Israele usa gas lacrimogeni contro i bambini che volevano andare a scuola in Cisgiordania

Mentre Giorgia Meloni annuncia la decisione di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele, la violenza dei coloni aumenta in tutta la Cisgiordania. Qui, dallo scoppio della guerra in Iran, soprattutto la regione meridionale di Masafer Yatta è diventata il punto caldo degli scontri tra coloni e delle demolizioni di case palestinesi. E di mezzo, ovviamente, ci vanno i bambini.
Nel primo giorno di ritorno in classe dopo oltre 40 giorni, alcuni bambini palestinesi si sono ritrovati davanti a filo spinato e agli accessi bloccati. È accaduto nel villaggio di Umm al-Khair, proprio nel sud della Cisgiordania occupata, una delle aree più fragili e contese del territorio palestinese.
Quel giorno, gli studenti avrebbero dovuto semplicemente tornare a scuola, dopo settimane di sospensione delle lezioni legate all’escalation militare. Ma hanno trovato una recinzione installata da coloni israeliani che impediva loro di raggiungere l’edificio scolastico. Così hanno deciso di sedersi a terra e protestare pacificamente, trasformando quello spazio in una classe improvvisata all’aperto insieme ad alcuni adulti del villaggio.
Ma secondo diversi testimoni, le forze israeliane sono intervenute per disperdere il gruppo utilizzando gas lacrimogeni. Nei video diffusi si vedono bambini che urlano e fuggono. “Ero seduta e hanno lanciato una granata, mi sono spaventata e sono scappata”, ha raccontato una bambina di 12 anni. “Ho iniziato a piangere, eravamo molto spaventati”.
L’esercito israeliano ha parlato di un “assembramento insolito” disperso senza feriti, senza però chiarire esplicitamente l’uso di gas contro i minori. Ma per chi vive a Masafer Yatta non si tratta di un episodio isolato: il blocco dell’accesso alla scuola, secondo le autorità locali, sarebbe stato imposto da coloni dell’insediamento vicino, nel contesto di una pressione crescente sul territorio.
Masafer Yatta è da tempo uno dei punti più critici della Cisgiordania, tra demolizioni di abitazioni, espansione degli insediamenti e violenze sempre più frequenti. Qui vivono circa 3 milioni di palestinesi insieme a oltre 500.000 coloni israeliani in insediamenti considerati illegali dal diritto internazionale, in un territorio occupato dal 1967.
Questa vicenda racconta molto più di un singolo episodio: racconta di bambine e di bambini che chiedono semplicemente di andare a scuola e si trovano davanti a ostacoli fisici e militari, in mezzo a un’infanzia segnata da paura e incertezza e dalla negazione di un diritto fondamentale, quello all’istruzione.
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