In Svizzera c’è una nuova altalena gigante con una vista da brividi a oltre 2.000 metri

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Tra i picchi frastagliati delle Alpi Vodesi, il panorama estivo sta cambiando volto. Sulla cima del Grand Chamossaire, nel cuore del comprensorio di Villars-Gryon-Diablerets, chi cerca l’ebbrezza di un’emozione forte oggi può provarla a 2.110 metri d’altitudine.

Una struttura metallica a forma di V domina infatti il crinale: è la nuova altalena gigante creata per regalare un balzo nel vuoto da 12 metri d’altezza. Bastano pochi secondi per ritrovarsi sospesi sulla valle, provando la sensazione di volare tra le vette.

Ma dietro questa scarica di adrenalina non c’è solo la voglia di divertire: la vera sfida è la sopravvivenza della montagna stessa. Con la neve sempre più scarsa e imprevedibile a causa del cambiamento climatico, l’attrazione nasce per dare alle stazioni sciistiche una nuova vita estiva, slegata dalle piste da sci.

L’altalena gigante sulle alpi svizzere

Provare l’esperienza dell’altalena gigante è semplice e accessibile a chiunque raggiunga la cima. L’ingresso è incluso per chi è già in possesso dello skipass o del biglietto per gli impianti di risalita della zona, rendendola un’attività integrata a tutti gli effetti nella visita del comprensorio.

La struttura può ospitare fino a tre persone contemporaneamente, ciascuna posizionata su una speciale seduta con manubrio e assicurata saldamente con un sistema di cinghie di sicurezza. Una volta pronti, entra in funzione un meccanismo di cavi e pulegge che solleva i partecipanti portandoli all’indietro fino a un’inclinazione quasi verticale, a novanta gradi rispetto alla piattaforma sottostante.

È in quel momento di sospensione a testa in giù che la tensione raggiunge il massimo, prima che lo sgancio improvviso lanci i passeggeri nel vuoto per un volo spettacolare sul panorama alpino.

Dettaglio altalena gigante in Svizzera
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Un dettaglio dell’altalena gigante in Svizzera

Vivere la montagna tutto l’anno

L’installazione sul Grand Chamossaire, nella Svizzera occidentale, non rappresenta soltanto una novità per gli amanti delle esperienze estreme, ma è il simbolo di una profonda trasformazione in atto nel turismo di alta montagna. Con l’incertezza legata all’innevamento stagionale e gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico, le stazioni sciistiche europee stanno cominciando a ridefinire le proprie priorità.

Sebbene le quote più alte continuino a registrare presenze consistenti durante i mesi freddi, la necessità di guardare al futuro ha spinto i gestori degli impianti a sviluppare offerte destinate a funzionare 365 giorni l’anno. L’obiettivo principale è valorizzare le infrastrutture esistenti anche durante le stagioni intermedie, svincolando l’economia locale dalla presenza del manto nevoso.

Creare motivi di richiamo nei mesi estivi significa garantire continuità occupazionale, sostenere il tessuto commerciale del territorio e proporre un modello d’accoglienza capace di intercettare le esigenze di un pubblico sempre più dinamico e diversificato. L’altalena risponde esattamente a questa esigenza, offrendo un motivo di richiamo costante che valorizza gli impianti di risalita già esistenti.

Per proteggere il territorio, inoltre, la struttura è stata posizionata volutamente in un’area già antropizzata e servita dalle funivie, lasciando intatti i settori più selvaggi della montagna per chi cerca il contatto con la natura, il trekking o le escursioni in mountain bike.

Autore articolo: elenausai10