La musica dal vivo e il jazz possono cambiare il gusto del vino: lo studio tutto italiano che rivoluziona la degustazione

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Un calice di vino rosso, le luci soffuse, un trio jazz che suona dal vivo. Non è soltanto un’immagine elegante da enoteca: secondo una nuova ricerca scientifica potrebbe essere una vera e propria formula capace di cambiare la percezione del gusto. A sostenerlo è uno studio condotto dall’Università di Pisa insieme al Cnr, pubblicato sulla rivista scientifica Foods, che ha analizzato il rapporto tra musica, emozioni e degustazione del vino. E il risultato è sorprendente: ascoltare musica durante un assaggio rende il vino più piacevole, intenso e coinvolgente, anche quando le melodie sono malinconiche.

Il test con il trio jazz e i vini italiani

La ricerca ha coinvolto circa 250 partecipanti durante cinque eventi pubblici chiamati 5 Wednesdays of Emotions. I volontari hanno degustato diversi vini italiani in tre condizioni differenti: nel silenzio, con musica jazz malinconica e con brani energici eseguiti dal vivo. Ogni partecipante ha poi compilato questionari dettagliati per descrivere il livello di gradimento del vino e le emozioni provate durante l’esperienza. Secondo i ricercatori, quasi il 70% delle persone ha percepito il vino come più buono in presenza della musica. Le composizioni più ritmate e positive hanno prodotto l’effetto maggiore, ma anche i brani nostalgici hanno aumentato il piacere della degustazione rispetto al silenzio totale.

Il cervello “riscrive” il sapore

Il punto centrale dello studio è che la musica non modifica realmente il vino, ma cambia il modo in cui il cervello interpreta ciò che stiamo bevendo. Gli studiosi parlano di percezione crossmodale, un meccanismo in cui i sensi collaborano tra loro costruendo un’unica esperienza emotiva. In pratica, il suono agisce come un potente “amplificatore emotivo”: una melodia coinvolgente può rendere un vino più morbido, piacevole o memorabile. Le emozioni inattese, definite nello studio come “sorpresa positiva”, aumentano il livello di soddisfazione percepita durante l’assaggio. Il professor Roberto Marangoni, tra gli autori della ricerca, ha spiegato che l’obiettivo era superare le classiche analisi tecniche legate a tannini, acidità o struttura, concentrandosi invece sulle sensazioni emotive generate dall’incontro tra vino e musica.

Dal marketing all’enoturismo: cosa può cambiare adesso

Le possibili applicazioni pratiche sono enormi. Secondo i ricercatori, scegliere con attenzione una colonna sonora potrebbe migliorare l’esperienza nei ristoranti, nelle cantine e negli eventi di enoturismo, influenzando perfino la percezione di vini meno conosciuti. Non si tratta neppure di un fenomeno limitato alla musica dal vivo. Un precedente studio della Heriot-Watt University di Edimburgo aveva già dimostrato che anche playlist registrate possono modificare la percezione del gusto fino al 60%. Oggi la scienza aggiunge un altro tassello: forse il vino non cambia davvero composizione, ma cambia il modo in cui lo viviamo. E a quanto pare, un buon jazz può trasformare un semplice sorso in un’esperienza molto più intensa.

Fonte: Foods / UNIPI

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Autore articolo: Rebecca Manzi