ettari del campus, la produzione culturale incontrerà l’avanguardia tecnologica, offrendo una connessione diretta tra l’accademia e i grandi eventi.

La mappa dei decibel tra ingegneria e spettacolo

Il primo asse della ricerca, coordinato dai docenti del dipartimento di Ingegneria Elettronica Marco Re e Mauro De Sanctis, si focalizzerà sull’impatto acustico ambientale. Il palco dello show sarà una cattedrale tecnologica allestita da Agorà, dotata di oltre 1.500 punti luce e di un impianto sonoro monumentale.

Gli studenti analizzeranno dettagliatamente come le onde sonore si propagano in uno spazio aperto privo di barriere naturali. Il monitoraggio si concentrerà in particolare sulle emissioni laterali e posteriori alla struttura scenica, registrando la fluttuazione dei decibel per comprendere scientificamente la dispersione dell’energia sonora generata da impianti di questa magnitudo.

Lo stress test delle reti per 250mila smartphone connessi

Il secondo filone d’indagine si sposta sul terreno delle telecomunicazioni digitali. Con un’affluenza stimata di un quarto di milione di spettatori, l’ateneo capitolino si muterà temporaneamente in un cluster ad altissima densità digitale. Il team di ricerca effettuerà misurazioni passive in loco per valutare in tempo reale il comportamento della rete mobile sotto sforzo. L’obiettivo è raccogliere dati unici su come le celle telefoniche e i ripetitori locali gestiscono il sovraccarico generato da decine di migliaia di dispositivi che inviano simultaneamente flussi video, fotografie e dirette streaming dallo stesso perimetro ristretto.

Dai libri al backstage con Vivo Concerti

La terza colonna del progetto abbandona la teoria per tradursi in opportunità professionale. Un gruppo selezionato di studenti dell’ateneo romano entrerà fisicamente nei ranghi di Vivo Concerti, la società organizzatrice dell’evento. Attraverso internship extracurricolari e tirocini formativi sul campo, i ragazzi lavoreranno nei vari reparti operativi, scoprendo la complessa macchina logistica che governa un live internazionale.

Quando un concerto incontra l’università

Una sinergia totale che trasforma il delirio collettivo per un idolo pop nella più grande esercitazione sul campo mai realizzata per i professionisti dello spettacolo del futuro. È un’operazione che finalmente rompe la retorica dell’università come torre d’avorio, costringendo la teoria a confrontarsi con la realtà affascinante di un palco da 250mila persone. Un laboratorio senza precedenti, così come il concerto di Ultimo.

Fonte: Università di Roma Tor Vergata

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Autore articolo: Rebecca Manzi