Lavoro, la classifica LinkedIn delle 10 città che crescono più di Milano e Roma

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La geografia delle opportunità professionali sta cambiando, rischiando di buttare giù dal podio Milano e Roma. Secondo la classifica LinkedIn “Città in Crescita 2026” alcune città medie risultano più dinamiche dei capoluoghi del Lazio e della Lombardia.

La graduatoria individua i territori dove stanno aumentando le assunzioni e, soprattutto, arrivano nuovi talenti pronti a trasferirsi.

Come è stata realizzata la classifica LinkedIn

L’indagine realizzata dal social network specializzato nelle connessioni professionali ha analizzato i dati della propria piattaforma utilizzando tre criteri:

  • la crescita delle assunzioni;
  • l’aumento della domanda di lavoro;
  • il trasferimento di nuovi professionisti in città.

La classifica esclude aprioristicamente Milano, Roma e altri grandi hub metropolitani. Si concentra, invece, sui città di dimensioni medie, dove il mercato del lavoro sembra stia accelerando più rapidamente.

Trento è la città italiana dove il lavoro cresce di più

Al primo posto c’è Trento, segnalata da LinkedIn come la città italiana con il maggiore slancio occupazionale. Il capoluogo trentino beneficia di un economia strutturata nei settori della ricerca, dell’innovazione e della tecnologia.

Bari guida la crescita del lavoro nel Mezzogiorno

Al secondo posto si piazza Bari, una delle sorprese della classifica.

Il capoluogo pugliese, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non trova il cuore del suo sviluppo come affermata meta turistica. Si sta piuttosto imponendo come polo emergente per quanto riguarda l’innovazione digitale, i servizi, la logistica e la tecnologia. Il risultato rappresenta un segnale importante per il Sud, caratterizzato da livelli occupazionali inferiori rispetto alle regioni del Nord.

Brescia e la forza dell’industria avanzata

Sul terzo gradino del podio c’è Brescia, città con una lunga tradizione industriale che negli ultimi anni ha saputo trasformarsi. Pur mantenendo una forte vocazione manifatturiera, si registrano investimenti verso l’automazione, cosa che richiama lavoratori ad alta competenza. Questo equilibrio tra industria e ricerca alimenta la richiesta di nuovi profili professionali.

La classifica

Ecco le prime dieci città italiane dove si lavora meglio:

  1. Trento;
  2. Bari;
  3. Brescia;
  4. Udine;
  5. Bergamo;
  6. Vicenza;
  7. Verona;
  8. Treviso;
  9. Bolzano;
  10. Modena.

La classifica mostra un elemento comune. Le città nominate hanno un tessuto economico basato su imprese medio-grandi, distretti industriali e servizi avanzati.

Il Nord-Est domina con diverse presenze in graduatoria; Modena mantiene un ruolo centrale grazie alle industrie dell’automotive; Bergamo conferma il peso del sistema produttivo lombardo; Bari dimostra che anche il Mezzogiorno può diventare attrattivo per giovani professionisti.

Milano e Roma non sono più così centrali

La crescita delle città medie non significa che Milano e Roma abbiano perso importanza. Milano continua a essere il principale centro italiano per quanto riguarda finanza, consulenza, editoria e tecnologia. Roma mantiene un ruolo strategico per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione, sedi centrali di grandi aziende private e servizi pubblici.

La classifica rilasciata da LinkedIn suggerisce però un cambio di paradigma: molti lavoratori sono stati costretti a guardare fuori dalle due capitali d’Italia per mettere a frutto le proprie competenze specialistiche. Forse è un segnale che indica come l’offerta di Milano e Roma negli anni si sia impoverita. O probabilmente i lavoratori non cercano solo un’opportunità di sbocco professionale, ma anche un migliore bilanciamento tra carriera e qualità della vita.

Autore articolo: emanuelacolatosti