Illinois rinvia la tassa crypto dello 0,2% di sei mesi, in attesa del giudice

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Gli utenti di crypto in Illinois avranno sei mesi in più prima che scatti la nuova tassa sugli asset digitali. Il rinvio della tassa crypto in Illinois resta condizionato all’approvazione di un giudice.

Punti chiave

  • Illinois e i querelanti del settore crypto hanno presentato una mozione congiunta per rinviare la tassa dello 0,2% dal 1° gennaio al 1° luglio 2027.
  • L’accordo nasce dalla causa legale intentata da The Digital Chamber e dall’Illinois Blockchain Association, che contestano la costituzionalità della tassa.
  • Un giudice della Sangamon County Circuit Court deve ancora approvare il rinvio prima che diventi effettivo.
  • Il governatore JB Pritzker ha firmato il Digital Asset Tax Act a giugno, come parte del bilancio 2027 dell’Illinois, con una stima di incassi di circa 60 milioni di dollari l’anno successivo.
  • Nello stesso tribunale resta aperta una causa distinta, presentata il 9 settembre dalla Blockchain Association e dal Crypto Council for Innovation.

Rinvio della tassa crypto in Illinois: cosa prevede l’accordo in tribunale

Nulla cambia automaticamente: il rinvio esiste solo sulla carta finché un giudice non lo approva. Le autorità statali hanno depositato la mozione congiunta presso la Sangamon County Circuit Court, chiedendo di bloccare in via preliminare la tassa e di spostarne la data di efficacia a luglio 2027 invece che a gennaio.

La mozione congiunta chiede sei mesi in più

La richiesta è “stipulata”, il che significa che sia lo stato che i querelanti del settore chiedono lo stesso esito: nessuno dei due vuole che la tassa parta a gennaio. Il punto su cui non c’è accordo è se la tassa sia legale, e questa domanda resta aperta. The Digital Chamber ha annunciato l’intesa, attribuendo il merito della trattativa ai propri avvocati di Bellementis PLLC.

La data slitta dal 1° gennaio al 1° luglio 2027

Secondo il calendario proposto, la Digital Asset Tax non entrerebbe in vigore prima del 1° luglio 2027. Questo dà all’Illinois Department of Revenue, agli exchange e ai querelanti più tempo per discutere le questioni costituzionali di fondo senza una scadenza imminente. Il rinvio separa di fatto la disputa sul calendario dalla battaglia legale più grande sulla tenuta della norma davanti a un giudice.

La causa che contesta la costituzionalità della tassa crypto in Illinois

Al centro del rinvio c’è una causa che sostiene che l’Illinois abbia riservato alle transazioni basate su blockchain un trattamento fiscale diverso rispetto ad attività finanziarie comparabili. È questa la teoria legale che guida tutto il resto della vicenda.

The Digital Chamber e Illinois Blockchain Association in tribunale

Nella causa presentata da The Digital Chamber e dall’Illinois Blockchain Association sono stati indicati come convenuti il direttore dell’Illinois Department of Revenue David Harris e il procuratore generale Kwame Raoul. Nel ricorso, The Digital Chamber ha sostenuto che lo stato impone un trattamento fiscale diverso ad attività finanziarie simili solo perché la proprietà è registrata o trasferita tramite tecnologia blockchain, chiedendo al tribunale di dichiarare la legge “nulla e inapplicabile”. Il gruppo ha anche sottolineato che la tassa colpisce gli utenti indipendentemente dal fatto che realizzino un guadagno finanziario effettivo.

La causa separata di Blockchain Association e Crypto Council for Innovation

Nella battaglia dell’Illinois sulla tassa crypto è coinvolta più di una causa: la Blockchain Association e il Crypto Council for Innovation hanno presentato un caso distinto nello stesso tribunale il 9 settembre, chiedendo di bloccare del tutto la tassa. In quel ricorso, i gruppi hanno sostenuto che le aziende associate stavano già spendendo milioni di dollari per costruire sistemi di conformità senza indicazioni chiare dallo stato, e che il settore avrebbe subito un danno irreparabile anche se le aziende avessero completato quel lavoro prima dell’entrata in vigore della tassa.

Cosa prevede il Digital Asset Tax Act e perché viene criticato

La legge è stretta nell’aliquota ma ampia nella portata: tassa l’attività di transazione, non il profitto d’investimento, e per questo i critici la definiscono insolitamente aggressiva. Pritzker ha firmato il Digital Asset Tax Act a giugno come parte del bilancio 2027 dell’Illinois.

Secondo la norma, un prelievo dello 0,2% si applica all’attività in crypto all’interno dello stato, inclusi acquisti, trasferimenti e l’accettazione di asset digitali per la custodia, con la riscossione affidata a broker di asset digitali come i principali exchange. Secondo la società di consulenza fiscale BDO, le aziende fuori stato che incassano più di 100.000 dollari all’anno da clienti dell’Illinois rientrano nell’obbligo, e i broker coinvolti devono registrarsi presso l’Illinois Department of Revenue, riscuotere il prelievo autonomamente e presentare rapporti mensili.

Secondo il Crypto Council for Innovation, questa tassa è la “più punitiva tra quelle sugli asset digitali” a livello nazionale, e i legislatori stimano che potrebbe generare circa 60 milioni di dollari nel 2027, se riuscirà a superare le contestazioni legali.

Le bozze delle regole attuative pubblicate dall’Illinois Department of Revenue aggiungono dettagli su come la tassa potrebbe applicarsi. Le stablecoin sarebbero trattate come asset digitali coperti, mentre gli NFT sarebbero esclusi. Un trasferimento dal wallet di un exchange a quello personale di un cliente potrebbe essere tassabile se l’exchange applica una commissione di trasferimento, mentre i trasferimenti diretti tra wallet senza un broker pagato verrebbero trattati diversamente. L’agenzia ha anche distinto tra le commissioni dei protocolli DeFi, che potrebbero far rientrare una piattaforma nella definizione di broker, e le commissioni di rete pagate a miner o validator, che invece non la farebbero rientrare. Le bozze sono aperte ai commenti pubblici fino al 30 ottobre e non sono ancora state depositate presso il Segretario di Stato.

Il contesto più ampio: Washington e gli oneri per il settore

Al di là dell’Illinois, questa vicenda conta perché è un caso di prova su quanto gli stati possano spingersi nel tassare l’attività in crypto, e perché i costi di conformità si accumulano già, indipendentemente dall’esito delle cause. I gruppi di settore sostengono che le aziende sono costrette a costruire infrastrutture di reporting per una tassa che potrebbe non superare una contestazione costituzionale, con poca chiarezza dai regolatori su come verranno gestiti casi come le commissioni DeFi o i trasferimenti tra wallet.

A livello federale esiste un’iniziativa simile per ridurre questa incertezza: la House Ways and Means Committee ha approvato il Digital Asset Tax Certainty Act, H.R. 10357, con un voto di 38-5 il 16 settembre. Tra le sue disposizioni, il testo eliminerebbe il calcolo di guadagni o perdite sulle commissioni di rete o transazione qualificate pari o inferiori a 10 dollari, a partire dal 2028, coprendo alcune commissioni di validazione, brokeraggio, trading e liquidità secondo restrizioni specifiche. Il provvedimento affronta anche prestiti in asset digitali, stablecoin, mining, staking, reporting dei broker e trattamento delle wash-sale, con il Joint Committee on Taxation che stima un’entrata federale netta di 500 milioni di dollari dall’anno fiscale 2027 al 2036. L’approvazione in commissione non rende legge il provvedimento: entrambe le camere del Congresso dovrebbero ancora approvare un testo identico prima che arrivi sulla scrivania del presidente.

Il contrasto è netto: mentre Washington si muove verso esenzioni fiscali più strette e prevedibili per le crypto, l’Illinois sta cercando di difendere in tribunale una tassa più ampia basata sulle transazioni. Come andrà a finire potrebbe determinare se altri stati seguiranno l’approccio dell’Illinois o se preferiranno evitarlo.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Autore articolo: Amelia Tomasicchio