Italia, Guardiola rifiuta. Dai 20 milioni di euro di Pep a Pirlo: chi sarà il nuovo ct

L’Italia prova a riprendersi dopo l’ennesimo Mondiale saltato. Qualcosa si è mosso in casa Figc, dall’annuncio di Malagò all’arrivo di Paolo Maldini e del suo advisor Leonardo. Manca però un tassello chiave: il nuovo ct.
Al netto del fatto che l’intero movimento necessiterebbe di nuove regole, con una maggior tutela per i giovani talenti nostrani, è innegabile l’attesa spasmodica per la guida che siederà sulla panchina azzurra. La febbre Pep Guardiola si è diffusa da Nord a Sud ma, di fatto, quella pista è destinata a restare un sogno. Ecco perché l’ex City ha rifiutato e cosa potrebbe accadere ora.
Italia, il no di Guardiola
Pep Guardiola, pur ammettendo d’essere stato “molto tentato”, ha rinunciato alla guida dell’Italia per dedicarsi alla famiglia dopo l’addio anticipato al City. Si apre per lui una nuova fase della vita, più che della carriera.
Un freno a lungo atteso, sulla scia di quanto fatto da Klopp. Si rallenta quando si è al top perché si ha la sensazione di star perdendo qualcosa di molto importante. Maldini si era spinto fino a Barcellona per convincerlo, facendo leva sul rapporto personale e sulla totale autonomia gestionale del progetto.
Per quanto possa sorprendere, il nodo non era economico, come ha spiegato il dt: “Lo stipendio non è un ostacolo”. Ha poi rivelato d’aver “parlato anche con Ancelotti” prima di virare sul catalano. Sfumati i due grandi nomi internazionali, la corsa al ct si concentra ora sui seguenti profili:
- Andrea Pirlo (In pole);
- Roberto Mancini;
- Antonio Conte.
Guardiola e Ancelotti, le cifre dei big
Quanto costerà il nuovo corso? Secondo la Gazzetta dello Sport, Guardiola avrebbe chiesto circa 20 milioni di euro netti all’anno (forse comprensivi di parte dello staff. Il tutto nel pieno rispetto dei suoi standard, con 24 milioni di euro lordi a stagione al Manchester City e 320 milioni guadagnati complessivamente tra Barcellona, Bayern Monaco e Premier.
Al netto delle parole di Malagò e Maldini, si tratta di cifre semplicemente fuori portata per una federazione, soprattutto per una con le problematiche di quella italiana. Anche Carlo Ancelotti è di un altro pianeta. Alla guida del Brasile percepisce circa 10 milioni di euro l’anno ed è comunque sotto contratto, il che rende complicato ogni discorso.
Pirlo, Mancini e Conte: quanto guadagnano e cosa chiederebbero
Si cambia campionato e il quadro diventa più sostenibile. Andrea Pirlo, il favorito dopo Ancelotti e Guardiola, ha avuto ingaggi molto più contenuti nel proprio percorso da allenatore. Alla Juventus, ad esempio, si aggiravano intorno ai 2 milioni di euro.
Roberto Mancini, che conosce bene la Nazionale, percepiva circa 2 milioni netti all’anno quando l’ha portata alla sua ultima vittoria. È vero che ha poi firmato un contratto da oltre 20 milioni in Arabia Saudita, ma oggi accetterebbe con un drastico ridimensionamento.
Il più costoso tra gli italiani resta Antonio Conte, che con il Napoli ha percepito circa 9 milioni netti a stagione. Una cifra lontana dagli standard federali, che lo stesso allenatore sarebbe disposto a rivedere al ribasso (non di tantissimo), a fronte però di un progetto convincente.
