Le città italiane dove fare la spesa costa meno nel 2026 (e quelle più care): fino a 1.390 euro di differenza

Quanto spendiamo al supermercato non dipende soltanto da cosa compriamo o dall’insegna che scegliamo. Anche la città in cui viviamo può fare una differenza tutt’altro che piccola, e sul conto di un intero anno lo scarto può diventare di diverse centinaia di euro.
A mostrarlo è la nuova indagine Altroconsumo sui prezzi della spesa nel 2026, realizzata rilevando i prezzi in 1.158 supermercati, ipermercati e discount distribuiti in 67 città italiane. L’associazione ha poi confrontato sia i singoli punti vendita sia la spesa media nelle diverse città, facendo emergere una geografia della convenienza abbastanza netta.
Le città dove fare la spesa costa meno nel 2026
A dominare la parte alta della classifica è soprattutto la Toscana. Tra le città più convenienti troviamo infatti Pistoia, Lucca, Firenze e Prato, dove la spesa media annua familiare si aggira intorno ai 6.900 euro.
È un dato interessante perché non si tratta di un unico caso isolato: diverse città toscane si concentrano nelle prime posizioni, affiancate poi da Mantova e da altri centri del Veneto. Insomma, almeno secondo la fotografia scattata da Altroconsumo, in alcune zone d’Italia riempire il carrello continua a costare sensibilmente meno che altrove.
Genova, Sassari, Aosta e Teramo tra le città più care
All’altro capo della classifica il quadro cambia parecchio. Tra le città dove la spesa media è più alta compaiono Genova, Sassari, Aosta e Teramo, dove il costo annuo arriva a circa 7.700 euro per famiglia.
Tra una città da circa 6.900 euro e una da circa 7.700 euro parliamo quindi di una differenza nell’ordine degli 800 euro l’anno.
Non significa che ogni supermercato di una città economica sia necessariamente più conveniente di qualsiasi supermercato di una città cara. Quello considerato da Altroconsumo è infatti un valore medio, utile soprattutto per capire quanto il territorio possa incidere sui prezzi che incontriamo normalmente quando facciamo la spesa.
Le regioni più convenienti: Veneto e Trentino-Alto Adige
Se allarghiamo lo sguardo dalle singole città alle regioni, la geografia cambia leggermente. Secondo l’indagine, Veneto e Trentino-Alto Adige risultano le aree più convenienti, con una spesa familiare media di circa 7.000 euro all’anno. Il dato è inferiore alla media nazionale utilizzata da Altroconsumo, pari a 7.390 euro annui.
Sul fronte opposto troviamo invece Valle d’Aosta e Lazio, dove la spesa arriva a circa 7.900 euro l’anno. Vale a dire all’incirca il 13% in più rispetto alle regioni più convenienti.
Ed è forse questo confronto a far capire meglio quanto il luogo in cui viviamo possa pesare sul budget, anche quando le nostre abitudini di acquisto rimangono più o meno le stesse.
A Milano scegliere il supermercato giusto può far risparmiare 1.390 euro
C’è poi un altro dato ancora più curioso, Altroconsumo ha verificato quanto possa cambiare il costo della spesa all’interno della stessa città, semplicemente scegliendo un punto vendita più conveniente invece di uno più caro.
Ed è qui che emerge Milano, nel capoluogo lombardo, tra il supermercato meno caro e quello più costoso tra quelli rilevati, la differenza può arrivare a 1.390 euro all’anno, pari al 18%.
Una cifra che cambia parecchio la prospettiva: non serve necessariamente trasferirsi in una città più economica, perché in alcuni casi basta scegliere con maggiore attenzione dove si fa abitualmente la spesa.
Anche a Bologna, Treviso, Reggio Emilia e Venezia si superano i 1.100 euro
Milano non è l’unico caso, subito dopo troviamo Bologna, Treviso, Reggio Emilia e Venezia, tutte città nelle quali la differenza tra un punto vendita più conveniente e uno più caro supera i 1.100 euro annui.
In altre città, soprattutto in alcune zone del Mezzogiorno, gli scarti rilevati sono invece decisamente più bassi e in alcuni casi scendono persino sotto i 50 euro.
Su quest’ultimo dato, però, Altroconsumo invita implicitamente alla cautela: in alcune città meridionali non è stato possibile effettuare le rilevazioni in tutti i punti vendita previsti e il numero dei supermercati effettivamente confrontabili è quindi risultato più ridotto.
Perché la stessa spesa può costare così diversamente
Le differenze non vanno lette come un semplice confronto Nord-Sud. Basta guardare la classifica per rendersene conto: tra le città più care troviamo Genova ma anche Sassari e Teramo, mentre la Toscana si comporta particolarmente bene e il Veneto emerge anche a livello regionale.
A fare la differenza può essere soprattutto il livello di concorrenza tra le insegne presenti sul territorio. Dove ci sono molti supermercati e discount che competono per gli stessi clienti, scegliere il punto vendita può avere un peso maggiore. Dove l’offerta è più limitata, invece, le possibilità di trovare prezzi molto diversi possono ridursi.
L’indagine, comunque, fotografa una situazione precisa: i prezzi sono stati rilevati tra il 16 febbraio e il 13 marzo 2026, prendendo in considerazione 124 categorie di prodotti tra quelle maggiormente acquistate dalle famiglie e registrando anche le promozioni disponibili al momento della visita. I punti vendita non erano stati avvisati in anticipo.
Il risultato lascia un messaggio abbastanza semplice: quando vogliamo risparmiare sulla spesa, controllare le offerte aiuta, cambiare marca pure. Ma anche scegliere il supermercato giusto, soprattutto in alcune città, può valere più di mille euro in un anno.
Fonte: Altroconsumo
