Il mito di Haaland scivola sul “souvenir” post-Mondiali: un procione imbalsamato da 750 dollari (che lancia un pessimo messaggio)

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I Mondiali 2026 hanno definitivamente consacrato Erling Haaland come una delle icone pop più influenti del pianeta, capace di oscurare giganti storici del calcio mondiale. Nonostante la sua nazionale sia stata eliminata ai quarti di finale dall’Inghilterra per 2-1 al termine di un match infuocato dalle polemiche sul Var, il gigante del Manchester City ha letteralmente dominato la scena mediatica, guadagnando oltre venti milioni di nuovi follower su Instagram e scalando persino le classifiche musicali grazie al remix di un brano rap scritto in gioventù.

Il souvenir agghiacciante

Eppure, non appena i riflettori degli stadi americani si sono spenti, il centravanti norvegese è riuscito a far parlare di sé per un gesto che ha sollevato un’ondata globale di sdegno e perplessità: il suo sbarco all’aeroporto di Oslo stringendo tra le braccia un vistoso procione impagliato che beve whisky.

Il controverso cimelio, ribattezzato Whiskey Raccoon, è stato acquistato in forma strettamente privata a Dallas presso il celebre negozio Wild Bill’s Western Store. La titolare dell’attività, Julie Newport, ha svelato i dettagli dello shopping di Erling Haaland, spiegando che l’atleta non solo ha sborsato 750 dollari per il procione, ma ha anche comprato una coppia di scoiattoli imbalsamati nell’atto di bere birra che è andata ad arricchire una “collezione” alquanto macabra mostrata successivamente sulle sue storie Instagram.

Se dal punto di vista commerciale l’effetto è stato dirompente – con l’e-commerce della boutique texana intasato da oltre duemila ordini immediati da tutto il mondo – sul piano dell’etica e del buongusto l’iniziativa si è rivelata una pessima caduta di stile. Esibire animali morti e trattati come feticci da salotto, promuovendo persino un sondaggio social tra i nomi “Tex”, “Cowboy”, “Ranger” o “R.O.W.” per battezzare il trofeo, rappresenta un pesante passo indietro che alimenta un mercato anacronistico e spietato.

Haaland procione

@erling/Instagram

Cuore di bue e latte crudo: l’ossessione alimentare estrema

Le stravaganze di Erling Haaland non si limitano però ai souvenir di dubbio gusto portati a casa dal Texas. Il grande pubblico dei Mondiali è rimasto affascinato e al tempo stesso interdetto nello scoprire i dettagli della sua routine quotidiana e, in particolare, della sua impressionante dieta da 6000 calorie giornaliere.

Lontano dagli stereotipi del calciatore moderno che si affida a chef stellati e diete canoniche, il norvegese ha strutturato la propria alimentazione insieme al padre Alfie Haaland e a un nutrizionista dedicato, focalizzandosi esclusivamente su cibi ipercalorici e primordiali.

Il menù quotidiano del bomber si basa sul consumo massiccio di bistecche tomahawk, miele grezzo e uova, ma a sollevare le maggiori critiche sono l’abuso di latte crudo e, soprattutto, l’ossessione per le frattaglie bovine. Nel documentario intitolato Haaland: The Big Decision, l’attaccante ha rivendicato con orgoglio la scelta di nutrirsi regolarmente di cuore e fegato di mucca, alimenti insoliti che acquista personalmente presso una fattoria di fiducia nel Cheshire.

Sebbene la stella del calcio mondiale dichiari di voler consumare cibo nel modo più naturale possibile per trasformare il proprio fisico in una perfetta macchina da gol, la scelta di promuovere pubblicamente una dieta così sbilanciata verso il consumo estremo di carne e frattaglie, unita alla passione per la pelletteria western e la tassidermia, rischia di trasformare un idolo sportivo nel perfetto testimonial di un modello di consumo insostenibile.

Autore articolo: Rebecca Manzi