Le regioni con più scorte di vino in Italia, nei depositi più di 46 milioni di ettolitri

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Secondo l’ultimo report “Cantina Italia” realizzato dall’ICQRF (l’Ispettorato Centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari), al 30 giugno 2026 nei depositi e negli stabilimenti enologici italiani sono custoditi oltre 46,5 milioni di ettolitri di vino.

Rispetto al mese precedente le scorte risultano in calo del 5,3%, mentre su base annua aumentano del 6,7%, segnale di un comparto che continua a mantenere elevati livelli di disponibilità in vista della nuova vendemmia.

Nelle regioni del Nord oltre la metà del vino italiano

Analizzando i dati, il 56,1% di tutto il vino in Italia è custodito nei depositi che si trovano nelle regioni del Nord, che raccolgono oltre 26,1 milioni di ettolitri. Seguono:

  • il Sud con il 19,6%;
  • il Centro con il 16,7%;
  • le Isole con il 7,5%.

Veneto leader assoluto delle giacenze

Tra tutte le regioni, il Veneto domina la classifica nazionale. Nei depositi della regione, infatti, sono conservati circa 11,54 milioni di ettolitri di vino, pari al 24,8% dell’intero patrimonio nazionale. In pratica, quasi una bottiglia su quattro tra quelle presenti nelle cantine italiane si trova in questa regione.

Il primato del Veneto è strettamente collegato alla straordinaria forza produttiva del territorio e al successo internazionale del Prosecco, oltre che alla presenza di importanti aree vinicole come Valpolicella, Soave e Conegliano-Valdobbiadene.

A livello provinciale:

  • Treviso da sola custodisce circa 4,9 milioni di ettolitri;
  • Verona supera i 4,1 milioni.

Insieme rappresentano quasi un quinto dell’intero vino detenuto in Italia.

Toscana e Puglia completano il podio

Alle spalle del Veneto si colloca la Toscana con quasi 5,6 milioni di ettolitri, confermando il ruolo centrale delle grandi denominazioni regionali come Chianti, Chianti Classico e Brunello di Montalcino.

Sul terzo gradino del podio troviamo invece la Puglia con circa 4,89 milioni di ettolitri. La regione continua a rappresentare uno dei principali poli produttivi italiani grazie all’elevata disponibilità di vini Igp e di grandi volumi destinati sia al mercato interno sia all’export.

Seguono:

  • Emilia-Romagna con oltre 4,56 milioni di ettolitri;
  • Piemonte con circa 4 milioni, altra regione simbolo dell’enologia italiana grazie a denominazioni prestigiose come Barolo e Barbaresco.

Più distanziate si trovano:

  • Sicilia (2,94 milioni di ettolitri);
  • Abruzzo (2,73 milioni);
  • Lombardia (2,23 milioni);
  • Trentino-Alto Adige (2,04 milioni);
  • Friuli Venezia Giulia (1,65 milioni).

Le giacenze premiano soprattutto i vini di qualità

Per quanto riguarda la composizione qualitativa delle scorte, oltre la metà del vino custodito in Italia appartiene alla categoria Dop (denominazione di origine protetta), che rappresenta il 54,8% del totale con oltre 25,5 milioni di ettolitri. I vini Igp costituiscono invece il 26,1% delle giacenze, pari a oltre 12,1 milioni di ettolitri, mentre i vini varietali incidono appena per l’1,7%. Il restante 17,4% invece comprende vini da tavola e altre categorie.

Nel complesso, oltre l’80% del vino conservato nelle cantine italiane appartiene quindi ai segmenti delle indicazioni geografiche, confermando come la competitività del settore sia sempre più legata alla qualità certificata e alla valorizzazione dei territori.

Il Prosecco resta il vino con le maggiori giacenze

Analizzando infine le singole denominazioni, il Prosecco si conferma la denominazione con il maggior quantitativo presente nelle cantine italiane: oltre 3,84 milioni di ettolitri, pari a circa il 10% di tutte le giacenze Dop e Igp.

Seguono:

  • la Igp Puglia con circa 1,68 milioni di ettolitri;
  • il Toscano o Toscana con 1,61 milioni;
  • il Chianti con quasi 1,3 milioni.

A tal proposito, un dato particolarmente interessante riguarda la forte concentrazione delle scorte: nonostante esistano ben 523 denominazioni Dop e Igp registrate, soltanto 20 di esse rappresentano quasi il 58% delle giacenze complessive.

Autore articolo: federicapetrucci