In questo piccolo borgo della Puglia 250 batteristi hanno suonato in piazza all’unisono (anche una canzone di Checco Zalone)

Il piccolo comune foggiano di Ascoli Satriano è diventato improvvisamente l’epicentro della geografia musicale italiana ed europea. L’ideatore e direttore artistico dell’evento, il maestro Francesco Roccia, è riuscito nell’impresa di radunare ben 250 batterie per farle suonare contemporaneamente, dando vita alla straordinaria quinta edizione del Drum 100+150.
La manifestazione, strutturata come una tre-giorni musicale ad altissima intensità, ha letteralmente trasformato il volto del territorio, attirando migliaia di appassionati, semplici curiosi e musicisti professionisti giunti appositamente da ogni angolo del pianeta. Il primo cittadino del borgo della Capitanata, il sindaco Vincenzo Sarcone, ha espresso enorme entusiasmo per il tutto esaurito registrato da alberghi e strutture ricettive locali e per una kermesse che ha dimostrato nei fatti che l’offerta turistica e la valorizzazione del territorio possono e devono passare anche attraverso canali alternativi e moderni.
Piazza Agostinacchio diventa un palcoscenico di inclusione e grandi successi
Il fulcro pulsante dell’intera manifestazione si è concentrato in Piazza Agostinacchio, uno spazio urbano storico tramutato per l’occasione in un immenso e spettacolare set ritmico a cielo aperto. La scaletta presentata dai musicisti ha spaziato con disinvoltura tra generi ed epoche differenti, rielaborando in chiave puramente percussiva brani iconici della discografia nazionale: dalle canzoni dissacranti di Caparezza all’intramontabile poesia di Rino Gaetano, fino ad arrivare alle note ironiche di Angela, celebre pezzo firmato da Checco Zalone.
Al di là dell’impatto sonoro e della presenza di grandi icone della musica internazionale, il vero trionfo dell’evento risiede nella sua profonda anima sociale. Dietro ai piatti e ai rullanti non c’erano soltanto professionisti, ma una vera e propria comunità transgenerazionale composta da mamme, papà, nonni, studenti e bambini piccolissimi.
L’intuizione di Francesco Roccia ha permesso di abbattere ogni barriera architettonica e mentale, accogliendo tra le file dei musicisti anche numerose persone con disabilità. Il risultato finale è stato un enorme mosaico umano unito dalla passione per il ritmo, un’edizione storica che si prepara già a tornare in futuro con importanti innovazioni strutturali.
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