Lac Retba: così il Lago Rosa del Senegal ha ritrovato il suo colore (e il sale) grazie al lavoro di 100 volontari

Cento volontari hanno montato circa 600 metri di tubi, azionato le pompe e sorvegliato il sistema che ha sottratto l’acqua in eccesso al Lago Rosa del Senegal. A luglio 2026 il Lac Retba, una trentina di chilometri a nord-est di Dakar, è stato riaperto ufficialmente all’estrazione del sale. Sulla superficie è ricomparsa la tonalità rosata; sotto, i lavoratori sono tornati a raschiare il fondale con pale e secchi.
Quattro anni prima il lago aveva cambiato faccia nel giro di una stagione. Durante le gravi alluvioni dell’agosto 2022, le autorità avevano convogliato nel bacino parte delle acque piovane che stavano sommergendo i quartieri circostanti. Una scelta d’emergenza comprensibile, con una conseguenza pesantissima: l’acqua dolce aveva diluito la salinità, bloccato la formazione del sale e cancellato quasi del tutto il colore rosato che aveva reso il luogo famoso nel mondo. Alberghi, botteghe e attività di raccolta si erano fermati insieme al rosa.
Cento volontari e 35mila euro raccolti
Il recupero è cominciato dalle associazioni dei produttori di sale, dagli operatori turistici, dagli artigiani e dai commercianti della zona. Insieme hanno raccolto 23 milioni di franchi CFA, circa 35mila euro, utilizzati per affittare le pompe, comprare il carburante e costruire una condotta capace di accompagnare l’acqua verso il mare.
Poi sono arrivati i volontari. Circa cento persone hanno aiutato a installare, far funzionare e controllare l’impianto, secondo quanto raccontato da Ibrahima Mbaye, presidente di un’associazione locale impegnata nella tutela del lago. Le autorità hanno successivamente fornito una pompa più potente e l’elettricità necessaria ad alimentarla. Tubi, turni di sorveglianza e taniche di carburante: decisamente meno fotogenici del rosa, molto più utili.
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La rinascita del Lago Rosa porta più firme. L’Agenzia di sviluppo municipale del Senegal, attraverso il progetto pubblico PROGEP 2, ha invertito il sistema di pompaggio, deviando le acque verso il bacino di Mbao, e ottenuto la chiusura degli accessi aperti nel 2023. La Direzione per la prevenzione e la gestione delle alluvioni e il Genio militare hanno inoltre realizzato diversi bacini di contenimento a monte del lago. Un rapporto della Banca Mondiale attribuiva già nel 2025 il parziale ritorno del colore alla migliore gestione delle acque e alla deviazione dei flussi piovani.
Il rosa è tornato insieme alla salinità
Il colore del Lac Retba dipende soprattutto dalla presenza di Dunaliella salina, una microalga capace di vivere in ambienti estremamente salati. Quando salinità e temperature aumentano, i suoi pigmenti rossastri possono tingere l’acqua di rosa, con intensità diverse secondo la stagione, il sole e le condizioni del bacino.
Dopo l’ingresso di enormi quantità di acqua dolce nel 2022, l’equilibrio si era spezzato. La graduale eliminazione dell’acqua in eccesso ha permesso alla concentrazione salina di risalire e alla microalga di proliferare nuovamente. L’Università Cheikh Anta Diop di Dakar aveva confermato il ritorno della tonalità già nel settembre 2025, collegandolo alle condizioni tipiche della stagione secca. La riapertura del 2026 aggiunge il passaggio che mancava: il sale può essere raccolto e venduto di nuovo.
La differenza si misura soprattutto lontano dalle fotografie. Secondo le stime raccolte da Ibrahima Mbaye, intorno al lago lavoravano normalmente circa 3mila raccoglitori di sale, mentre altre 2mila persone dipendevano indirettamente da trasporto, commercio, artigianato e turismo. Dopo le alluvioni, molti avevano perso da un giorno all’altro la propria fonte di reddito. Gli alberghi avevano visto sparire gran parte dei visitatori e sulle rive erano rimasti cumuli di sale inutilizzabili, attrezzature ferme e botteghe vuote.
Le pompe hanno aiutato a rimediare al danno; la protezione duratura dipende da ciò che accadrà nel bacino circostante. L’area continua a urbanizzarsi e resta esposta a piogge intense e a un sistema di drenaggio ancora fragile. Nel Patto nazionale per la sicurezza idrica 2026-2030, il Senegal inserisce il Lago Rosa tra i primi siti prioritari per i piani di gestione delle alluvioni e segnala qui il primo piano di prevenzione del rischio. Servirà a evitare che il bacino torni a essere la soluzione più rapida per l’acqua piovana e il problema più lungo per chi ci vive.

