Inaugurata la torre più alta della Sagrada Familia, droni disegnano il volto di Gaudì in cielo: ma l’opera quando sarà davvero finita?

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Il cielo di Barcellona si è trasformato in una tela luminosa per celebrare un traguardo storico, sospeso tra ingegneria futuristica e profonda devozione. In occasione del centenario della tragica scomparsa di Antoni Gaudí, investito da un tram nel 1926, Papa Leone XIV ha presieduto la solenne inaugurazione della Torre di Cristo della Sagrada Familia. All’evento hanno preso parte le massime autorità, tra cui il re Felipe VI, la regina Letizia Ortiz e il premier Pedro Sánchez.

L’omaggio con i droni a Gaudì

Al termine della benedizione, lo spazio aereo catalano è stato invaso da centinaia di droni che hanno disegnato il volto di Gaudí sulla collina di Montjuïc, proiettando anche la celebre massima: “Prima l’amore, poi la tecnica“. L’apparato scenografico ha integrato ventiquattro fasci di luce distribuiti sulla sommità della struttura, sorretta da un sistema a Led ad alta efficienza che ridurrà le emissioni di anidride carbonica di 845 chilogrammi all’anno.

La Sagrada Familia diventa la chiesa più alta del mondo

L’installazione del braccio superiore della croce in vetro e ceramica smaltata permette alla Torre di Gesù di raggiungere i 172,5 metri di altezza, una misura studiata al millimetro dal genio modernista per non superare i 173 metri della vicina collina naturale, poiché l’opera dell’uomo non doveva surclassare la natura.

Con questo innesto la Sagrada Familia scavalca ufficialmente il Duomo di Ulm in Germania e diventa la chiesa più alta del mondo. Questo record suggella il completamento delle sei torri centrali del transetto, che includono la guglia della Vergine Maria e le quattro dedicate agli evangelisti, decorate con le monumentali sculture dell’aquila, del leone, dell’angelo e del bue.

Il mito dell’opera finita e la realtà dei cantieri aperti

Se l’impatto visivo della silhouette cittadina regala un senso di totale compimento, la realtà strutturale della basilica racconta una storia diversa. Nonostante l’inaugurazione sfavillante, infatti, la Sagrada Familia non è affatto finita. L’opera, autofinanziata fin dal 1882 e priva di fondi pubblici, è completata soltanto al 70% per cento e il cantiere rimarrà aperto ancora a lungo.

Manca l’intera Facciata della Gloria su via Mallorca, destinata a diventare l’ingresso principale del tempio, di cui devono essere realizzati l’apparato scultoreo, quattro torri esterne e la decorazione interna della stessa Torre di Gesù. I progetti attuali prevedono inoltre la costruzione del chiostro adiacente, della cappella dell’Assunzione, della seconda sacrestia e di un collegamento sotterraneo diretto con la rete metropolitana cittadina.

Quando sarà finita la Sagrada Familia

Il vero ostacolo verso il traguardo definitivo, stimato ottimisticamente tra il 2036 e il 2037, è una pesante disputa urbanistica. Il disegno originario prevede la costruzione di una monumentale scalinata d’accesso e di un viale largo 60 metri, il cui sviluppo impone l’espropriazione e l’abbattimento di due isolati adiacenti.

Questo intervento comporterebbe lo sfratto forzato di circa mille famiglie residenti, che protestano da decenni negando la paternità gaudiniana di tale rampa. Il sindaco Jaume Collboni ha stabilito che la fondazione della basilica dovrà farsi carico di tutte le spese di ricollocamento degli abitanti, promettendo una delibera definitiva entro le elezioni comunali del 2027. Solo allora si capirà se il tempio, iniziato ben 144 anni fa, potrà scrivere la parola fine.

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Autore articolo: Rebecca Manzi