L’86% delle piattaforme fa ancora la gestione pagamenti multi-PSP a mano

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Quando una piattaforma digitale cresce, il numero di fornitori di pagamento cresce con lei. Più mercati, più metodi di pagamento locali, più tassi di accettazione da ottimizzare: ogni Payment Service Provider aggiunto risolve un problema e ne crea un altro, quello della riconciliazione. È in questo scenario che si inserisce Mangopay, infrastruttura di pagamento wallet-first pensata per piattaforme enterprise, che ha lanciato Echo, una soluzione pensata proprio per semplificare la gestione dei pagamenti multi-PSP centralizzando tutto ciò che accade dopo l’incasso.

Punti chiave

  • Mangopay ha lanciato Echo, una soluzione per centralizzare la gestione post-pagamento dei flussi multi-PSP.
  • Echo unifica riconciliazione, allocazione dei wallet, gestione degli split e dei payout in un unico punto di controllo.
  • Secondo una ricerca di Mangopay, l’86% delle piattaforme enterprise usa ancora la riconciliazione manuale.
  • Il 30% delle piattaforme indica una migliore visibilità sui flussi di denaro come miglioramento prioritario.
  • Andy Wiggan, Chief Product Officer di Mangopay, ha spiegato che Echo riduce i costi operativi legati alla gestione di più provider.

Mangopay lancia Echo per centralizzare la gestione dei pagamenti multi-PSP

Echo nasce per rispondere a un problema che riguarda quasi ogni piattaforma di grandi dimensioni: la frammentazione operativa generata dall‘uso simultaneo di più PSP. La soluzione permette alle aziende di riunire in un solo ambiente la riconciliazione dei pagamenti, l’allocazione dei wallet, la gestione degli split tra le parti coinvolte e l’esecuzione dei payout.

Le sfide dei flussi di pagamento multi-PSP

Le piattaforme lavorano con più PSP per coprire mercati diversi, offrire metodi di pagamento locali e migliorare i tassi di accettazione. È una strategia sensata sul piano commerciale, ma con l’aumento dei volumi di transazione il percorso successivo all’incasso diventa sempre più frammentato. Le informazioni finiscono disperse tra sistemi separati, report distinti e processi di settlement non collegati tra loro, rendendo difficile rispondere a una domanda apparentemente semplice: dove si trova il denaro in ogni momento.

Le caratteristiche principali della soluzione Echo

Echo interviene esattamente su questo punto. La soluzione Mangopay Echo consente alle piattaforme di mantenere i propri PSP per l’incasso dei pagamenti, ma affida a Mangopay la gestione di tutto ciò che accade dopo: riconciliazione centralizzata, allocazione dei wallet, calcolo degli split e disposizione dei payout, tutto in un’unica interfaccia operativa.

Come Echo trasforma il post-processing dei pagamenti senza toccare l’accettazione PSP

La differenza principale rispetto ai modelli tradizionali è che Echo non sostituisce i PSP esistenti, ma si inserisce subito dopo di loro. I fornitori continuano a processare gli incassi, mentre l’infrastruttura di Mangopay diventa il punto da cui la piattaforma gestisce il movimento successivo del denaro.

Le configurazioni PSP esistenti restano intatte

Per le piattaforme che hanno costruito nel tempo relazioni con più provider, questo aspetto è tutt’altro che secondario. Echo non richiede di rinunciare ai fornitori scelti per l’accettazione dei pagamenti: mantiene le configurazioni PSP già operative, evitando così di introdurre un ulteriore livello di complessità nel momento dell’adozione.

I movimenti di denaro post-pagamento si centralizzano

Ciò che cambia è la fase successiva. Attraverso Mangopay si stabilisce un registro unico e chiaro su dove si trovano i fondi, a chi appartengono e quando possono essere rilasciati sul conto dell’utente corretto. È qui che si concentra il valore della gestione payout centralizzata: un solo punto di verità per flussi che prima passavano attraverso sistemi paralleli.

I benefici operativi e l’impatto sul mercato di Echo

I dati citati da Mangopay aiutano a capire perché una soluzione come Echo trovi terreno fertile tra le piattaforme enterprise. Non si tratta di un problema marginale, ma di una prassi ancora largamente diffusa nel settore.

Il nodo della riconciliazione dei pagamenti

Secondo una ricerca recente condotta da Mangopay, l’86% delle piattaforme enterprise si affida ancora alla riconciliazione manuale dei pagamenti. Un dato che pesa, considerando i volumi di transazione con cui operano oggi molte piattaforme multi-mercato. Nella stessa ricerca, il 30% delle piattaforme ha indicato una maggiore visibilità sui flussi di denaro come il miglioramento capace di avere l’impatto più significativo sulle proprie operazioni di pagamento.

Questi due numeri, letti insieme, spiegano perché la riconciliazione multi-PSP resti uno dei punti più critici della gestione dei pagamenti per piattaforme enterprise: la scelta di lavorare con più fornitori migliora la copertura commerciale, ma senza uno strato di controllo comune finisce per generare più lavoro manuale e meno chiarezza sui flussi reali.

Meno costi e meno inefficienze operative

A motivare il lancio è proprio la volontà di intervenire su questo squilibrio. Andy Wiggan, Chief Product Officer di Mangopay, ha dichiarato: “Scaling platforms operate in a large and competitive landscape, with more providers to choose from as per their payments needs. Yet they pay for being spoiled for choice with operational costs and inefficiency. Each new payment provider means another reconciliation process, or another data structure that platforms need to adapt to. We built Echo to break that pattern and give platforms a flexible way to reduce operational costs from managing payment flows through multiple providers, while preserving their freedom to choose the providers that best support their business strategy”.

Il punto sollevato da Wiggan è centrale per capire perché Echo conta oltre il singolo annuncio di prodotto: ogni nuovo PSP aggiunto significa un nuovo processo di riconciliazione e una nuova struttura dati da integrare. È un costo che si accumula silenziosamente, spesso invisibile nei bilanci ma molto concreto nelle operazioni quotidiane dei team di pagamento.

Un cambiamento strategico nei modelli di pagamento delle piattaforme

Mangopay sostiene di supportare le piattaforme su queste sfide legate ai flussi multi-parte da oltre un decennio, e con Echo prosegue quella missione offrendo ora più flessibilità e controllo. Per l’intero settore delle piattaforme, il lancio segna uno spostamento da configurazioni di pagamento dipendenti dal singolo provider verso un modello più scalabile: i fornitori mantengono il proprio ruolo nell’accettazione dei pagamenti, mentre le piattaforme conservano il controllo su come il denaro si muove tra utenti, partner e la propria attività.

È una distinzione che vale la pena sottolineare per chi osserva l’evoluzione dell’infrastruttura di pagamento nell’economia delle piattaforme: non si tratta di scegliere un fornitore al posto di un altro, ma di separare la fase di accettazione da quella di gestione del denaro, lasciando alle piattaforme la libertà di scegliere i PSP più adatti alla propria strategia senza pagarne il prezzo in termini di frammentazione operativa.

FAQ

Che cos’è Mangopay Echo?

Echo è una soluzione che centralizza e gestisce in un unico ambiente i pagamenti processati da più PSP, occupandosi di riconciliazione, allocazione dei wallet, split e payout.

In che modo Echo migliora la gestione dei pagamenti multi-PSP?

Echo mantiene invariata l’accettazione dei pagamenti da parte dei PSP già in uso, ma centralizza attraverso l’infrastruttura di Mangopay la gestione dei movimenti di denaro successivi al pagamento.

Perché le piattaforme hanno bisogno di una soluzione come Echo?

Le piattaforme utilizzano più PSP per coprire diversi mercati e offrire metodi di pagamento locali, ma questo genera una riconciliazione frammentata e inefficienze operative.

Quali benefici operativi offre Echo?

Echo riduce i costi e le inefficienze operative offrendo un modo flessibile di gestire i flussi di pagamento attraverso più provider e migliorando la visibilità sui movimenti di denaro.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Autore articolo: Amelia Tomasicchio