Le reti fantasma recuperate da questi sub diventeranno tappetini per auto, Hyundai ci crede davvero

Una rete da pesca era ancora stesa sul relitto del Midnight Hour, a oltre trenta metri di profondità, e continuava a fare ciò per cui era stata costruita: catturare animali. Il 12 luglio sei sub tecnici volontari di Ghost Diving USA sono scesi nelle acque al largo di Catalina Island, in California, hanno tagliato e riportato in superficie diversi metri di rete. Durante l’operazione hanno liberato anche un pesce rimasto intrappolato. La barca era affondata nel 2011; la rete, quindici anni dopo, lavorava ancora senza equipaggio.
La missione fa parte di From Sea to Shore, il programma avviato negli Stati Uniti dalla fondazione Healthy Seas insieme a Hyundai Motor North America. Una parte del nylon recuperato potrà entrare nella filiera dell’ECONYL, il materiale rigenerato utilizzato anche per produrre tappetini destinati ad alcuni modelli Hyundai. Il passaggio dal fondale all’automobile, però, richiede qualche riga in più di quella concessa alla circolarità nelle campagne pubblicitarie.
La rete che continuava a pescare da sola
Il Midnight Hour era un peschereccio per calamari. Oggi si trova tra i 30 e i 33 metri di profondità ed è diventato un reef artificiale frequentato da pesci, aragoste, anemoni e altri organismi marini. Con la nave è affondata anche una grande rete a circuizione, che nel tempo si è allargata sul relitto e sul fondale circostante.
Le reti perse, abbandonate o lasciate in mare vengono chiamate reti fantasma. Il nome suggerisce qualcosa di impalpabile; sott’acqua sono plastica, corde e maglie abbastanza resistenti da continuare a intrappolare pesci, tartarughe, uccelli e mammiferi marini. Possono inoltre danneggiare coralli e fondali, raccogliere altri rifiuti e degradarsi lentamente in frammenti sempre più piccoli.
I sub di Ghost Diving USA hanno rimosso una parte della rete senza smantellare l’habitat che nel frattempo si è formato intorno al relitto. Gli organismi più piccoli arrivati in superficie insieme alle maglie, tra cui crostacei e lumache marine, sono stati rimessi in acqua. Durante l’immersione è comparsa anche una cernia gigante della California, specie protetta che può superare dimensioni decisamente incompatibili con l’idea del “pesciolino”.
L’operazione non ha liberato completamente il Midnight Hour. La rete rimasta continua a sfilacciarsi e a distribuirsi sul fondale, perciò sono previste altre immersioni nel corso del 2026. In lavori del genere tirare tutto insieme potrebbe danneggiare il relitto, gli animali e gli stessi sub. Si procede per sezioni, con tempi molto meno spettacolari di una gru che solleva una matassa davanti alle telecamere.
Dal fondale al filato, senza magie
Il materiale riportato a terra viene selezionato. Solo le reti in nylon adatte al recupero possono essere inviate alla rigenerazione; corde, plastiche miste, parti troppo degradate e altri rifiuti seguono filiere differenti o devono essere smaltiti. La rete tolta dal relitto, quindi, non diventa automaticamente un tappetino Hyundai con un passaggio di bacchetta industriale.
Il nylon recuperabile viene raccolto da Aquafil insieme ad altri scarti dello stesso materiale, come vecchi tappeti e residui tessili. Nello stabilimento dell’azienda viene pulito e sottoposto a un processo di rigenerazione per ottenere ECONYL, materia prima impiegata in tessuti, moquette e componenti per automobili. Hyundai la utilizza, tra gli altri prodotti, nei tappetini di alcuni modelli della gamma IONIQ.
La filiera mescola materiali provenienti da fonti diverse. Sarebbe dunque impreciso sostenere che proprio quel pezzo di rete raccolto a Catalina finirà certamente sotto i piedi del proprietario di un’auto. La formulazione corretta è meno rotonda: il nylon idoneo può contribuire alla produzione del filato rigenerato dal quale vengono realizzati anche i tappetini.
La collaborazione tra Healthy Seas e Hyundai è iniziata nel 2021 in Europa e si è poi estesa alla Corea del Sud e agli Stati Uniti. Secondo la casa automobilistica, il suo sostegno ha contribuito al recupero di oltre 320 tonnellate di rifiuti marini in dieci Paesi. Healthy Seas dichiara invece di aver raccolto complessivamente 1.309,1 tonnellate di reti e altri rifiuti dal 2013, anno della sua fondazione. Sono dati forniti dalle organizzazioni coinvolte nei progetti.
Tre giorni tra spiaggia, relitto e bambini
L’immersione al Midnight Hour era la parte più complessa di un programma durato dall’11 al 13 luglio. Il giorno precedente, 37 dipendenti Hyundai e familiari, insieme a 11 bambini, avevano raccolto a Huntington State Beach 30,8 chilogrammi di rifiuti. Gli oggetti trovati più spesso erano mozziconi di sigaretta, piccoli abbastanza da sfuggire allo sguardo e numerosi abbastanza da vincere quasi sempre.
L’ultima giornata è stata dedicata a un laboratorio con 40 bambini dei Boys & Girls Clubs di Huntington Valley. Quiz, racconti e attività creative hanno mostrato come le reti perdute continuino a minacciare gli animali e quale lavoro serva per recuperarle. Pulizia, riciclo ed educazione sono stati messi dentro lo stesso progetto; rimangono attività diverse, con effetti e limiti diversi.
La parte più immediata è avvenuta sott’acqua: un pesce è uscito dalle maglie e diversi metri di rete hanno smesso di muoversi sul relitto. A Catalina, però, una parte è ancora laggiù. I sub dovranno tornare. Il tappetino può aspettare.
