Inferno di fuoco in Val di Sole: maxi incendio distrugge abitazioni, un fienile e il tetto della chiesa di Vermiglio

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Un drammatico incendio ha sconvolto la comunità montana di Vermiglio un suggestivo borgo alpino dell’alta Val di Sole in Trentino nella notte di venerdì 3 luglio, trasformando il buio in un inferno di fuoco visibile a diversi chilometri di distanza. L’allarme alla centrale operativa è scattato poco dopo l’una, attivando una macchina dei soccorsi imponente.

Le fiamme hanno avuto origine, secondo le prime e provvisorie ricostruzioni, dall’area del sottotetto di un’abitazione sita nella frazione di Fraviano, propagandosi poi con estrema rapidità alle strutture adiacenti. Il fuoco è stato violentemente alimentato dalle ampie porzioni in legno dei tetti e delle pertinenze rurali, unite a condizioni meteorologiche favorevoli alla diffusione del rogo.

Il bilancio dei danni materiali è drammatico ed è stimato già in qualche milione di euro: l’incendio ha letteralmente divorato un fienile, tre case d’abitazione e un edificio rustico. La furia del rogo non ha risparmiato il patrimonio artistico e religioso del paese, andando a colpire direttamente la chiesa parrocchiale di Fraviano, di cui è stato completamente distrutto il tetto e gravemente danneggiata la copertura superiore del campanile. Le prime squadre di emergenza arrivate sul posto si sono trovate di fronte a un fronte di fuoco già esteso e generalizzato, che minacciava di coinvolgere l’intero perimetro dell’abitato storico.

Il maxi spiegamento dei soccorsi e il bilancio della Provincia

La gravità dello scenario ha richiesto una mobilitazione massiccia di personale e mezzi, coordinata dai vigili del fuoco di Vermiglio. Per dare manforte alle operazioni di spegnimento sono confluiti in valle oltre 200 operatori appartenenti a 16 corpi di vigili del fuoco volontari del distretto solandro, tra cui i contingenti di Malè, Mezzana, Pellizzano, Peio, Ossana, Livo e Dimaro, supportati in loco dalle squadre del corpo permanente di Trento. Il lavoro ininterrotto dei soccorritori si è concentrato prima sul contenimento del perimetro per impedire che il fuoco raggiungesse altre case attigue, e successivamente sulle lunghe e complesse operazioni di bonifica e smassamento dei detriti incandescenti.

Il monitoraggio politico e logistico dell’evento è stato seguito in tempo reale dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, rimasto in costante contatto con i vertici della Protezione civile del Trentino. Il governatore ha espresso la propria totale vicinanza alla cittadinanza colpita e ha formalmente ringraziato i tecnici e i volontari per lo straordinario senso del dovere dimostrato durante la notte. Fortunatamente, i soccorritori sanitari non hanno registrato feriti o intossicati tra i residenti, ma l’ordinanza di evacuazione delle strutture pericolanti ha lasciato quattro persone sfollate, per le quali l’amministrazione comunale si è già attivata al fine di garantire una tempestiva sistemazione.

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Autore articolo: Rebecca Manzi