Le 6 spiagge libere e selvagge d’Italia scelte dal Guardian

In Italia gran parte delle coste più fotografate è ormai recintata da stabilimenti privati e resort a cinque stelle, aspetto notato anche da Katie McKnoulty, giornalista australiana che firma per il Guardian un articolo dedicato alle spiagge che sfuggono a questa regola: sei tratti di costa dove l’accesso resta libero e il paesaggio non ha bisogno di lettini per farsi notare.
Riviera del Conero, Marche

Il parco regionale del Conero protegge un promontorio che sale a 572 metri direttamente dal mare, unico caso tra Trieste e il Gargano, su un’area protetta di 6.011 ettari. La McKnoulty descrive una regione ancora estranea al turismo di massa, dove si sente parlare quasi solo italiano. A Sirolo il mare si raggiunge con una camminata tra i pini fino a una spiaggia ampia di ciottoli bianchi, mentre Portonovo alterna stabilimenti d’epoca, retaggio degli anni Sessanta, e lunghi tratti di spiaggia libera.
Gargano, Puglia

Meno battuto del Salento, il promontorio del Gargano custodisce calette rocciose e baie che il parco nazionale ha tenuto al riparo dalla speculazione. Portogreco è una piccola insenatura tra grotte marine, buona per tuffi e snorkeling. Vignanotica si allunga sotto una falesia calcarea che nel tardo pomeriggio regala ombra provvidenziale. Per il pranzo, la giornalista consiglia di spingersi fino a Peschici, dove i trabucchi — le antiche piattaforme da pesca in legno — ospitano ristoranti di pesce appena pescato.
Ponza, Lazio

Meta storica dei romani in cerca di fuga rapida dalla città, Ponza conserva un porto dai colori pastello rimasto pressoché immutato. La spiaggia di Frontone, la più estesa dell’isola, si raggiunge in taxi boat; nonostante la presenza di alcuni stabilimenti, restano ampi spazi liberi, in particolare sugli scogli del lato meridionale. Le insenature più spettacolari, come Chiaia di Luna, si vedono solo dal mare: noleggiare un gommone, con o senza skipper, non è un capriccio ma il modo più sensato per esplorare l’isola.
Pantelleria, Sicilia

Più vicina alla Tunisia che alla Sicilia, Pantelleria cambia le coordinate mentali di chi la visita. Il parco nazionale, istituito nel 2016, copre circa l’80% del territorio dell’isola (66,4 km²) e questo dato spiega bene perché qui la natura non sia sfondo ma struttura portante. Non esistono spiagge di sabbia, ci si sdraia sulle rocce vulcaniche e ci si tuffa in acque profonde e limpidissime. Balata dei Turchi, baia selvaggia nella parte meridionale dell’isola, è ideale per lo snorkeling tra coralli e pesci; a Nikà si nuota sopra sorgenti termali sottomarine. Il Laghetto delle Ondine si raggiunge con una breve camminata tra rocce laviche, fino a piscine naturali scavate dal mare.
Isola d’Elba, Toscana

Parte dell’Arcipelago Toscano, l’Elba si trova 55 chilometri a est della Corsica e vanta oltre 140 chilometri di costa, più di quanto molti visitatori si aspettino. Nisporto, baia quieta chiusa tra colline di pini, si raggiunge attraverso una strada tortuosa che ne preserva l’isolamento: il fondale trasparente, ricco di vita marina, si presta bene a snorkeling e kayak.
Maremma, Toscana

Nel parco della Maremma, vicino Grosseto, non esistono stabilimenti: solo dune, sabbia e mare. Il parco stesso consiglia la bicicletta per arrivare da Alberese, lungo una pista che attraversa la piana dell’Ombrone tra prati semi-naturali dove pascolano cavalli e bovini maremmani. Marina di Alberese è la spiaggia più accessibile; proseguendo a piedi o in bici si arriva a Collelungo, ancora più isolata. Nei mesi di punta sono attivi navette e regole specifiche per parcheggio e accesso, da verificare prima della partenza. Più di ogni altra tappa dell’elenco, la Maremma impone un tempo diverso: non una costa da consumare in fretta, ma da abitare, pedalando piano, restando in acqua a lungo, tornando a sera con la sabbia ancora addosso.
Fonte: theguardian.com
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